“Feralpi, questa volta non ci hai fregato”. Il Catanzaro come l’Italia nel 2006

“Feralpi, questa volta non ci hai fregato”. La frase – riadattata – del telecronista Rai Marco Civoli ai mondiali 2006 (riferita a Gus Hiddink, allenatore dell’Ucraina, che quattro anni prima aveva eliminato l’Italia con la Corea e che invece in quell’occasione veniva sconfitto dagli azzurri), beh quella frase è perfetta per descrivere quanto successo sabato al “Ceravolo”. Per la tempistica innanzitutto: anche in questo caso sono passati 4 anni tra una cocente sconfitta e la vendetta sul campo. Quattro anni che tra pandemia e playoff persi sono sembrati lunghissimi. Tutto però spazzato via da questa stagione che, alla fine, ci ha visti campioni.
“We are the champions” è scritto a chiare lettere sul bus scoperto che accoglierà la squadra dopo la partita, “we are the champions” è la colonna sonora che accompagnerà l’Italia campione del Mondo in quel torneo. Così, la speranza (e le analogie) ci spingono a credere di alzare un altro trofeo al cielo.
A dare credito alla teoria anche l’inversione di quell’ altra analogia che, fino al novantesimo, ha percorso la schiena di tutti i tifosi giallorossi sottoforma di brividi. Perchè – ammettiamolo – tutti abbiamo temuto che la storia di quattro anni fa si ripetesse. Sembrava tutto scritto: il vantaggio della Feralpi e il Catanzaro che la ribalta – all’epoca con D’Ursi e Fischnaller, oggi con Ghion e Iemmello, il centrocampista centrale e il bomber come nel 2019 -. E tutto sembra essere destinato a ripetersi. L’ultimo calcio d’angolo per gli ospiti intorno al novantesimo sembra essere il disegno crudele e perfetto: “ecco, ora ci pareggiano”. Ma questo Catanzaro, il più forte della storia, lo è anche perchè capace di ribaltare il destino, di bloccare la teoria dei ricorsi storici.
Finisce in gloria, stavolta. E più che il Catanzaro del “Fhora Gabbu” (che “fhora” non lo mandava mai) questa squadra è, per gruppo, coesione e unità d’intenti, simile a quella dei 2006. Quando, proprio come sabato, una vendetta sportiva lunga 4 anni fu preludio alla gloria. Gloria possibile, vicina, reale grazie a una squadra che ci sta facendo capire quanto sia forte, capace di essere sul pezzo anche se – come cantano i giocatori sul bus – “un mese fa, abbiamo vinto un mese fa”. E vogliamo vincere ancora: il sogno è realizzabile, a maggior ragione dopo il tabù sfatato sabato, perchè “Feralpi, questa volta non ci hai fregato”. Per la contentezza di tutti ma soprattutto del presidente Noto, quattro anni infuriato per l’arbitraggio, ieri strafelice e non solo perchè i suoi ragazzi hanno riscattato una ferita che oggi sembra lontana e ampiamente rimarginata.


Commenti

3 risposte a ““Feralpi, questa volta non ci hai fregato”. Il Catanzaro come l’Italia nel 2006”

  1. Bravo! Commento esaustivo ed eccellente!

  2. Avatar Antonio
    Antonio

    Ricordiamoci che la Feralpi pareggio’ perché Figliomeni si era fatto male, rimase in campo e non riuscì a saltare su quella palla permettendo all’indisturbato giocatore del Salo’ di colpire di testa.
    Oltre all’arbitro la grande sfortuna!

  3. Anche ieri l’arbitro ha messo del suo specie nel primo tempo un rigore netto non assegnato, e tante decisioni discutibili come il goal annullato in collaborazione con il segnalinee, menomale che siamo usciti da questa maledetta serie C dove gli arbitri sono molto incapaci.

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