Osservatorio "Stadio Nicola Ceravolo", ecco cosa ne pensa il collega Claudio Pileggi (Passione Giallorossa)

15.02.2020 14:58 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:    Vedi letture
© foto di Andrea Rosito/Cosenza24.net
Osservatorio "Stadio Nicola Ceravolo", ecco cosa ne pensa il collega Claudio Pileggi (Passione Giallorossa)

Cresce l'interesse e la partecipazione di cittadini e tifosi verso il dibattito aperto dalla nostra testata sulle problematiche riguardanti lo stadio "Nicola Ceravolo". Tra i principali fruitori dell'impianto sportivo cittadino ci sono i giornalisti e gli operatori della informazione. La nuova tribuna stampa ricavata all'interno della palazzina, pur avendo migliorato la visuale del campo da gioco e quindi della partita risulta inadeguata soprattutto nel periodo invernale. I giornalisti non solo locali, ma anche i cameramen, devono scontrarsi con una serie di problematiche oggettive e al momento irrisolte. La tribuna stampa, ricavata al penultimo piano della palazzina, è aperta alle intemperie e specialmente quando piove e c'è vento diventa difficile poter lavorare. A tal proposito abbiamo deciso di chiedere ai colleghi degli altri organi di informazione cosa pensano del "Nicola Ceravolo",  qui di seguito il contributo di Claudio Pileggi direttore responsabile si Passione Giallorossa:

Il Ceravolo non si tocca, diciamolo subito, e lo affermiamo non solo per motivi sentimentali. O meglio, si può toccare per ristrutturarlo, ma deve rimanere dove si trova. Ne siamo convinti, perché nel calcio, come nella vita, contano anche i sentimenti. Spostarlo da via Paglia vorrebbe anche dire, infatti, dare un ulteriore mazzata economica alla parte nord della città, che già è in forte crisi. E poi non siamo d’accordo con chi invoca motivi di viabilità e parcheggi, perché basterebbe soltanto utilizzare i parcheggi a valle della città (vedi quello della funicolare o anche quello di viale Argento, o ancora quello privato di via Da Fiore di proprietà del presidente) e utilizzare efficienti bus navetta da/per lo stadio. Del resto sono problematiche che esistono in tantissime altre realtà, vedi Londra, dove quasi tutti gli impianti (ricordiamo che ognuna delle società che vanno per la maggiore possiede il proprio stadio) sono nel cuore dei quartieri. Così come, per restare vicini a noi, avviene anche a Reggio Calabria, a Vibo e a Crotone. Il fascino del Ceravolo dipende anche dalla sua collocazione, spostarlo lo renderebbe anonimo e uguale a tanti altri. Certo, si deve adeguare per porre rimedio ai tanti errori del passato. Per armonizzare l’impatto visivo della palazzina, che al momento appare sproporzionata con resto degli spalti, la soluzione appare semplice: occorrerebbe alzare un secondo livello di gradinate ai suoi due lati. Si dovrebbero inoltre avvicinare le due curve al terreno di gioco ma non staccandole dalla tribuna (in maniera di evitare quegli antiestetici “spicchi” vuoti) , ma come naturale prosecuzione della stessa, sul modello degli stadi di Cesena e Modena, ad esempio. Ma non spostiamolo da lì, per carità. Significherebbe, tra l’altro, anche bruciare e cementificare ulteriore suolo, e davvero non se ne sente proprio il bisogno. 

Claudio Pileggi

Direttore Responsabile “Passione Giallorossa”