27 Gennaio 2023

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Latina – Catanzaro 0-1 le pagelle. Difesa solida, con Brighenti sugli scudi. Straordinario primo tempo di Vandeputte. Undicesimo centro stagionale per un icastico Tommaso Biasci.

scritto il: lunedì, 16 Gennaio 2023 - 09:00

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Fulignati 6,5 – Un solo intervento di rilievo, in pieno recupero, su insidiosa conclusione da calcio da fermo. Sereno nell’ordinaria amministrazione e bravo, come sempre, nel gioco i piedi. Sicurezza.

Martinelli 7 – Concede nulla agli avversari che si affacciano nella sua zona, aggiungendosi in più occasioni ai centrocampisti durante la fase di possesso. Impreciso in qualche tentativo di lancio a lunga gittata. Quadrato.

Brighenti 7,25 – I 187 centimetri di altezza del diretto avversario (Belloni) potrebbero rappresentare un problema per chi, come Niccolò, non vanta una statura da titano. Nondimeno, con tanto, tantissimo mestiere, annulla l’attaccante, disturbandolo quanto basta per togliergli le possibilità di sponda. Eccellenti anche il senso di posizionamento su palloni provenienti dalla mediana e le capacità di guida dell’intero pacchetto arretrato. Un quarto di punto in meno, però, per una pericolosa incomprensione con Fulignati e per un evitabile cartellino giallo, per altro rimediato per fallo commesso ben distante dall’area di rigore del Catanzaro. Baluardo.

Scognamillo 7 – In linea di massima, si può ripetere il giudizio già espresso per il capitano. Stefano, infatti, presidia con grande attenzione le porzioni di terreno di sua competenza, limitando a dovere i calciatori di casa che provano ad avventurarsi nelle medesime. E come Martinelli, accompagna con costanza l’azione d’attacco, soprattutto nel primo tempo, nel corso del quale, per altro, si esibisce in una giocata di altissima scuola, poi purtroppo conclusa con un passaggio sbagliato. Nella ripresa, un favoloso invito per Curcio non è da questi trasformato in rete. Avveduto.

Šitum 6,25 – Al rientro dopo un periodo di forzata inattività, non può essere al top della condizione. In ogni modo, rimane sul terreno di gioco per poco più di un’ora, durante la quale, pur non producendo qualcosa di trascendentale, si distingue per meticolosità tattica e per alcuni interessanti tentativi di percussione sulla corsia di competenza. Parziale.

Cinelli 6 – Schierato, per necessità, in un ruolo non consono alle sue caratteristiche, non disputa una grandissima partita, dimostrando qualche difficoltà nel lavoro di collegamento fra il reparto mediano e quello offensivo. Apprezzabile, tuttavia, il contributo offerto come mezzala, in fase di non possesso. Sufficiente.

Ghion 6,5 – Recuperato dopo un obbligato turno di stop, dovuto alla febbre, si rende protagonista di una prestazione magari povera di grandi lampi (di là di un paio di controlli da applausi), ma certamente positiva. Sovente, infatti, è il principino a farsi consegnare la sfera per dirottarla con rapidità e precisione verso un compagno di squadra, ed è ancora lui a rappresentare, soprattutto nella ripresa, uno dei più arcigni filtri sulla mediana. In due circostanze, prova anche a inventarsi trequartista, e in entrambe gli avversari soltanto ricorrendo al fallo riescono a frenarne l’iniziativa. Efficace.

Verna 6,5 – Polmoni d’acciaio, rincorre molti dei calciatori con la maglia diversa dalla sua, mordendo loro le caviglie. Si alterna ogni tanto con Ghion nel lavoro di costruzione dal basso, e generosamente, almeno nella prima frazione, prova a entrare in qualche azione d’attacco. Purtroppo, gli manca la qualità necessaria per l’ultimo passaggio. Gagliardo.

Vandeputte 7,5 – Primo tempo da urlo: incubo costante per la difesa di casa, grazie a dribbling e accelerazioni, una conclusione, su invito di Iemmello, che costringe l’estremo opposto agli straordinari, e tanto per non smentirsi l’assist in favore di Biasci che vale il goal decisivo. Come se non bastasse quanto precede, anche un paio di ottimi interventi difensivi. Jari si spegne un po’ nella ripresa, durante la quale tende a mantenere posizione più guardinga, quasi da quinto, prima a sinistra poi a destra. Man of the match.

Iemmello 6,5 – Non ha grandissime opportunità per iscrivere il suo nome nel tabellino dei marcatori, ma si rende molto utile, almeno nel primo tempo, in qualità di distributore della sfera in zona altissima. Prima ne offre una di platino a Vandeputte, e poi ne regala un’altra che taglia in due la difesa di casa, e che lo stesso Jari trasforma in assist per Biasci. Nel secondo tempo, Pietro, in ragione dell’atteggiamento generale della squadra, s’impegna soprattutto nel pressing e in qualche recupero a centrocampo. Capace.

Biasci 7 – Corre, dribbla e scambia con i compagni, talvolta con grande tecnica e muovendosi sull’intero fronte offensivo. Quando possibile, attacca la profondità e gli spazi, e proprio in una di tali circostanze realizza il punto decisivo ai fini del risultato, su assist di Jari Vandeputte, a sua volta servito da Pietro Iemmello. Undicesimo centro in campionato in venti presenze: una media realizzativa non di poco conto. Ottima una ripartenza nella ripresa, poi non finalizzata a dovere. Icastico.

Tentardini (dal 65’) 6 – Rileva Mario Šitum e si sistema a sinistra, con conseguente spostamento di Vandeputte sull’out opposto. Raramente prova ad offendere, limitandosi a compiti prettamente difensivi, svolti con apprezzabile impegno. Scrupoloso.

Curcio (dal 65’) 6 – Sostituisce Cinelli, surrogandolo nel ruolo. Più abile, rispetto al compagno, negli inserimenti, ne sfrutta uno, ma fallisce ghiotta occasione facendosi respingere il tiro, quasi a botta sicura, dall’estremo locale. Per il resto, l’attendismo della squadra non lo favorisce particolarmente, e Alessio, nel suo spezzone, è costretto a un lavoro quasi tutto di contenimento. In un duetto con Ghion, in zona mediana, non è rapido nel cosiddetto uno-due. Sacrificato.

Cianci (dall’81’) e Welbeck (dal 90’) S.V. – In due distinti momenti della sfida, avvicendano, rispettivamente, Biasci e Iemmello. Entrambi manifestano volontà e grinta, con Pietro, in particolare, abile a conquistare un fallo che costa secondo giallo, e quindi espulsione, per un calciatore avversario. Tuttavia, i minuti giocati dal 99 e dal 6 sono troppo pochi perché li si possa valutare. Ingiudicabili.

Vincenzo Vivarini (in panchina Andrea Milani) 7 – Costretto a rinunziare, per varie ragioni, a ben cinque componenti dell’organico – in ordine alfabetico, Bombagi, Katseris, Pontisso, Rolando e Sounas – prepara sensatamente la sfida, ben consapevole che la partita a viso aperto, annunciata alla vigilia dal collega Di Donato, allenatore del Latina, è soltanto una dichiarazione di facciata. L’undici di casa, infatti, si schiera a specchio con le Aquile e mantiene da subito un atteggiamento soltanto ostruzionistico, sovente falloso, anche se gli eccessi difensivi sono frustrati da arbitro attentissimo e certamente degno di fare carriera: il sig. Marco Monaldi della sezione di Macerata. Alla fine, ben coadiuvato dai suoi assistenti, non avrà sbagliato alcuna decisione. Bravo. Bravo davvero. In ogni modo, il Catanzaro prende presto in mano il match, sebbene privo di calciatore abile sia negli inserimenti senza palla sia nel collegare centrocampo e attacco, e pur con un paio di elementi non nelle migliori condizioni di forma. La prima frazione è un dominio assoluto: a parte la rete di Biasci, sono almeno tre le occasioni non concretizzate. Nella ripresa, invece, il Catanzaro assume un atteggiamento più prudente, affidandosi soprattutto alla ripartenze: forse, il tecnico è memore della gara d’andata, durante la quale il Latina, sotto di una rete, scoprendosi alla ricerca del pareggio, ha finito per offrire il fianco alle Aquile, facendosi trafiggere altre quattro volte. Al Francioni la storia non si ripete, ma anche vero che il Catanzaro stesso rischia poco o nulla, grazie all’eccellente lavoro di filtro a centrocampo e all’attenzione dei difensori. Evidentemente, aspetti sui quali il Mister lavora con grande scrupolo. Nel secondo tempo, dunque, c’è poco spazio per lo spettacolo, ma per questo, eventualmente, ci sarà tempo. Contano i tre punti, che la formazione a tinte gialle e rosse ha conquistato con pieno merito. A chi pensasse il contrario, magari perché accecato dall’invidia, si suggerisce la visione di altri sport, diversi dal calcio. Saggio.

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