15 Gennaio 2021

U.S. Catanzaro 1929-1930

III Divisione - Calabria/Basilicata - Girone Unico

1929-30
Una formazione della Catanzarese 1929-30:
Rizzo, Mancuso, Miniaci, Aragona, Giuliani, Gabardi, Dell’Antoni, Baroni (All.) Varini
Chiocchini I, Greco, Chiocchini II

E’ l’anno di un profondo rinnovamento per la Catanzarese, che adotta ufficialmente i colori giallorossi, e per la prima volta sulla panchina viene chiamato un allenatore professionista, Dino Baroni prelevato direttamente da Talamo a Milano. Al neo tecnico fu affidato il compito di traghettare la squadra al primo campionato, fu lo stesso Baroni a strappare una promessa a Talamo, ovvero quella che si sarebbe occupato del settore giovanile. Talamo accettò impegnandosi che in due anni avrebbe costituito il settore giovanile. Ma a dire il vero, come vedremo la Catanzarese fu quasi forzata ad accelerare i tempi.

Un’altra importante novità è la prima Sede Sociale che è collocata in via Milano, viene nominato Segretario Generale il rag. Gino Bossi già componente del Comitato Provinciale della F.I.D.A.L.

il logo con i colori giallorossi

Tra le novità si adottò anche il simbolo dell’Aquila Imperiale già simbolo della Città di Catanzaro, che venne donata dall’Imperatore Carlo V a seguito dell’eroica resistenza del 1528 quando la città assediata respingette le truppe nemiche.  L’Aquila Imperiale recante sul petto uno scudo rappresentante i tre colli della città sormontati da una corona, e reggente col becco un nastro azzurro col motto Sanguinis Effusione.

‘La Terza Divisione 1929-1930 è stato il V ed ultimo livello del XXX campionato italiano di calcio, l’unico all’epoca ad essere disputato a livello regionale.

In ciascuna regione potevano essere presenti uno o più gironi a seconda della quantità delle società iscritte. Di solito era la vincente delle finali regionali ad essere promossa in Seconda Divisione.

Le prime classificate nei gironi di Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Venezia Giulia, Toscana ed Emilia ottenevano l’accesso ai gironi di finale Nord, ciascuno formato da quattro squadre con la vincente che guadagnava l’accesso alla Seconda Divisione 1930-1931.

La stessa formula era prevista anche per le altre regioni, che dovevano formare i gironi di finale Sud, ma non ebbero luogo.

Molte squadre promosse sul campo rinunciarono in seguito alla promozione acquisita.

Il Direttorio Federale della F.I.G.C. su proposta dei Direttori Regionali, al termine dei campionati di III Divisione promosse alla Seconda Divisione un numero superiore di squadre, alcune addirittura furono ammesse direttamente alla Prima Divisione, soprattutto quelle dotate di campi aventi dimensioni superiori a metri 90×50.

Per il terzo anno consecutivo la rosa della Catanzarese è identica alle due stagioni precedenti con il solo innesto di Donatello Grosso. Il Girone in cui è inserito la Catanzarese, benché fosse misto Calabria/Basilicata ai nastri di partenza vide allinearsi soltanto cinque società tutte calabresi: l’U.S. Sportiva Fascista Catanzarese, l’A.S. Garibaldi e l’U.S. Gallicese di Reggio Calabria, la Vigor Nicastro della provincia catanzarese ed una sola squadra cosentina l’U.S. Paolana.

Quello che succedeva sul campo non sembrava tanto preoccupare il presidente Talamo impegnato nell’obiettivo principale di creare una solida società nelle figure dirigenziali.

Il campionato infatti non regala gloria, anche se la mano del tecnico Baroni c’è è si vede, la Catanzarese si piazza ex-equo con l’U.S. Gallicese ad 11 punti distaccata dalla capolista A.S. Garibaldi di una sola lunghezza.

Il lavoro del presidente Talamo è però premiato dalla F.I.G.C. che alla fine del torneo ammette la Catanzarese direttamente nella Prima Divisione, una promozione d’ufficio con un salto di due categorie riservato alle sole società che garantivano solidità economica ed una strutturazione societaria in grado di competere in categorie maggiori.

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