San Valentino giallorosso: Emanuele, Valeria, Matisse e il Catanzaro. Dalla curva un amore a tutto tondo, “le partite insieme sono più belle”

Se volete vedere come “certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano”, se volete rendere vere le parole di Antonello Venditti, beh allora leggete la storia che stiamo per raccontarvi. Una storia di calcio e amore, amore per il calcio, col pallone al tempo stesso testimone e protagonista di una relazione che ha fatto dei giri immensi – da Catanzaro all’Inghilterra – ma si è concretizzata grazie a una sola curva. La “Capraro” ovviamente.  Emanuele e Valeria sono due super tifosi del Catanzaro e, anche grazie ai giallorossi, da dodici anni sono una splendida coppia, il simbolo più bello da narrare in questo giorno dedicato agli innamorati.

Lui, col Catanzaro nel dna, tanto da scriverci anche la tesi di laurea, lei con le Aquile nel sangue, nel cuore e nelle orecchie grazie a quel nonno, così “pazzo” da scrivere un inno per il Catanzaro. E allora era destino che due ragazzi così diventassero una cosa sola. E dire che “il primo incontro in terza media fu un approccio abbastanza fugace, veramente di pochi minuti” – ci dicono -. Poi le nostre strade hanno proseguito separate fino a che io (Valeria, ndr) fui selezionata dalla mia “prof.” d’inglese per intraprendere un viaggio di quasi un mese in Inghilterra. Quel viaggio mi permise di conoscere un ragazzo che poi scoprii essere il migliore amico di Emanuele, da lì lui mi vide nelle foto in comune e si informò”. I primi approcci, le prime uscite, poi il fatidico giorno: 29 gennaio 2011. “Ci siamo messi insieme di 29, un numero importante, che è parte anche del Catanzaro”. Che da allora diventa un elemento integrante della nuova coppia.

“Agli albori della nostra relazione non eravamo soliti frequentare lo stadio insieme. Ovviamente poi, col passare degli anni, è divenuto spontaneo assistere alle partite insieme, in casa, in trasferta ed in tv, rafforzando ulteriormente il nostro amore ed il nostro amore per la squadra.” Un amore fortissimo per Emanuele, “direi una fede – ci racconta Valeria – è più della religione, più di qualsiasi altra fede si possa professare, per lui esiste veramente solo il Catanzaro. Secondo me è il tifoso doc per eccellenza, un tifoso vero, per il quale può esistere solo una fede, solo un grande amore calcistico, non più di uno”.

Una passione viscerale, fortissima, indomabile. Normale che influisse sulla coppia: “è solo grazie ad Emanuele che io sono diventata una vera tifosa, una che non perde una partita, una che piange e si commuove per un gol piuttosto che per un coro. È una passione che mi ha trasmesso lui, c’era una base di fondo ma andava coltivata e per me è stato fondamentale che lui fosse devoto, mi ha trasmesso nel corso degli anni questa appartenenza, e lo ringrazio perché è una delle emozioni più forti che si possa provare nella vita. Non è solo una maglia, non è per i giocatori che comunque vanno e vengono, è una cosa più profonda, difficile da spiegare”. È d’accordo anche Emanuele: “Valeria, provenendo da una famiglia di grandi tifosi, era già legata alla squadra, ma senza alcun dubbio la mia passione sconfinata l’ha influenzata grandemente. E se questa mia enorme passione mi ha anche permesso di creare interesse in lei ben venga!”.

Galeotto fu il Catanzaro allora? Non solo, perché se due innamorati danno le stesse risposte alle nostre domande pur essendo a distanza significa che c’è un legame che il Catanzaro ha solo alimentato e continua a fare nel corso degli anni. Dalla prima partita vista insieme, “16 novembre 2011 contro il Gavorrano e vincemmo 2 a 0”, alla prima trasferta in coppia, “Reggina – Catanzaro del 3 Febbraio 2019, il famoso 3 a 4!” con la particolarità che “gli esordi insieme sono sempre stati fortunati, in casa ed in trasferta”.

Tante emozioni, tantissimi ricordi, ma nulla in particolare supera le sensazioni che ci sono ogni volta che Valeria e Emanuele entrano, mano nella mano, al “Ceravolo”: “è qualcosa di dolce e di magico – dice lui – ogni partita è sempre una nuova emozione. Insieme è tutto ancor più bello, e sarebbero riduttivo indicare un solo avvenimento”. “Non vedo l’ora di rivivere l’emozione dei secondi che precedono l’ingresso allo stadio – afferma lei -. L’emozione e l’energia scorre nelle nostre mani e ci poniamo ogni benedetta partita la stessa domanda retorica: “ma sto vedendo davvero una partita di serie C?”. Io sono innamorata dello sguardo che Emanuele ha in quel contesto, si illumina, e non potrò mai ringraziare abbastanza chi ha reso possibile tutto questo. Vederlo felice è il regalo più grande. Inestimabile”. Già, inestimabile, come il valore dell’amore di questa coppia racchiuso, spesso, in quello scrigno di passione che è il “Ceravolo”, vetusto, malandato, cadente sì, ma ancora capace di contenere queste bellissime storie di amore. Peccato solo che con loro non sia presente Matisse, il loro maltesino di 4 anni. “Il papà non è d’accordo a portarlo allo stadio, teme per la sua incolumità, perché Matisse è come un bambino e vorrebbe girovagare, sarebbe molto curioso e noi troppo indaffarati con lui. Ma sicuramente sente molto parlare del Catanzaro, e vive fortemente le partite che guardiamo in tv”.

Ebbene sì, c’è anche l’amore per un piccolo pelosetto ed è tutto vero. Non è una fantasia di un romanzo d’amore, né la inventata famiglia del “Mulino Bianco”, quello di Valeria ed Emanuele è un amore autentico, vero, per certi versi incredibile, di certo commovente. Come da brividi e lacrime è la loro passione per il Catanzaro che li ha uniti ancora di più e lo farà per molti anni ancora. Il sogno per il futuro?  “La stessa sorte per noi e per il Catanzaro: che si possa sempre migliorare, che si possa andare sempre più su, progredire, senza porsi alcun limite, aspirando sempre e solo al massimo”. E se in amore il massimo è un sentimento con la A maiuscola, anche nel calcio quella lettera è l’apice, il top, il Paradiso. “È un sogno, un grande sogno, ma bisogna pensare partita per partita, un pezzettino alla volta farà gustare molto di più questa nostra grande voglia di esserci e di ribalta. Lo meritiamo tutti noi tifosi, ed è fondamentale che ciò avvenga nei tempi giusti e noi tifosi siamo pronti, lo siamo da sempre. Bisogna costruire, così come abbiamo costruito e stiamo costruendo io ed Emanuele le basi per una, mi auguro, lunga storia d’amore.”

Alla fine della storia c’è poco altro da aggiungere, anche il vissero (vivranno) felici e contenti, ci sembra superfluo. E allora, chiudiamo ancora con Antonello Venditti, citato per parlare di una relazione bellissima, passionale, coinvolgente che va… “Dalla pelle al cuore”. Che sono entrambi, ovviamente, giallorossi.


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