Ghirelli: "No all'annullamento della stagione"

Il Presidente della Lega Pro replica alle dichiarazioni di Pietro Lo Monaco
01.04.2020 15:04 di Maurizio Martino   Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Ghirelli: "No all'annullamento della stagione"

Ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com Francesco Ghirelli risponde alle dichiarazioni rilasciate dal Dg del Catania Pietro Lo Monaco che annunciava la volontà da parte di un gruppo di società di Serie C di chiedere l’annullamento della stagione in corso a causa dell’emergenza sanitaria in atto in tutto il mondo per la pandemia di Coronavirus​​​​​​: “Parto da una premessa - spiega il numero uno della Lega Pro - dobbiamo considerare il fatto che i club sono sottoposti ad una pressione fortissima perché hanno in discussione la loro linea di continuità aziendale in un contesto in cui questo virus ha inondato di precarietà qualsiasi aspetto della vita di ognuno di noi. E’ dunque comprensibile che ci sia una apprensione forte da parte delle società. Al tempo stesso però dobbiamo imparare a tenere sempre in considerazione i sentimenti delle persone che ci seguono, senza irritarli od offenderli. Dobbiamo smettere di ragionare con supponenza come fatto in passato perché se litighiamo sulla chiusura dei campionati o sulla riforma ci danno un calcio nel sedere. Dobbiamo cambiare vocabolario, stando zitti qualche volta e rispettando i tempi. In un momento storico in cui si contano i morti il consenso dei calcio sta precipitando e la Serie C sta tenendo perché abbiamo dimostrato di avere una forte credibilità come Lega. Abbiamo saputo dimostrare di avere unità d’intenti nonostante la nostra lega rappresenti un campionato con 60 società con interessi diversissimi fra loro e se adesso ci dovessimo dividere daremo un colpo forte a tutto quello che abbiamo conquistato, anche nelle sedi decisionali nelle quali dobbiamo presentarci uniti e con idee per avere accesso alle risorse che sono a disposizione del nostro movimento”.

Annullamento sì o no: lei cosa dice?
“Dico che produrrebbe danni irreversibili sul fronte economico, legale e sociale. Ad esempio, se i datori di lavoro decidessero di annullare la stagione, non ci sarebbero più le basi per sostenere la richiesta di riduzione dei pagamenti perché la prestazione sportiva sarebbe interrotta a causa di una decisione delle società. Per avvalorare la richiesta di taglio dei pagamenti servono, infatti, o un accordo con l’AIC oppure che la sospensione sia determinata dal Governo. In più, qualora si arrivasse in sede di causa fra società e calciatori e dovesse affiorare che l’interruzione delle competizioni sia stata presa sulla base di una motivazione diversa da quella della forza maggiore, tali cause sarebbero perse. Tutte”.

Sul fronte della possibile ripresa delle competizioni cosa pensa?
“Non sono pessimista, sono realista. Noi dobbiamo lavorare a qualsiasi tipo di soluzione per essere pronti a ripartire quando le autorità scientifiche ci diranno che potremo farlo in tutta sicurezza. E visto il momento attuale non credo si possano fare previsioni anche perché è facile ipotizzare che le attività che prevedono l’aggregazione di un gran numero di persone saranno le ultime ad essere sbloccate. Come Lega Pro abbiamo fermato il campionato prima di tutti lo scorso 21 febbraio, anche a rischio di essere sbeffeggiati per questo tipo di scelta e non abbiamo intenzione di cambiare linea. Se vorranno riprendere prima che le autorità sanitarie abbiano dato tutte le rassicurazioni del caso dovranno cacciarmi!”.

In conclusione c’è un messaggio che vuole mandare alla Serie C in vista dell’assemblea di venerdì 3?
“Serve ago e filo. Parliamo con ponderazione e facciamo in assemblea. So che da parte mia, ovvero da chi ha consapevolmente puntato sulla sovraesposizione mediatica, questo tipo di messaggio possa essere mal interpretato ma ciò che ho fatto io è stato per mantenere acceso il faro sulla Serie C, in modo da dimostrare agli occhi di tutti la credibilità e la diversità degli imprenditori che lavorano nel nostro campionato”.