28 Gennaio 2023

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Catanzaro – Virtus Francavilla 4-1 – le pagelle. Brighenti sontuoso, Šitum indefesso. Bombagi bum – bum!

scritto il: lunedì, 05 Dicembre 2022 - 09:00

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Fulignati 7,5 – Incolpevole sulla rete subita (per altro in probabile fuorigioco), risponde presente nelle due o tre circostanze in cui è chiamato in causa dai calciatori ospiti. Ottimo nell’ordinaria amministrazione e nel gioco con i piedi, con un lancio di oltre cinquanta metri, nella ripresa, di straordinaria precisione. Garanzia.

Martinelli 7,25 – Presidia la zona di competenza senza lasciarsi andare ad alcuna pericolosa distrazione. Delizioso in alcuni gesti tecnici, e bravo ad accompagnare l’azione offensiva. Proprio durante una sortita, è colpito duro al volto da un avversario. Luca ha bisogno dell’intervento dei sanitari, ma dopo un paio di minuti riprende il suo posto. Due errori in situazioni di palla in uscita gli costano un quarto di punto. Pugnace.

Brighenti 8,25 – Comanda egregiamente il pacchetto arretrato, ma soprattutto è muro invalicabile per qualsiasi attaccante della Virtus Francavilla che provi ad avventurarsi dalle sue parti. Alcuni interventi in anticipo, con straordinaria scelta di tempo, sono da applausi a scena aperta. Difensore di almeno una categoria superiore. Sontuoso.

Scognamillo 7 – Prestazione tutto sommato discreta, ma anche vero che un paio di pericoli portati dagli ospiti, uno per tempo, occorrono nella sua zona oppure a seguito di suo non perfetto posizionamento. Come il capitano, è abile, in qualche circostanza, ad aggiungersi ai centrocampisti e agli attaccanti per portare scompiglio nella retroguardia avversaria. Affidabile.

Šitum 8 – Proprietario indiscusso della corsia destra, sulla quale spinge o difende instancabilmente per l’intero arco del match. Molto bello l’assist in occasione del primo goal. Indefesso.

Bombagi 8,25 – Prestazione non proprio esaltante mercoledì scorso, contro il Giugliano, ma di altissimo livello quattro giorni dopo, con la Virtus Francavilla come avversaria. Diverse buone giocate da trequartista, tanto impegno come mezzala, in fase di non possesso, e in particolare una doppietta, con una rete per tempo. La prima di destro, su invito di Pontisso. La seconda di testa, sugli sviluppi di un calcio di punizione di Jari Vandeputte. Prime marcature di stagione… e speriamo ne seguano molte altre. Cecchino.  

Ghion 8 – Tecnica straordinaria, ma anche tanta grinta ed eccellente senso della posizione quando la sfera è fra i piedi dei centrocampisti ospiti. In realtà, il principino commette un errore, nel primo tempo, che concede una chance alla formazione avversaria (rimedia Fulignati). Per una volta, però, glielo si può perdonare, valutando come ottima la gara di un ragazzo le cui capacità e movenze ricordano quelle di altro Andrea, che non da molto ha appeso le scarpette al chiodo. Facile, quindi, pronosticare per il calciatore di proprietà del Sassuolo un futuro radioso. Magari con indosso la maglia delle Aquile. Fastoso.

Pontisso 7,5 – Dal primo minuto al posto di Luca Verna, combatte efficacemente in mezzo al campo, oltre a dimostrare le proprie qualità, almeno in qualche caso. Come nella circostanza dell’assist in favore di Bombagi, nella prima frazione, che vale il punto del 2-0. Capace.

Vandeputte 8 – Due assist (per la terza e la quarta rete), ma anche una serie di giocate di altissima scuola, sia dalla fascia di competenza (per altro ben difesa in fase di non possesso) sia da altre zone del terreno di gioco che Jari – straordinariamente dotato di estro, fantasia e inventiva – non disdegna certo di percorrere ed esplorare. Archimede Pitagorico.

Iemmello 7,5 – Magari qualche mollezza, ogni tanto, facile da confondere con indolenza o sufficienza, da parte di chi conosce poco il gioco del calcio. In realtà, l’intelligenza tattica di Pietro è una delle armi del Catanzaro odierno. Un’altra sono i suoi movimenti, che lo portano a trasformarsi, a tratti, in una sorta di trequartista, abile ad aprire il gioco sugli esterni o a favorire gli inserimenti dei compagni di squadra. Naturalmente, però, lo Zar conosce anche il mestiere di bomber. E lo conosce bene. Contro la Virtus Francavilla ha tre opportunità: nella prima, chiama il portiere agli straordinari, la terza la fallisce spedendo il pallone fuori, di testa, da buonissima posizione, ma fra i due episodi, al minuto 17 del primo tempo, sfrutta al meglio uno splendido servizio di Šitum e deposita la sfera in rete, dopo aver eluso il tentativo di intervento del medesimo guardiano ospite. Prestazione convincente, dunque, come comprende gran parte del pubblico che, al momento della sostituzione, gli tributa un lungo applauso. Pungente.

Biasci 7 – Non segna, anche se ci va vicino in un paio di circostanze (la prima dopo meno di due minuti dal fischio d’inizio). Nondimeno, si rende utile in un continuo lavoro sul fronte offensivo, fatto di attacchi della profondità, di corsa e di frequenti spostamenti, specie sulla corsia sinistra, allo scopo di creare superiorità in collaborazione con Vandeputte. Tattico.

Verna (dal 61’) 6,5 – Rileva Pontisso, e con grande impegno si rende utile nell’opera, a lui congeniale, di diga a centrocampo, ogni tanto collaborando alla circolazione del pallone.  Organizzato.

Cianci (dal 61’) 6,5 – Sostituisce Iemmello, mettendo in campo la grinta e la generosità che hanno contraddistinto altre precedenti apparizioni. Buono un suo servizio di testa, non adeguatamente sfruttato. Determinato.

Cinelli (dal 75’) 6,5 – Subentra al posto dell’ottimo Ghion e ne surroga i compiti, di costruzione o interdizione, con apprezzabili impegno e dedizione. Abile a mantenere bassi i ritmi di una gara che, al momento del suo ingresso, è di fatto archiviata Esperto.

Curcio (dal 75’) 7 – Un quarto d’ora di partita, o poco più, in avvicendamento a Bombagi. Minuti sufficienti per regalare una o due perle del suo repertorio, ma anche – e soprattutto – per iscrivere il suo nome nel tabellino dei marcatori, su assist di Jari Vandeputte. Spietato.

Katseris (dall’84’) S.V. – Un breve scampolo nel finale di gara, in luogo di Jari Vandeputte. Ingiudicabile.

Vincenzo Vivarini 8 – Uno dei compiti di un grande allenatore è quello di preparare adeguatamente le partite, studiando e conoscendo le tattiche, e quindi pure i limiti, delle formazioni avversarie. Vivarini sa perfettamente che il collega predisporrà un undici accorto, sistemato con tutti gli effettivi dietro la linea immaginaria del pallone, con cinque difensori in linea e almeno tre mediani di contenimento. In conseguenza, ritiene necessaria una maggiore qualità in mezzo al campo: dal primo minuto va fuori Verna, sostituito da Pontisso, che possiede forse meno corsa, rispetto al compagno, ma ha maggiori qualità. Semplice, ma nello stesso tempo esemplare. Da subito, il Catanzaro prende possesso del match, dominando in tutte le zone del terreno di gioco. Le accelerazioni improvvise, gli scambi in velocità, le trame (a tratti piacevolissime), i reparti cortissimi, diventano da subito autentici incubi per l’avversaria, per altro menomata da squalifiche e infortuni, ma comunque eccessivamente rinunciataria. Proprio come Vivarini si aspettava. Le due reti nella prima frazione, e varie altre situazioni non sfruttate, sono il naturale risultato di quanto si osserva sul terreno di gioco. Nella ripresa, le Aquile, pur abbassando gradualmente i ritmi, ma mantenendo sempre alta la concentrazione, continuano a essere proprietarie della sfida, rischiando pochissimo e producendo tantissimo. Il 4-1 finale regala matematicamente alle Aquile il titolo di campioni d’inverno, con due giornate di anticipo rispetto alla fine del girone ascendente. Nessuno può sapere, oggi, se il Catanzaro saprà tenere a distanza le due avversarie dirette alla promozione, ma non ci sono dubbi, sempre ragionando al presente, che Vivarini abbia costruito una macchina perfetta per moduli, intensità, consapevolezza nei propri mezzi e spirito di gruppo. Basti notare, per fare un solo esempio, come la squadra esca dalla difesa con palla al piede, quasi accettando il pressing alto avversario. Fin troppo scontato che superato il pressing stesso, grazie alla qualità, si aprano in attacco interessantissime prospettive. Questo è il Catanzaro del Mister abruzzese. Ed è soltanto suo. Paragoni con il recente passato sono (o sarebbero) fuori dalla realtà. Edificante.

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