Sotto il cielo del Parco batticuore giallorosso: «Tifi una squadra, noi il Catanzaro»

Presentata la rosa tra l'abbraccio della tifoseria e la carica del mister Gorgone: la passione non si spegne dopo tre sconfitte, ora il Ceravolo spinga per la svolta con la Carrarese

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    Sotto un cielo stellato in una fantastica serata di settembre il Parco delle Biodiversità diventa bellissimo. Ma può fare di più, può regalarti emozioni forti e indimenticabili. Come? È facile: alza una bandiera del Catanzaro. Alzala più che puoi, falla sventolare grazie ad una delle tre V della tua amata città e vedrai che ne uscirà una serata magica. Il Catanzaro si presenta ai suoi tifosi dopo tre sconfitte consecutive e qualche mal pensante potrebbe e vorrebbe far credere che si presenta un brutto anatroccolo. E invece no. Perché ci sono gli uomini che fanno la differenza e che riescono ad entrare nel cuore di una tifoseria ormai matura che ha compreso che la gratitudine è un valore e che la giusta attesa è un’ ambizione. Si, la gratitudine. La merita la nostra proprietà che ci ha dato vita negli ultimi dieci anni e ci ha dato lustro in tutta Italia negli ultimi quattro.

    C’era un tempo in cui i bambini non si riconoscevano dietro questa maglia e accanto a questi colori. Ieri, invece, c’era un bambino e un bambino ancora che con le lacrime agli occhi, vestito completamente di giallorosso, aspettava i suoi eroi sul palco. Li aspettava per urlargli tutta la sua passione e la sua speranza con la consapevolezza che ormai nel suo cuore ci sarà il Catanzaro per sempre. Questo brutto inizio di campionato avrebbe potuto affievolire una passione inspiegabile e la credibilità degli uomini. Nossignore. Polito sale sul palco e ci sbatte in faccia una bellissima ( no cruda) realtà: Monza e quei giocatori sono passati, c’è una nuova epoca , una nuova storia, nuovi eroi. Ed è in questo tempo e a questi nuovi eroi che città e tifoseria devono stare vicino per risalire la china. Questo è un compito tutto nostro e nessuno può farlo se non lo facciamo noi.

    Del resto la famiglia Noto ci ha ridato dignità, gioia, passione e credibilità: valori ed emozioni che non hanno prezzo. Il bambino aspetta il suo Re e prova a sbirciare dietro al palco per avere la sua attenzione. Per decenni non c’è stato nessun Messia e nessun idolo con quella maglia addosso. Bignotti dimostra serietà, il presidente gonfia il petto e trasmette serenità alla piazza come fosse un grande e buon padre di famiglia.

    Ma poi ti commuovi quando il tuo cuore ascolta le parole del mister. Gorgone mostra qualcosa di infinitamente grande: mostra umanità. Prende il microfono in mano e si dice amareggiato soprattutto per noi, per tutti noi. Ma nella sua voce roca c’è voglia di rivalsa, voglia di stupire, senso di appartenenza. E allora non puoi fare altro che battere le mani, ma solo un momento perché poi la bandiera giallorossa deve sventolare più in alto possibile. La serata che poteva sembrare un flop ci unisce ancora e ci indica la via per uscire da una situazione che non ci appartiene. Un Ceravolo abbacchiato aspetta di essere riempito per battere la Carrarese e dare il via al nostro nuovo campionato.

    Un campionato da giocare con giocatori che devono comprendere di avere una tifoseria che sarà sempre dalla loro parte. Oggi , caro tifoso, puoi scegliere se innamorarti ancora e di più di una squadra che indossa il tuo miglior vestito in armadio oppure pensare al passato e aspettarti che nel corso del tempo non possono e non devono esserci difficoltà. Abbracciamo i nostri nuovi idoli come ha fatto quella gente sotto il cielo del Parco. Spostiamoci al Ceravolo per spingere con amore tutta la nostra passione e far comprendere al mondo che questa piazza è differente.

    È tutto abbastanza chiaro: tu tifi una squadra di calcio, io tifo il Catanzaro. Questo è un mantra che adesso quei ragazzi sul palco sanno bene e, guidati da un Re nato e cresciuto con un sogno nel cuore, sapranno risollevarsi. Ma lo potranno fare solo insieme a noi che abbiamo il dovere di fare una carezza d’amore agli uomini prima che ai calciatori. Il bambino, la bandiera, la sciarpa ed un mister che commuove: e allora possiamo farcela. E non dobbiamo pensare di tornare a Monza, ma dobbiamo pensare di tornare sempre sotto il cielo del Parco per asciugarci una lacrima dopo che un coro ti ha fatto sentire un brivido che non puoi spiegare. Questo è il nostro Catanzaro, amarlo è semplicemente normale perché non lo sa…ma ti fa sentire vivo.

     

    Presentazione Catanzaro Calcio, Polito: “Sabato inizia il nostro campionato ma dimentichiamo Monza”

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