5 Agosto 2022

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In un calcio in cui non esistono più le bandiere, la riconoscenza ha ancora la sua importanza

scritto il: lunedì, 01 Agosto 2022 - 15:27

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Nel calcio moderno, quello dell’ultimo trentennio per intenderci, non esistono più le bandiere. I vari Palanca, Rivera, Mazzola, Antognoni e nel recente passato Totti, Del Piero, Maldini, Baresi….rappresentano un’eccezione. Sono stati un’icona per le tifoserie delle squadre in cui hanno incentrato tutta la loro carriera. In questo contesto ben s’inquadra il concetto di riconoscenza che nel calcio, come nella vita, è diventato un valore ormai raro ma che assume un’importanza fondamentale per la crescita prima come uomini e poi come calciatori. E’ questo il caso del belga Jari Vandeputte che probabilmente anzi sicuramente negli ambirti del calcio di un certo livello è un nome che dice poco o nulla ma che s’imparerà ad apprezzare dal punto di vista umano prima ancora che come calciatore. I tifosi giallorossi già hanno cominciato ad apprezzarlo come calciatore dotato di una tecnica fuori dal comune per il campionato di terza serie e che fa certamente la differenza nel suo ruolo in questa categoria. Da giugno, da quando cioè si è conclusa amaramente la stagione per i colori giallorossi l’intera tifoseria, e non ci riferiamo ovviamente solo a quella che risiede nel capoluogo di regione, ha iniziato a conoscerlo anche come uomo e ad apprezzarne i suoi veri valori. Persona dalla spiccata personalità ha avuto il merito di dichiarare fin dal suo rientro a Vicenza per fine prestito, di voler A TUTTI I COSTI ritornare a giocare per la maglia del Catanzaro. Ciò per un motivo molto semplice ma non scontato: la società del Presidente Noto ha creduto nelle sue doti tecniche che sono indiscutibili, valorizzandole ed esaltandole grazie al gioco e al modulo tattico adottato da mister Vivarini. “Scaricato” dal Vicenza ad inizio stagione perché ritenuto non in grado di poter disputare il campionato cadetto, il belga ha smentito e zittito i dirigenti veneti disputando un campionato a dir poco strepitoso rivelandosi uno degli elementi più forti in assoluto della Serie C. Per queste motivazioni Vandeputte non ha esitato un solo secondo a scegliere quale dovesse essere la squadra in cui giocare per proseguire la sua carriera rifiutando a più riprese il rinnovo del contratto (in scadenza il prossimo 30 giugno) con i veneti e non ha neanche preso in considerazione interessamenti/sondaggi da parte di società di B, Brescia e Palermo in particolare. Ha voluto fortemente il Catanzaro in segno di riconoscenza per quanto sopra detto e il Catanzaro lo ha cercato e trattato attraverso una serie di fitti colloqui durati oltre un mese. La dirigenza giallorossa è sempre stata con il fiato sul collo dei colleghi vicentini mettendoli alle corde a seguito della terza decisiva offerta per acquistate a titolo definitivo l’esterno belga dopo che le prime due erano state rispedite al mittente. Di fronte al sacrificio economico fatto dal presidente Noto non esistono aggettivi o comunque parole che possano rendere pienamente l’idea del forte legame instauratosi tra città, società e calciatore. Un legame consacrato da quel valore che ancora nel calcio moderno può a vere la sua importanza e che travalica qualsiasi cifra, qualsiasi trattativa di mercato….la RICONOSCENZA. Vandeputte da persona matura e intelligente lo ha capito e adesso è qui nuovamente tra noi, in una città che non si stancherà mai di ammiralo e ringraziarlo complimentandosi per il suo nobile gesto

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