23 Novembre 2022

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Brugnano(FSP): “Perchè le Società non hanno condannato le frasi della tifoseria prima del match”

scritto il: venerdì, 11 Novembre 2022 - 15:38

Tempo di lettura: 2 minuti

di GIUSEPPE BRUGNANO*

Abbiamo avuto modo, più volte, di esternare il nostro pensiero sulle problematiche di natura diversa su quanto accaduto durante e dopo l’incontro di calcio Catanzaro Crotone. Abbiamo chiesto, in primis, certezza della pena per chi si rende protagonista di episodi di violenza. Abbiamo detto che non possono continuare ad essere gli appartenenti alle forze di polizia l’anello debole di questo sistema perverso di un calcio malato.

Aldilà di ogni parola detta e ridetta, nel bilancio negativo di chi si è fatto realmente male in questa partita c’è solo un poliziotto.

Questo è un dato di fatto non opinabile.

Ora vanno bene le condanne da parte di chiunque nei confronti di chi ha dimostrato di essere un imbecille, come il soggetto che ha ferito il nostro collega, come quello pseudo tifoso con i pantaloni abbassati in curva Est, come chi ha rischiato di ferire un bambino presente allo stadio, come quei teppisti usciti dai pullman per prendere una bandiera così come quei teppisti che hanno preso a sassi i pullman dei tifosi ospiti.

Ma perché le Società di calcio interessate non hanno condannato, prima dell’incontro, alcune frasi della tifoseria che andavano verso una direzione non condivisibile?

Siamo tutti consapevoli che il “tifo” è una cornice importante del calcio, che gli sfottò ci stanno tutti, ma quando si ha contezza che si sta eccedendo chi ha responsabilità nei confronti della tifoseria dovrebbe intervenire per stoppare tali comportamenti.

Così come, indipendentemente dalla “cattiveria agonistica” in campo tra calciatori ed i tecnici sulle panchine, i dirigenti societari non possono eccedere con comportamenti che vanno ad infiammare ulteriormente parte della tifoseria.

Questi sono solo alcuni esempi che vanno riportati in questa discussione post partita, ma resti cristallizzato quanto detto prima che ancora una volta un poliziotto non è tornato a casa nello stesso modo in cui era uscito salutando la famiglia prima di andare a lavorare.

Colgo l’occasione per augurare al collega di Crotone una buona guarigione e di complimentarmi con tutti i colleghi per l’ottimo lavoro svolto, in particolare con la Digos per l’efficienza dimostrata.

*Segretario nazionale del Sindacato Fsp Polizia di Stato 

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