Tre stagioni di emozioni in una sola voce. Matteo Pirritano tra aneddoti e confessioni. “Telecronache in Serie B? Mai dire mai”

La sua unica “sfortuna” è che nel momento del gol la sua voce la sentano in pochi – forse nessuno – intenti come sono/siamo ad esultare. Eppure il suo timbro e le sue parole sono già un pezzo di storia del Catanzaro.

Matteo Pirritano è stato per tre anni il telecronista ufficiale del Catanzaro calcio, il narratore emozionante delle gesta giallorosse. Adesso che le Aquile hanno lasciato la serie C, il buon Matteo (forse) non potrà spiccare questo meritato volo, per colpa di logiche commerciali che spesso non guardano i risultati e i meriti. Ma va bene così, dopo tre anni di emozioni pure, di frasi iconiche, di momenti indimenticabili.

 “Sono stati tre campionati bellissimi che hanno rappresentato una grande crescita e dato la possibilità di fare ciò che più mi piace”. “Ne ho viste tante sul campo nelle mie 70 telecronache dove ho potuto raccontare campionati, playoff, coppa Italia e supercoppa, dove ho fatto anche due “trasferte” (Vibo e Salerno) ed è difficile scegliere un solo momento speciale”. Il gol di Brignola a Salerno certo come apice ma in mezzo “la vittoria sull’imbattibile Ternana con gol decisivo di Carlini, calciatore a cui sono molto affezionato, o un Catanzaro – Bari con venti minuti di nebbia. Per non parlare del playoff col Padova col momento storico della prima decisione var in serie C da dover gestire anche come telecronaca”.

https://www.youtube.com/watch?v=e7imtXizRrY
La rete di Carlini contro la Ternana

Dal primo gol di Verna all’ultimo di Iemmello (stessa porta sotto la “Mammì”) tre stagioni particolari per il Catanzaro di Pirritano. “Io posso dire di aver iniziato insieme a Calabro e a Foresti, ho vissuto il campionato della pandemia quando in uno stadio deserto ho parcheggiato per mesi sempre allo stesso posto deserto e sentivo il peso della responsabilità ma anche l’onore di essere l’unica voce per tanti tifosi chiusi in casa. Ricordo quando anche la squadra fu colpita fortemente dal virus ma trovò la forza di infilare un filotto di vittorie che contribuirono al secondo posto”.

Lo scorso anno poi, “i troppi pareggi iniziali, l’avvicendamento in panchina e la gara con l’Avellino, primo segnale di quello che sarebbe stato il calcio di Vivarini. Posso dire che, forse, da lì inizia anche il periodo in cui le mie telecronache sono più ricordate data anche la bellezza del gol di Vazquez rivisto e ripostato più e più volte”.

La rete di Vazquez contro l’Avellino

Momenti di gioia della squadra raccontati, momenti di “difficoltà” personali in “un mestiere in cui non puoi piacere a tutti”. Così Pirritano diventa il telecronista non tifoso, non schierato – come se ciò fosse una colpa – e così il suo non prendere posizioni sulle decisioni arbitrali diventa proverbiale. “Ma io non lo faccio primo perché davvero spesso non sono in grado di giudicare non avendo io, a differenza di come dico a coloro che mi ascoltano, il monitor. E poi ci sono anche indicazioni aziendali che ci guidano nel non schierarci troppo”. “Qualche volta avrei voluto lasciarmi andare e a volte l’ho fatto (proprio domenica con la Feralpisalò non tenero il giudizio sull’arbitro a fine gara, ndr)” ma quello che più ha contraddistinto Matteo è stata sempre una grande professionalità e un’immensa serietà. Solo così, con queste credenziali, in un contesto di grande rivalità e in un campionato testa a testa, avrebbe potuto raccontare anche le gare del Crotone. “È stata una grandissima opportunità lavorativa e soprattutto è stato un modo per dimostrare la maturità e la professionalità mia personale ma anche dei due ambienti, dai quali ho ricevuto sempre complimenti e mai offese o accuse di faziosità”. Nemmeno quando, per sfortuna, annunciò allo “Scida” un gol del Monopoli col Catanzaro mai avvenuto. “Fu lo stadio a trascinarmi e io, che non potevo vedere l’altra gara in diretta, mi affidavo ai siti che per molto tempo hanno dato l’1-1, salvo correggerlo quando la frittata era fatta”. Poi un altro episodio da “meme”. Curcio segna con la Viterbese e lui dice che il gol è casuale. “Io l’ho vista così d’istinto anche perché lui era coperto da un difensore grosso il doppio. Io credo che l’importante è che abbia segnato e comunque Alessio non mi ha mai rimproverato”.

La rete di Curcio contro la Viterbese

Aneddoti tanti, gol ancora di più – “Ghion col Giugliano mi ha fatto emozionare e capire che potevo raccontare qualcosa di importante” – e l’apoteosi di Salerno. “E’ chiaro che qualcosa mi ero preparato prima ma la celeberrima “popolo che non ha longitudine né latitudine” fu “colpa” dell’arbitro che non voleva fischiare e fui costretto a riempire il tempo con parole che però ho sempre creduto. Ho sempre sostenuto, infatti, che per far capire la grandezza del tifo giallorosso, non se ne può calcolare lo spazio geografico”. Popolo grandioso come il bomber che questo popolo ha trascinato, Pietro Iemmello, l’“illustrissimo”. “Non ho dato soprannomi quasi a nessuno – l’azienda non voleva non essendo un canale fazioso – ma la storia di Iemmello era particolare: catanzarese e leader, goleador e giocatore di categoria superiore. Illustre, anzi illustrissimo per la serie C e troppo vicino, fonicamente, alla parola morzello, anche lui illustre. E poi diciamo, che dopo re e O’Rey, e con il termine zar che non mi piaceva visto quanto accaduto in Russia, ho creduto fosse l’aggettivo più azzeccato”. Iemmello l’illustrissimo, frase ora anche citata in una canzone, e gli altri eroi, oggi ancora freschi nella memoria, tra dieci, venti, trent’anni ricordati – o scoperti – grazie alle immagini con la voce di Matteo Pirritano. “Sapere che le nuove generazioni possano amare il Catanzaro grazie alle mie parole mi rende davvero felice e mi fa emozionare”. Ma non come “pensare da dove sono partito e dove sono arrivato. Se ad Ascoli, mentre invadevo il campo per festeggiare la B di Corona, mi avessero detto che l’altro salto in cadetteria l’avrei raccontato io non ci avrei creduto”. Telecronaca della promozione allora come punto di arrivo? Assolutamente no: “questo è il lavoro che amo e spero di poter raccontare il Catanzaro anche in serie B. Se sarà possibile è presto dirlo”. “Di sicuro spero di avere una serie B con quattro calabresi ma se ciò non fosse possibile, raccontare le gesta di un’altra squadra della mia regione non mi dispiacerebbe, d’altronde questo è il mio lavoro”. Un lavoro davvero ben fatto, con abnegazione, serietà, professionalità e un pizzico di fantasia. Le stesse doti del Catanzaro 2022/2023. E allora non è un caso che sia stato Matteo Pirritano a raccontarcelo…


Commenti

3 risposte a “Tre stagioni di emozioni in una sola voce. Matteo Pirritano tra aneddoti e confessioni. “Telecronache in Serie B? Mai dire mai””

  1. Avatar Antonio
    Antonio

    Grazie Matteo
    sono commosso da queste tue parole,spero ke tu possa seguire con altre telecronache la nostra amatissima squadra,telecronache ke ci hanno fatto entusiasmare emozionare e rendere felici.
    A presto illustrissimo Matteo cuore💛❤️

  2. Avatar Astolfo
    Astolfo

    Matteo con noi in B…..mica può restare a fare le telecronache di C del Crotone

  3. Bravissimo Pirritano … in pochi anni gli auguro di raggiungere il risultato professionale che merita , commentare il Catanzaro in serie A !!

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