Rubata una sciarpa giallorossa dal busto di Ceravolo. Il nipote: “Spero non sia stato un mio concittadino“ (aggiornamento: ritrovata)

Un brutto gesto che ha rovinato una domenica, l’ennesima di festa al “Ceravolo”. Solo venti giorni prima, nel giorno della consegna della Coppa, in un’altra bella domenica, i pronipoti del presidentissimo Nicola Ceravolo avevano messo una sciarpa giallorossa al collo del busto del Presidentissimo che campeggia dentro lo stadio. Domenica scorsa, al termine della gara col Foggia, quella sciarpa non c’era più. Trafugata, rubata, presa da qualche “buontempone” – chiamiamolo così – che ha avuto anche l’ardire di slegare il nodo con cui era stata stretta per evitare che il vento la portasse via. Eh già, perché conoscendo la brezza che spira sui tre colli, Nicola Mazza, nipote del presidente Ceravolo, aveva legato bene quella sciarpa messa li dai suoi figli e da altri bambini. Pertanto, sebbene qualcuno provi a dire che sia volata col vento, la cosa appare impossibile, visto il forte nodo con cui era stata posta al collo del busto di Ceravolo.

È stato quindi un gesto volontario che ha richiesto anche del tempo – probabilmente fatto quando non c’era nessuno nei pressi – magari durante la partita o molto prima dell’inizio. Se, infatti, qualcun altro si fosse trovato lì mentre il nostro buontempone trafugava il vessillo di sicuro avrebbe detto o fatto qualcosa per impedirglielo. Ma la domanda vera non è come o quando ma…perché? Qual è il gusto nel rubare un vessillo giallorosso, peraltro messo da dei bambini, in più sul busto del grande presidente Ceravolo? Nulla, nemmeno l’eccessiva euforia o qualche bicchiere di troppo possono giustificare quella che, ai più, può apparire una goliardata – in fondo, diranno, è solo una sciarpa – ma che in realtà rappresenta un gesto molto brutto per quello che quel vessillo e Ceravolo rappresentano.

 “Il solo pensare di farlo rappresenta una grave mancanza di rispetto verso un personaggio che tanto ha dato alla città e di conseguenza alla sua famiglia”: così proprio Nicola Mazza, molto dispiaciuto e deluso per l’accaduto.  “Mi auguro soltanto – ci dice ancora – che non sia stato un mio concittadino, il dispiacere rimarrebbe lo stesso ma almeno sarebbe quantomeno ridotto. In ogni caso ringrazio tutte le persone che mi hanno dimostrato la loro vicinanza condannando il gesto”. Un gesto che – è bene ribadirlo – è deprecabile per il significato che era manifesto in quella sciarpa al collo del “Presidentissimo”. Era un modo per dire: “Grazie presidente, anche lei festeggia con noi da lassù” o, ancora, più profondamente visto che a metterla era stata la famiglia Ceravolo, “nonno/papà questa è per te”.

Ma in una tifoseria spettacolare ci sono anche delle pecore nere, è fisiologico, è normale. Non normali sono gesti come questo o come quello che, un paio di mesi fa, ha fatto registrare un furto di bandiere giallorosse su Corso Mazzini. Ma se in quel caso qualcuno paventò che la causa fosse una rivendita – non che la cosa giustificasse il gesto – stavolta davvero non si vede una minima ragione. Il buontempone è ancora in tempo a pentirsi, a rimettere la sciarpa al suo posto, a contattare la famiglia Ceravolo e restituire il vessillo, ma ad una pecora chiediamo troppo. Di sicuro, così come dopo il furto di bandiere le malcapitate vittime si sono armate di animo e le hanno riacquistate e messe al loro posto, anche la famiglia Ceravolo non molla e va avanti. Don Nicola riuscì a portare la Calabria in serie A per la prima volta, volete che i suoi discendenti si arrendano per una sciarpa trafugata?

AGGIORNAMENTO
Tutto è bene quel che finisce bene. Nessun furto di sciarpe, nessun buontempone a profanare un monumento, solo un gesto, molto tenero, di uno dei custodi dello stadio. Si è risolto in poche ore il mistero sulla sciarpa mancante dal busto del presidente “Ceravolo” all’interno dello stadio. Protagonista uno dei custodi dello stadio, Alessio Potente, il quale ha liberato il collo del presidentissimo da quel vessillo, perché lo stesso aveva bisogno di un lavaggio. Dopo giorni di cattivo tempo tra pioggia e terra quella sciarpa stava perdendo la sua lucentezza, tipica dei suoi colori, e il busto di Ceravolo non poteva essere sporcato. Così la decisione di prendere la sciarpa e farle un bel lavaggio prima di rimetterla dove merita, sul busto del Presidentissimo. E il tempo, una volta conosciuto il proprietario, di chiamare la famiglia Ceravolo e tranquillizzarla. Tirano quindi un sospiro di sollievo Nicola Mazza e tutti i suoi famigliari che ringraziano per il bel gesto Alessio Potente.


Commenti

4 risposte a “Rubata una sciarpa giallorossa dal busto di Ceravolo. Il nipote: “Spero non sia stato un mio concittadino“ (aggiornamento: ritrovata)”

  1. Purtroppo non bisogna meravigliarsi ne sentiamo tutti i giorni, il cervello umano per alcuni è rimasto all’età della pietra, il presidente Ceravolo ci ha fatto un grande miracolo portandoci in serie A, e sotto la sua presidenza abbiamo passato anni indimenticabili, ve lo dice una tifoso che era bambino e che gioiva nello stadio, sicuramente un signore come lui avrà già perdonato costui che si è macchiato di un così vile gesto. Forza presidente da lassù adesso portaci in serie A, grazie per tutto quello che hai fatto per il Catanzaro.

  2. Avatar Alessandro
    Alessandro

    Con gli anni indimenticabili il Presidente era Adriano Merlo . . . Se si riferisce al settimo posto in A . . . Tanto per non Dimenticare .

  3. Avatar Stefchenko
    Stefchenko

    Tutte le sciarpe appese fuori casa mia (nei pressi del parco), sono state strappate via..
    Tutto questo entusiasmo ben venga, ma porta solamente sconosciuti dalle nostre parti, bandieruole, che vanno dove tira il vento
    Rimpiango quando allo stadio eravamo 3.000 fedelissimi, che non si permetterebbero mai di fare sfregi del genere..

  4. Si ma dopo quell’anno Merlo smantello ‘ la squadra e ci fece retrocedere . Come Ceravolo sembra che fino ad oggi ci sia per adesso solo Noto.

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