‘Catanzaro, calma e fiducia’: l’ex Masini a Pisa con le aquile. Mercato: Antonini può partire
Il bomber ieri ll''Arena Garibaldi': «Poteva finire in pareggio. La squadra c'è, la ruota girerà». Domani chiude la sessione: prende quota un addio del brasiliano
Più informazioni su
«Calma e sangue freddo: siamo ancora all’inizio e tutto si può raddrizzare». Da qualche ora appena è terminata Pisa-Catanzaro e nella pancia dell’’Arena Garibaldi’, tra chi va via con il sorriso e chi con il muso lungo, si incontra anche un caro vecchio ex giallorosso pisano di nascita ma con la dicitura ‘vecchia gloria uesse’ ben in vista sulla carta d’identità.

Simone Masini non ha perso occasione di andare a riabbracciare il suo passato ieri: come già fatto altre volte – in altre gite in Toscana del Catanzaro – si è fatto guidare dai sentimenti e dalla curiosità gettando prima un occhio sul cantiere aperto giallorosso poi ridimensionando di netto la portata di una sconfitta che a suo dire avrebbe potuto anche non esserci.
«Fosse finita in parità non sarebbe stato uno scandalo – il parere dell’ex attaccante, nella hall-of-fame del club per le ventuno reti segnate nell’anno della promozione 2011/12 – vero è che il Pisa ha fatto di più nella prima parte di gara ma il Catanzaro è uscito bene nella seconda costruendo diverse occasioni e portando l’avversario a limitarsi quasi esclusivamente alla fase difensiva dopo l’intervallo. Logico che si mastichi amaro per il risultato – il suo giudizio – ma l’analisi deve partire dal momento che si sta vivendo che vede tutte ancora alla ricerca di un equilibrio».
Parole sante che il bomber ripete quasi a voler con esse anche convincere la tifoseria a non fare drammi. «Il calendario non ha per nulla dato una mano alla squadra con tutte queste partite in trasferta in campi caldi; aver disputato un match così contro un avversario comunque allestito per andare in A qualcosa vorrà pur dire. La piazza a Catanzaro è sempre passionale – la battuta con il sorriso – ma servono anche nervi saldi. Gorgone merita la stessa fiducia che è stata accordata l’anno scorso ad Aquilani, la squadra c’è e prima o poi la ruota girerà dalla parte giusta».
Scappa un’occhiata al cellulare mentre parla, chissà se qualche messaggio dal gruppo whatsapp degli ex compagni di quella stagione formidabile che sotto Cosentino portò dalla Seconda alla Prima divisione. «Lo usiamo per tenerci in contatto – dice – siamo tutti ancora affezionati e ci fa tanto piacere quando il Catanzaro vince. Tanto per fare un esempio – aggiunge prima di andare via – L’anno scorso con Bugatti dall’Argentina non vi dico come abbiamo seguito lo spareggio di Monza… ». Al bando i nervosismi dunque «per dare un giudizio bisognerà aspettare almeno un mesetto o due».
ORE CALDE – Nel mentre però i giallorossi dovranno chiudere il mercato come si deve e le ultime ore potrebbero riservare anche sorprese consistenti.
Detto di Di Francesco che potrebbe uscire in caso si palesasse un’opportunità last-minute – sul taccuino per sostituirlo non solo il nome di Berardi del Venezia – un altro movimento di rilievo che potrebbe andare concretizzandosi sul gong riguarderebbe Antonini da settimane con mezzo piede dentro ed uno e mezzo fuori.
I fari accesi su Francesco Folino – ventiquattrenne della Cremonese – sono una prova evidente che l’addio potrebbe consumarsi. Domani il ‘chi c’è c’è’ definitivo.