Da alunno a maestro, il cammino di capitan Corapi

14.03.2020 17:00 di Mattia Dalmazio   Vedi letture
Francesco Corapi
Francesco Corapi

La scuola così come il calcio è considerata una palestra di vita dove si condividono gioie e dolori e lo è stato per capitan Corapi che ha fatto tanti sacrifici prima di calcare grandi palcoscenici. La redazione di Catanzarosport24 ha intervistato Maurizio Tinello che è stato insegnante di Corapi alle scuole superiori e che ci ha raccontato un capitan Corapi studente e non solo.....

Ci racconti il Ciccio Corapi studente....?

"Corapi studente: Beh che dire sono stato uno dei suoi prof ai tempi della ragioneria indirizzo informatico, … era un bravo ragazzo ma troppo dedito al pallone quindi con la testa per il 60% impegnata, ma quando si metteva a studiare toglieva il meglio di sé e raggiungeva risultati buoni con voti buoni. Il suo zaino principale era il borsone del Catanzaro col quale correva all’allenamento appena uscito da scuola. Il sabato poi si assentava spesso per via delle partite della Berretti. Si assentavano almeno in 3 in quella classe in quanto insieme a Ciccio c’erano altri 2 ragazzi che giocavano nel Catanzaro. La domenica poi allo stadio li trovavi ai bordi del campo che facevano i raccattapalle. Ci sono molti grandi giocatori che come Ciccio hanno fatto questa trafila da raccattapalle a fuoriclasse in campo, io ricordo negli anni 70/80 Massimo Mauro, Scarfone e tanti altri che poi sono riusciti ad arrivare in alto. Una cosa curiosa che capitò l’anno scolastico 2004/2005 l’anno cioè del suo diploma, fu che nella sua classe, da esterno, si iscrisse agli esami di maturità un giocatore del Crotone ma di proprietà Juventus, tale Francesco Scardina di professione difensore centrale. Agli esami di maturità era come vedere un derby tra Catanzaro e Crotone tra i banchi della scuola. L’allora preside mi affidò in qualità di tutor questo giovane giocatore torinese di nascita e quel derby io me lo sentivo dentro la testa tutti i giorni che li vedevo entrambi, Scardina e Corapi e devo dire ambedue ragazzi avevano la testa a posto e si sono diplomati con buoni voti"

Nella foto Corapi è al centro accosciato con il pallone

Ci sono degli aneddoti che lei ricorda particolarmente..?

"L’ho avuto alunno dal 2002/2003 al 2004/2005 … erano i tempi del “Fuoriclasse Cup” e ad aprile di mattina ci si trovava ai campetti del “Girasole” a disputare questo campionato che coinvolgeva tutte le scuole italiane prima in una fase puramente provinciale e poi in una fase nazionale. Io pur non essendo prof di educazione fisica venivo coinvolto dall’allora preside nel ruolo di mister della squadra. Cercavo di motivare i ragazzi con la promessa che se avessimo vinto la fase provinciale saremmo andati nella patria del calcio italiano cioè Coverciano lì dove tutti prima o poi aspirano ad andare anche solo per vedere quel piccolo mondo ovattato dove passano tutti gli allenatori, gli arbitri e la nazionale. Li stimolavo raccontando la mia esperienza da arbitro nazionale di calcio nei tre anni in cui fui impegnato nei raduni in quel di Coverciano. Il primo anno 2002/2003 sfiorammo l’impresa arrivando in finale ma perdendo la stessa vedendo sfumare il sogno di vedere Firenze e Coverciano. L’anno dopo 2003/2004 preparammo per bene sia la parte didattica che consentiva di aumentare il punteggio del campo, sia la parte tecnica. La squadra aveva preso forma con un ottimo portiere e altri 5/6 giocatori di cui almeno 3 di livello buono. Ma la ciliegina sulla torta era lui il Ciccio Corapi giallorosso che, da pedina inamovibile della squadra, era il trascinatore e il realizzatore della maggior parte delle reti fatte. Fu un torneo avvincente e il giorno della finale, presente tutto lo staff dirigenziale e docente dell’ITC “Pacioli” con a capo il preside, ci trovammo di fronte la squadra del Liceo Scientifico “Siciliani” e fu una battaglia in tutti i sensi, in panchina e in campo. La partita la decise proprio lui Ciccio che fece il gol decisivo nei tempi supplementari quasi allo scadere e quando l’arbitro fischiò la fine ricordo che ci fu un tripudio dalla nostra parte mentre gli sconfitti con qualche recriminazione prendevano la via degli spogliatoi non senza aver inveito contro l’arbitro. Ma questa è storia di tutte le partite importanti; noi ci vedevamo già sull’autobus che ci avrebbe portati a Firenze per disputare la fase nazionale. Partimmo il 26 di maggio e furono 3 giorni fantastici perché eravamo una squadra in tutto e per tutto. Il Catanzaro appena promosso in B con una grande Berretti e noi con 3 elementi della stessa. Ciccio Corapi era il fulcro di quella squadra insieme ad altri due elementi inamovibili e un portiere veramente forte Mazzocca. La formazione base era: Mazzocca, Capasso, Corapi, Pilò, Fossella. Tra le “riserve” ricordo un ragazzo di nome Ranieri, purtroppo la memoria mi gioca un brutto scherzo e non riesco a ricordare gli altri. Un episodio particolare è legato proprio a Corapi, durante una partita fece un gol straordinario sia tecnicamente che per la potenza con cui scagliò il pallone, talmente potente che bucò la rete e l’arbitro pensando che il pallone fosse uscito non ci diede il gol. Ma fu un particolare in quanto di gol in quella partita ne facemmo altri 5 e continuammo la nostra scalata verso la finale del “Fuoriclasse Cup”. Ricordo che scesero dagli spalti alcuni colleghi della squadra di Udine chiedendomi come avesse fatto l’arbitro a non vedere quel gol formidabile e chi fosse quel giocatorino così piccolo ma così bravo. Gli risposi che era l’anima della squadra e che secondo me avrebbe fatto una buona carriera. Tutte le squadre di quel torneo ci guardavano con paura e come sempre nel calcio per arrivare in finale devi avere una buona squadra e una buona dose di fortuna nella quale sono condensati tanti fattori non ultimo quello umano racchiuso nell’arbitro di turno. In semifinale contro Piacenza quando eravamo in vantaggio di un solo gol ci fu l’espulsione di Capasso e la nostra squadra ne risentì al punto che perdemmo stavolta noi all’ultimo minuto. Il gol in quella partita neanche a farlo apposta fu siglato da lui il nostro bomberino Corapi. Tornammo a Catanzaro con la soddisfazione di aver portato un ottimo risultato e di essere stati giudicati i nostri ragazzi tra cui Corapi tra i migliori visti in quel torneo.  Purtroppo con il ritorno a casa ci si accorse che anche quell’anno scolastico era finito. L’anno dopo quello del diploma di Ciccio ci vide partecipanti per l’ennesima volta ma stavolta senza la partecipazione alla fase nazionale. Ricordo l’ultima sera che vidi Ciccio in ambito diciamo scolastico durante la cena finale tra alunni e prof, l’ultimo alunno che salutai fu lui, quel terribile ragazzo che però aveva un cuore d’oro e mentre ci salutavamo con un forte abbraccio accompagnato da tanta emozione io gli dissi “Ti aspetto lì dove meriti e voglio vederti sul tappeto verde di Catanzaro. Così fu."

Nella foto Corapi è il secondo accosciato con il pallone

Ha qualche ricordo di Corapi al di fuori della scuola?

"Fuori dalla scuola posso dire che Corapi l’ho quasi sempre visto in campo da quando esordì in serie B contro il Verona, noi ormai retrocessi. Ma l’ho sempre incontrato nella sua Catanzaro Lido dove specie i primi anni ci si ricordava spesso delle varie giornate scolastiche. L’ho sempre stimato come un grande uomo che si è fatto da solo con il sudore e con le sue gambe in campo. Un ricordo particolare mi porta alla gara di ritorno nella finale contro la Cisco Roma il 13 giugno 2010 quando io ancora speravo che quello squadrone potesse ribaltare il risultato dell’andata; mi aiutò a tenere viva questa mia speranza l’1-0 siglato proprio da Corapi su punizione battuta veramente ad arte. Lo ricordo sempre combattivo e ho negli occhi anche due gol importanti fatti da lui a Parma uno su punizione che sorprese il portiere all’incrocio e il gol su rigore che regalò la promozione in B del Parma".

Vuole mandare un augurio o un messaggio a Corapi o al Catanzaro?

"L’augurio che io posso fare a Ciccio è quello che possa arrivare con la maglia giallorossa più in alto possibile, almeno in B. In fondo da quando è arrivato è subito stato il faro della squadra e forse ancora manca un suo gol magari con una staffilata da fuori area oppure una bella punizione o un rigore decisivo. Insomma che tutti noi catanzaresi possiamo esultare con lui e per lui. Forza Ciccio la mia soddisfazione e quella di tante altre persone che ti conoscono è stata già quella di riaverti qui con noi a Catanzaro dove sei nato anche calcisticamente e dove tu possa, più tardi possibile, alla Totti dare l’ultimo calcio al pallone facendo il giro del campo acclamato dal tuo pubblico. In fondo è quello che un genitore può augurare ad un proprio figlio e lui come tutti i miei alunni per me sono stati e sono come dei figli. Grazie Ciccio…. forza Ciccio sei il Totti del Catanzaro".