U.S. Catanzaro 1933-1934

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Una formazione della Catanzarese 1933-34:
Biffi, Favero, Ciminaghi, Galletti, Monti, Radice, Martini, Negto, Moretti, Pasti, Radaelli, Bettelli (mass.

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La Serie B 1933-1934 fu la 7ª edizione del torneo nazionale cadetto del campionato italiano di calcio ad essere organizzata dal Direttorio Divisioni Superiori, la 5ª dall’istituzione della categoria che per la prima volta fu suddivisa in due gironi distinti.

Ed è proprio l’allargamento ai due gironi ad aver consentito l’accesso al Catanzaro, allargamento che viene deciso dalla FIGC con l’ammissione di tutte le Società che nella stagione 1932-33 avevano ottenuto il diritto a disputare i gironi per le finali promozione.

il comunicato della FIGC

la Catabzarese am,messa in Serie B

La Federazione Italiana Giuoco Calcio comunica:

Il Presidente della FIGC ha riunito oggi allo Stadio P.N.F. i delegati della società di Divisone Nazionale B per discutere sulla formula del loro campionato come da precedente comunicazione.

Il Presidente ha premesso che in mancanza di un accordo totale la formula esistente non avrebbe subito modifica per l’anno prossimo; però per il campionato 1934-35 la Federazione, resasi conto delle gravi difficoltà economiche delle società di Divisione Nazionale B, avrebbe attivato di autorità una modifica basata sulle risultanze delle discussioni odierne.

Tutti i delegati che avevano ricevuto pieni poteri dalle rispettive società, ad eccezione di quello del Grion di Pola che aveva poteri limitati e pertanto non impegnativi per la Federazione a norma dell’avviso di convocazione, hanno espresso successivamente e dettagliatamente il loro parere sull’argomento.

I delegati delle società tutte, ad eccezione di quelli dello Spezia, Viareggio, Perugia, Foggia, Messina e Grion, si sono dichiarati favorevoli ad una immediata modifica della formula vigente.

La successiva ampia discussione, per i chiarimenti forniti dal Presidente, ha portato alla unanime accettazione di una proposta fatta agli intervenuti dall’Ing. Barassi che ha raccolto e concretizzato i vari desideri e le varie osservazioni.

La proposta approvata dalle società e accettata dal Presidente è la seguente:

in via sperimentale  per l’anno 1933-34, il campionato di Divisione Nazionale B verrà disputato su due gironi di 13 squadre ciascuno formati con le seguenti società:

le 17 società che hanno portato a termine il campionato 1932-33;

le 3 società promosse dalla Prima Divisione;

le altre 6 società che hanno disputato le finali di Prima Divisione.

In totale 26 squadre.

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Il calcio mercato della Catanzarese

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la Catanzarese nel Girone A

della Serie B

Le Aquile vengono inserite nel Girone A per via del criterio di divisione verticale della Penisola, e per come si legge nello stesso comunicato della FIGC: “tenendo presente anche la necessità di equilibrio di valore sportivo e degli oneri dovuti ai trasferimenti”. Nel girone con le Aquile, tra le altre, le favoritissime alla promozione Sampierdarenese (che più di un decennio dopo si chiamerà Sampdoria), Pro Patria e Novara.

il testo del telegramma

inviato a Heinrich Schönfeld

Appreso del ripescaggio e galvanizzati dalla nuova esperienza che si stava per concretizzare fu inviato un telegramma al neo tecnico della Catanzarese Heinrich Schönfeld che dopo la presentazione, ed ancora all’oscuro dell’ammissione in Serie B era partito per Trapani a prelevare la famiglia. Ecco il testo del telegramma: “Schonfeld Enrico Trapani. Soltanto Catanzarese ammessa Divisione Nazionale stop Fiduciosi vostro operato vi attendiamo a braccia aperte, tifosi catanzarese”.

la Catanzarese è già

un fenomeno regionale

lettera di un tifoso di Reggio Calabria

La prima e storica promozione del Catanzaro in Serie B fu anche la prima per una squadra calabrese ed in migliaia si riversarono al suo seguito nello spareggio di Napoli contro il Siracusa (vedi stagione 1931-32). Una passione che ben presto trasformò permise al Catanzaro di avere tifosi in tutta la regione calabrese divenendo di fatto un fenomeno regionale che in Calabria resterà unico.

Di seguito proponiamo una lettera di un tifoso, Francesco Astorino di Gioia Tauro, inviata ad un quotidiano sportivo nel 1933

Finalmente il Catanzaro che comincia il girone

È la gloria e la gioia della Calabria Regione.

Con Martini e Pantani con Brambilla

Il trio è formato della forte e salda squadra

Cha attualmente ha il primato.

Olivieri e Radaelli e il forte Ciminaghi

queste sono colonne della linea mediana

E’ l’attacco è molto forte dei colori giallorossi

Con Moretti e Massironi ed il cannoniere Brossi.

Qui la squadra si compone al glorificio cammino

Con Besazza e Marrucci e il terribile Santagostino.

Va un lode al signor Talamo che ha saputo

attrezzare una forte salda squadra, che fa tutti ammirare.

Sono bravi i “messi viaggiatori” catanzaresi

L’exploit della Catanzarese nel giro di pochi anni che l’aveva portata dalla III Divisione alla Serie B mise in luce le capacità organizzative, su cui il presidente Talamo aveva tanto lavorato, fin dal suo insediamento. In Talamo si fortificò in maniera predominate la convinzione che puntare su giovani provenienti da altre squadre fosse più vantaggioso per la Catanzarese, sia in termini di profitto economico che nell’impegno che avrebbero messo i calciatori ingaggiato da altre società. E Talamo non aveva tutti i torti, perché i giovani catanzaresi di allora che si avvicinavano al calcio, una volta che venivano esclusi dalla prima squadra disertavano gli allenamenti delle giovanili. Un comportamento che quindi spinse Talamo a formare una rete di osservatori da sguinzagliare a nel nord Italia, ma con una caratteristica ben precisa, ovvero quella di osservare i calciatori non nelle gare in cui la loro squadra giocava in casa ma bensì quando giocavano in trasferta. Fu lo stesso presidente Talamo a chiarire meglio il concetto alla stampa sportiva dell’epoca:

Io son contrario alle esibizioni dentro casa, perché preferisco sempre il giocatore che fuori gioca è da tutto.” Entrando nel dettaglio, dichiarava: “Sotti gli occhi degli amici tutti san fare prodezze, ma fuori li voglio, là dove non si cercano allori per se, ma il successo di squadra e dove si gioca fino all’ultimo, sudando e faticando senza ottenere applausi

chi erano i “messi viaggiatori”

definizioni degli Anni Trenta

Ed il Catanzaro pescò bene, furono tanti i giovani ad esplodere dove invece in altre piazza avevano fallito, arrivavano a Catanzaro da sconosciuti e se ne andavano via con i connotati del grande calciatore. Un merito che allora in tanti riconobbero al Catanzaro, diversi giornalisti ed operatori di mercato incoraggiavano i calciatori ad andare a Catanzaro: “Se un bravo calciatore vuoi diventare a Catanzaro devi andare. Li ci sanno fare perché hanno bravi messi viaggiatori

Ma che cosa era il messo viaggiatore? Non era altro che quello che oggi viene chiamato osservatore.

Ferrari, Brossi e Negro

la Catanzarese sforna centravanti

Per tre stagioni consecutive, compresa quella che affrontiamo in questo capitolo, il Catanzaro degli Anni Trenta riuscì a valorizzare tre perfetti sconosciuti in quello che sicuramente è il ruolo più affascinante del calcio, la figura del centravanti.

Nella stagione 1931-32 consacrò Ferrari passato al Genoa, nel campionato 1932-33 fu il Perugia a prelevare Brossi dal Catanzaro e al termine del campionato 1933-34 toccherà alla Fiorentina, dopo la lunga concorrenza del Napoli, assicurarsi le prestazioni di Negro.

la Catanzarese sogna

Mezza, Monti e Combi

campioni degli Anni Trenta

Il calciomercato era una grande passione per il Barone Talamo, in collaborazione con i suoi “messi viaggiatori” aveva delle doti innate a scovare talenti, e chi credeva di essere riuscito a venderli un bidone, era la stessa stampa sportiva e fugare ogni dubbio: “Se un calciatore lo prende Talamo state pur tranquilli che una schiappa non è”.

Nell’allestimento della squadra per il primo storico campionato di Serie B il presidente si reca a Milano per mettere a punto i dettagli. I tifosi catanzaresi si erano abituati bene con il barone, che non si era mai risparmiato andando a prendere anche calciatori che avevano militato in Serie A. Fu così che al ritorno da Milano a fine agosto numerosi tifosi accorsero ad aspettare al suo arrivo alla stazione di “Catanzaro Sala” convinti che gli avrebbe portato Meazza, Combi e Monti gli assi del calcio degli Anni Trenta nel campionato italiano di Serie A.

Nella vignetta che pubblichiamo il disegnatore di un quotidiano dell’epoca raffigura il ritorno di Talamo dal mercato di Milano.

il primo ritiro precampionato

della Catanzarese

a Villaggio Mancuso

La Serie B è un’altra dimensione ed il presidente Talamo non tralascia nessun particolare che possa tornare utile alla Catanzarese, istituisce cosi il primo ritiro fuori sede, la truppa giallorossa stabilisce il proprio quartier generale a “Villaggio Mancuso” al fresco della Sila. Dal mercato non sono arrivati Monti, Combi e Meazza ma le aspettative non sono andate comunque deluse visto l’innesto di elementi provenienti quasi tutti dalla Serie A, tra cui l’attaccante Radice. Al termine della sessione di mercato, la stampa sportiva dirà: “il Catanzaro ha fatto le cose in grande”.

11 a 0 alla Pro Calcio Modena

si apre la stagione 1933-34

Terminato il ritiro silano la comitiva si trasferisce al “Militare” di Catanzaro il 3 settembre 1993 per la prima esibizione davanti al proprio pubblico che numerosissimo è accorso ad incitare i propri beniamini. Le aspettative non vanno deluse la Catanzarese nell’incontro amichevole contro la Pro Calcio Modena chiude la partita per 11 a 0 con ben nove reti realizzate nel corso del primo tempo.

lo storico Esordio in Serie B

Catanzaro-Messina 10 settembre 1933

E’ datato 10 settembre 1933, in Catanzaro-Messina 1-1, davanti a spalti gremiti, queste le formazioni che sono scese in campo:

Catanzarese: Martini, Pasti, Favero, Radaelli, Biffi, Ciminaghi, Zoppi, Bedetti, Radice, Moretti, Bresciani.

Messina: Staccione II, Bruni, Vandelli, Di Gennaro, Borgo G., Fidomanzo I, Re, Villotti, Conte, Corallo, Ferretti I

Arbitro: Mazzarini di Roma

Marcatori: 50’ Radice, 66’ Borgo G.

la prima e storica vittoria in Serie B

Catanzarese-Novara 17 sembre 1933

L’esordio come abbiamo visto è segnato da un pareggio con il Messina, ma 7 giorni dopo, ancora in casa, arriva la prima storica vittoria in Serie B. E’ il 17 settembre del 1933, quando al “Militare” scende il Novara tra i principali candidati alla promozione in Serie A. Di seguito il tabellino completo dell’incontro.

Catanzarese: Martini, Pasti, Favero, Ciminaghi, Biffi, Galetti, Zoppi, Bedetti, Negro, Moretti, Bresciani.

Novara: Zamberletti, Rabaglio, Checco, Ravetta, Mornese, Parodi, Massiglia, Versaldi, Cappellini, Rizzotti, Portaluppi.

Arbitro: De Sanctis di Roma

Marcatori: 6’ Cappellini, 8’ Bedetti, St 18’ Bedetti, 30’ Checco (rig.) 38’ Moretti

rissa nell’amichevole con il Napoli

un gol della CAtanzarese scatena i tifosi napoletani

Alla terza giornata di campionato il Catanzaro è di scena a Viareggio, si decide di mettersi in viaggio già dal martedi sera approfittando di aver stretto accordi per una amichevole con il Napoli, che segna in assoluto il primo confronto tra il Catanzaro ed una squadra di Serie A.

L’amichevole si gioca mercoledi 20 settembre alle ore 16, allo stadio Littorio Vomero, teatro qualche mese prima del vincente spareggio contro il Siracusa (vedi campionato 1932-33) ma non sarà un pomeriggio che filerà via liscio, un gol del Catanzaro farà infuriare i tifosi del Napoli che si scaglieranno contro i calciatori azzurri accusati di scarso impegno. C’è da premettere che fu proprio la società del Napoli a voler organizzare questa amichevole in quanto impegnata la successiva domenica nella delicata trasferta a Milano contro l’Ambrosiana Inter, reputò la compagine del Catanzarese un avversario di buon valore per un test impegnativo.

Va in vantaggio il Napoli al 12’ con Vojak , reagisce subito il Catanzaro è al 13’ va vicino al pareggio con Bedetti, pareggio che arrivava al 16’ con Zoppi che chiude una bella triangolazione con Biffi. Il Catanzaro non sembra affatto intimorito dal blasone avversario ed impensierisce più di una volta il portiere Cavanna. Al 28’ raccoglie i frutti del predominio e si porta in vantaggio con Negri che recupera un palone a centrocampo e si invola chiudendo l’azione depositando la palla in rete sull’uscita del portiere. A quel punto sale la tensione sugli spalti con il pubblico napoletano che rimprovera i propri giocatori di scarso impegno e già fortemente provati dalle due brutte esibizioni in campionato. Dopo pochi minuti il Napoli trova il pareggio al 38’ ancora con Vojak. In rapida successione arriva il vantaggio napoletano con la terza rete di Vojak che al volo batteva Martini. Due minuti dopo il Catanzaro perveniva al pareggio con Negri, l’arbitro prima convalidava e poi annullava forse intimorito dal pubblico di casa che al gol di Negri aveva ripreso a fischiare la squadra partenopea. Volano parole grosse, qualche calciatore risponde ed una parte della  tifoseria non la prende bene ed invade il terreno di gioco creando una rissa con due calciatori del Napoli. Il parapiglia per fortuna viene sedato senza ulteriori e gravi conseguenze.

Ormai era chiaro che questa partita non avesse più nulla da offrire e nel secondo tempo in Napoli andrà a rete per altre 5 volte fissando il risultato finale sull’8-2 Di seguito le formazioni scese in campo.

Napoli: Cavanna, Vincenzi, Innocenti, Colombari, Gollardo, Buscaglia, Visentin, Vojak, Sallustro, Rossetti, Ferraris.

Catanzaro: Martini, Pasti, Favero, Galletti, Biffi, Ciminaghi, Zoppi, Bedetti, Negri, Moretti, Bresciani.

arriva la Samp stadio pieno

tutto esaurito al “Militare”

Quinta giornata di campionato la Sampierdarenese è di scena a Catanzaro, l’incontro è anticipato al sabato 7 ottobre 1933 per la concomitanza con il congresso Eucaristico. Il pubblico catanzarese risponde alla grande, stadio pieno con la società che non può accontentare diversi tifosi rimasti fuori.

Partita vibrante fino al 90’ al triplice fischio finale la Sampierdarenese porta a casa la vittoria (1-2) con la prima storica sconfitta casalinga del Catanzaro in un torneo di Serie B. Vittoria maturata anche grazie ad una clamorosa svista arbitrale che al 88’ non assegna un calcio di rigore ai giallorossi. Le marcature sono state realizzate da Poggi al 15’ del primo tempo, pareggio del Catanzaro al 20’ con Bedetti e a 10 minuti dal termine della gara l’1-2 finale è realizzato da Comini.

le dimissioni del presidente Talamo

via anche allenatore e Consiglio Direttivo

Quello che stiamo per raccontarvi è uno spaccato inedito della Grande Storia dell’U.S. Catanzaro, ovvero le dimissioni del presidente Talamo e dell’intero Consiglio Direttivo della Catanzarese, cosi come la posizione dell’allenatore Heinrich Schönfeld che di fatto, come erroneamente riportato in altre pubblicazioni non fu mai esonerato ma seguì Talamo nelle dimissioni. Dimissioni che ridisegnano e portano alla luce una successione inedita di presidente in seno alla Catanzarese, di cui non si trova traccia in tutte le precedenti pubblicazioni sul Catanzaro.

Talamo tradito

dal Partito Nazionale Fascista?

la mancata costruzione di un nuovo stadio

Ci siamo impegnati a fondo per far luce su questa vicenda, ma narrando gli eventi per come cronologicamente si sono svolti, non abbiamo trovato nessun riferimento certo sul motivo che portò alla improvvisa decisione delle dimissioni di massa. Riusciamo però, ci sia concesso con il beneficio del dubbio, collocare gli eventi tra le incomprensioni sorte tra la dirigenza dell’Unione Sportiva Fascista Catanzarese e lo stesso partito Fascista. Difficilmente Talamo avrebbe mollato la sua creatura almeno che non si fosse trovato davanti ad un impedimento che non gli permettesse più di portare avanti il suo progetto di crescita e di sviluppo del club, e il nodo centrale della questione sembra essere stato la promessa non mantenuta per la costruzione del nuovo stadio.

Facciamo un passo indietro e risaliamo all’agosto del 1933, quando in una riunione tra i dirigenti della Segreteria Federale dello sport Catanzarese (tutti iscritti al partito Fascista) il presidente Talamo e alcuni gerarchi fascisti, si arrivò alla conclusione che la Città di Catanzaro dovesse essere dotata di uno stadio moderno e funzionale, soprattutto per per permettere alla Catanzarese di avere un grosso seguito di pubblico in Serie B.

L’esito della riunione fu così diffuso dalla stampa dell’epoca: “Dopo anni ed anni di infruttuosi tentativi si è pervenuti alla risoluzione dell’annoso ed urgente problema del campo sportivo. In una seduta plenaria i dirigenti lo sport locale, forti dell’appoggio autorevole delle gerarchie fasciste, comprese le esigenze di una attività che non può conoscere stusi di sorta si sono tutti trovati d’accordo nel sostenere la incapacità dell’angusta Piazza d’Armi e soddisfare appieno i bisogni di un campionato di Serie B. Donde la necessità della costruzione di uno stadio moderno e bene attrezzato, degno di una città ormai all’avanguardia del movimento sportivo regionale”.

Da quella riunione ci si aspettava che alle parole seguissero i fatti ma non se ne fece nulla, si arrivò a novembre del 1933, all’indomani della vittoria esterna (2-1) sul Cagliari il barone Talamo convocò l’allenatore Schönfeld e i Consiglieri dell’Unione Sportiva Fascista Catanzarese annunciando loro che era giunto alla conclusione di volersi disimpegnare della società. Qualcosa però non funzionò per come Talamo aveva programmato, ovvero chi avrebbe voluto seguirlo nella sua decisione lo avrebbe dovuto fare pazientando qualche giorno, più precisamente si sarebbe dovuti attendere di disputare la gara interna contro contro il Vigevano del 27 novembre 1933, perché poi il campionato si sarebbe fermato per 15 giorni.

Si dimette Schönfeld arriva Kőszegy

cambia l’allenatore

Vista la ferma volontà di non voler fare un passo indietro il primo ad abbandonare fu il tecnico austriaco Heinrich Schönfeld forte anche dalla promessa della sua ex squadra la Juventus Trapani che gli avrebbe riaffidato l’incarico. Terminata la riunione lasciò subito Catanzaro.

Talamo si trovò quindi nella necessità di trovare un nuovo allenatore,  e sotto consiglio dell’ex Kertész si rivolse all’ungherese György Kőszegy che lasciò immediatamente il Montevarchi per raggiungere Catanzaro.

le dimissione di Talamo

il comunicato di allora

Il 6 dicembre del 1933 arriva l’annuncio, il presidente Enrico Talamo seguito da tutto il Consiglio Direttivo lasciano l’Unione Sportiva Fascista Catanzarese. Ecco il testo de comunicato ufficiale:

Il Presidente e la Giunta Esecutiva dell’U.S.F. “Catanzarese” hanno, per speciali ragioni contingenti, presentato le loro dimissioni, rassegnando il mandato nelle mani del Segretario Federale

l’Avv. Alfredo Cantafora

è il nuovo presidente della Catanzarese

La Catanzarese venne quindi consegnata nelle mani del Partito Nazionale Fascista che a Catanzaro faceva capo al Segretario Federale Luigi Pasqualucci, il Federale era la quarta carica gerarchica nel Partito Nazionale Fascista.

Attraverso un comunicato stampa arriva la nomina del nuovo presidente della Catanzarese: “Il Segretario Federale ha chiamato a se alcuni collaboratori, scelti tra gli sportivi più competenti, tra i quali il Delegato della Federazione allo Sport, avvocato Alfredo Cantafora”.Cantafora diventa quindi il terzo presidente dell’Unione Sportiva Fascista Catanzarese, dopo Michele Le Pera (vedi nascita Catanzarese 1927) ed appunto Enrico Talamo.

le nomine di Nicola Ceravolo e

Arnaldo Pugliese

l’ingresso ufficiale nella Catanzarse

All’età di 24 anni un giovane avvocato, di cui già abbiamo accennato in un capito precedente (vedi le origini dell’U.S. Catanzaro), Nicola Ceravolo frequenta con maggiore frequenza i vertici dirigenziali dell’Unione Sportiva Fascista Catanzarese, anche grazie al grande rapporto di amicizia con Enrico Talamo, benché in passato alcune pubblicazioni abbiano accennato che la sua elezione nel Consiglio Direttivo della Catanzarese risale al 1932, la nomina ufficiale si ha invece in conseguenza alle dimissioni di Talamo e del Consiglio Direttivo, organo questo eletto proprio dallo stesso Federale Luigi Pasqualucci contestualmente alla nomina di Cantafora a presidente Nicola Ceravolo entra ufficialmente nel Consiglio Direttivo dell’Unione Sportiva Fascista Catanzarese. Con lui viene nominato quale componente del Consiglio Direttivo anche l’Avv. Arnaldo Pugliese.

la reazione della squadra

battuta una grande Pro Patria

Contestualizzando il periodo, ovvero quello del regime Fascista, alcuni eventi sono stati trascurati dalla stampa di allora, cosi come le dimissioni di Talamo passate nel dimenticatoio di chi narrava la cronaca, sportiva non lo furono però per la tifoseria giallorossa che continuò a seguire la squadra del cuore con la passione di sempre, ma con preoccupazione e Talamo per un diverso periodo di tempo non venne più citato dalla stampa.

Il debutto di Cantafora coincise con la più bella prestazione disputata dalla Catanzarese (si era giunti alla XIII giornata in calendario), esattamente il 10 dicembre del 1933 quando al “Militare” si presentò lo squadrone da battere, la Pro Patria con 18 punti seconda in classifica a sole 3 lunghezze dalla capolista Sampieredaranese.  Le cronache di allora raccontano di una grande partita disputata dai giallorossi, con il portiere ospite autore di due prodezze che fino alla fine hanno tenuto il match sull’esito incerto, risolto a 6’ minuti dal termine da Radice che realizzava il gol vittoria: Catanzaro-Pro Patria 1-0.

la Catanzarese sogna la Serie A

alla fine del girone di andata

La vittoria contro la Pro Patria chiude il girone di andata con la Catanzarese che può essere ampiamente soddisfatta, anzi può addirittura permettersi di sognare la Serie A attraverso l’accesso al girone finale per la promozione. Chiude infatti al terzo posto ex-equo con Vigevanesi e Viareggio tutte a quota 14 punti, a 4 lunghezze dalla Pro Patria seconda in classifica e a 7 punti dalla Sampierdarenese capolista. Al girone finale per la promozione in Serie A accedono le prime tre di ogni girone.

il girone di ritorno

si apre con due sconfitte

abbandonati i sogni di gloria

Due sconfitte consecutive entrambe fuori casa, a Messina (0-1) e Novara (4-0) segnano l’inizio di un girone di ritorno che fa deporre le aspirazioni di poter puntare alla qualificazione per gli spareggi alla Serie A, aspirazioni che vengono soffocate anche dal pareggio interno alla terza di ritorno 2-2 contro il Viareggio.

un girone di ritorno discontinuo

compromette il cammino della Catanzarese

Nel girone di ritorno la Catanzarese non riesce ad imprimere una svolta decisiva alla sua stagione, raccoglie 3 punti in meno del girone di andata e chiude il campionato al settimo posto con 25 punti. Solo 3 vittorie di cui una in trasferta (2-1) sullo Spezia e due vittorie interne, sul Derthona (6-0) e sul Cagliari (10-0).

10-0 la vittoria più alta di sempre

nella Storia dell’U.S. Catanzaro

La vittoria sul Cagliari ancora oggi è quella con il più alto punteggio ottenuta dal Catanzaro in competizioni ufficiali. E’ datata 4 marzo 1934, Catanzarese-Cagliari 10-0 alla ventiquattresima giornata di campionato.

Il tabellino della gara

Catanzarese: Martini, Favero, Devescovi, Radaelli, Biffi, Ciminaghi, Zoppi, Bedetti, Moretti, Negri, Bresciani.

All. Kőszegy

Cagliari: Bedini, Pulogheddu, Guerrini, Fradelloni A., Cattaneo, Orani, Bonello, Bacilieri, Zambianchi, Francovig, D’Alberto.

All. Crotti

Marcatori: 25’ Moretti, 35’ Biffi (rig.), st 2’, 7’ 13’, 27’, 30’  Moretti, 33’ Bedetti, 34’ e 35’ Moretti.

Arbitro: Salvatori di Roma

Moretti 8 reti in una partita

è doppio record

Le 8’ reti realizzate da Moretti in Catanzarese-Cagliari 10-0 del 24 marzo 1934 ancora oggi valgono due record, quello del maggior numero di reti realizzate da un calciatore in un solo incontro nel campionato italiano di Serie B ed il record personale nella storia dell’U.S. Catanzaro.

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