27 Gennaio 2023

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Fulignati e quella pazza esultanza in campo al pareggio del Monterosi (video)

scritto il: lunedì, 23 Gennaio 2023 - 21:16

Tempo di lettura: 3 minuti

C’è chi, in questa domenica di gennaio, avrà mandato selfie dalla Sila innevata, chi foto di qualche lago ghiacciato e chi scatti indimenticabili da un “Ceravolo” in festa. Che ha offerto, in quella che qui si può definire la domenica perfetta, anche altre tre cartoline molto particolari. Da spedire agli amanti del calcio vero e passionale, autentico e puro.
ANDREA “IL TIFOSO”
La più bella è alla fine, al minuto 92. C’è Tentardini a terra, forse ha subito un fallo e parte un boato. Possibile che sul 4-0 a partita finita il pubblico si infervori così tanto per un fallo non fischiato? La sensazione per chi guarda la partita da casa è questa. Poi però vedi Andrea Fulignati esultare, anzi no. Impazzire. Pugni stretti, braccia alzate e urla. Ma la partita non è finita. Ed è li che capisci: ha pareggiato il Monterosi. Lo controlli sul tuo smartphone ma di certo non ce n’era bisogno. Bastava sentire come cresceva l’onda del “Ceravolo” e soprattutto vedere un Fulignati, si sempre sul pezzo e bello adrenalinico, ma stavolta incontenibile dopo la conferma avuta da uno degli steward alle sue spalle. Così Andrea diventa un fiume in piena, bellissimo, al limite della commozione. In quell’esultanza c’è l’attaccamento alla maglia, la professionalità, lo spirito di sacrificio. E speriamo sia la prima di una lunga serie di cartoline da spedire a chi vive il calcio con sana passione.


SIAMO PRONTI
Cartolina numero 2, destinatario il calcio italiano. Cara Figc, noi siamo pronti, siamo maturi. E non ci riferiamo solo al salto di categoria, dove per serietà e organizzazione societaria, per numeri e qualità di gioco dovremmo essere promossi ad honorem. No, noi siamo pronti a un calcio senza barriere e colmo di rispetto, siamo maturi per affrontare situazioni che da altre parti verrebbero considerate ad alto rischio. La dimostrazione proprio nella domenica perfetta quando i due assistenti dell’arbitro sono rispettivamente un uomo di colore e una donna. Nulla di strano, certo, forse nemmeno una notizia. Almeno in un mondo ideale, perché sappiamo bene che nella realtà dei fatti certe scelte non si sarebbero potute fare per altri stadi dove gesti di intolleranze di genere e di razza non sono una novità. Ma Catanzaro è un’isola felice anche per questo e così tutto è filato liscio, come fosse normale. Qualcuno dirà che l’andamento tranquillo della gara ha influito ma è anche vero che se si è deciso, in un mondo come quello del calcio ancora non pronto a certi azzardi, di fare questa scelta proprio al “Ceravolo” un motivo ci sarà, un curriculum di relativa purezza è stato valutato. Lo stesso che, confermato proprio domenica, ci da la certezza di essere pronti anche a togliere i vetri dalla tribuna e praticamente a giocare senza filtri con guardalinee e calciatori a un tiro di schioppo.


CHE BELLO E’
Non è stata perfetta per loro, d’altronde la loro squadra ha perso 4 -0 eppure i tifosi del Cerignola sono stati encomiabili nella domenica delle cartoline da incorniciare. Già arrivare a Catanzaro con allerte meteo di tutti i colori sia in Puglia che in Calabria è un’impresa che merita rispetto. Poi pensare che anche sul passivo pesantissimo gli stessi cantino e saltino per sostenere i propri beniamini è una cosa che, anche questa, non succede da altre parti. Ma è successa, guarda caso, al “Ceravolo”. Stavolta per merito dei tifosi del Cerignola, che danno il meglio a fine partita. La squadra come di consuetudine va a salutare i supporters e vengono ricambiati da applausi e cori e addirittura abbracciati saltano con la curva, come accade esattamente sotto la “Capraro”. Un attimo di confusione per chi magari non ha seguito la partita: tutti esultano, catanzaresi e tifosi del Cerignola e viene da chiedersi chi ha vinto? La risposta è semplice: ha vinto il calcio, lo sport. La conferma qualche minuto dopo quando, una foto più che una cartolina immortala un momento di pacifica convivenza tra parte delle due tifoserie in un bar cittadino.
In attesa che davvero si trovino delle cartoline di Catanzaro da acquistare da qualche parte c’è, come sempre, il Catanzaro a far risplendere la città fuori dai confini. A suon di gol, di spettacolo, di immagini che resteranno per sempre e che sono già storia.

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