30 Novembre 2022

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Calcio e politica, US Catanzaro ed elezioni. La palla ora passa a Fiorita, si abboni “mó” e sostenga la società.

scritto il: lunedì, 27 Giugno 2022 - 11:20

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Se calcio e politica sono da sempre un binomio imprescindibile, la appena conclusa campagna elettorale e la elezione del nuovo sindaco, hanno reso ancora più forte questo legame. A partire dal lessico. I ballottaggi, visti come tempi supplementari, anzi come una nuova partita aperta. Poi il riferimento agli schieramenti, gli attacchi, le difese, i contropiede. Una battaglia verbale fatta anche di sfottò come ogni derby – perché tale è stata la gara tra i due candidati sindaco – richiede per antonomasia.
Nello specifico poi il nuovo sindaco Nicola Fiorita (auguri a lui) ha spesso usato metafore calcistiche e riferimenti al Catanzaro durante la campagna elettorale. In primis il paragone con Massimo Palanca. Se uno piccoletto come lui e in cui nessuno credeva è riuscito a fare cose straordinarie – queste più o meno le sue parole – anche noi da “piccoli” possiamo fare grandi cose. Poi il riferimento al 27 giugno. Oggi come 51 anni fa il Catanzaro saliva per la prima volta in serie A e questa data – aveva affermato Fiorita – per Catanzaro dovrà essere un altro giorno storico. Paragoni, per qualcuno strumentali e populisti, ma evidentemente efficaci e soprattutto leciti durante una partita. D’altronde anche un po’ di malizia non guasta.
Scelta diversa quella fatta dal suo avversario Valerio Donato (che si è dimostrato molto sportivo dopo i contrasti in campo) che, forse ha preferito, non passare per quello che “usa” il Catanzaro per mero scopi elettorali. Scelta legittima anche questa, strategia tattica – per rimanere al calcio – che peró non ha consentito di chiudere la partita e di evitare la “remuntada”.
È finito, con la vittoria di Fiorita, un match intenso, lungo, appassionante. Vissuto fortemente anche “grazie” al mancato successo sportivo delle Aquile che di certo avrebbe calamitato le attenzioni più delle vicende elettorali. Così non è andata ma dalle parti del nuovo sindaco la vittoria è stata accolta come una promozione del Catanzaro. Cortei, bandiere, cori da stadio mutuati da quelli del “Ceravolo”. Quello stadio dove il nuovo sindaco ha promesso di abbonarsi. Farlo subito, come prima azione da primo cittadino, sarebbe un segnale forte e un evento storico. Come quello a cui egli stesso ha fatto riferimento avvenuto il 27 giugno 1971.
Sarebbe il primo messaggio di voler rompere col passato e dire “grazie” a quella squadra che, nel bene o nel male, influenza la vita della nostra città. E lo ha fatto anche durante e dopo la partita dei ballottaggi. Insomma sindaco si abboni “mò” e provi a fare sí che il primo cambiamento col passato sia la fine del rapporto del Catanzaro con la terza serie. Certo, non tocca a lei ma sostegno alla società e attenzione alle strutture, possono contribuire a provarci. Sarà come quei giocatori che non si vedono molto in campo ma sono fondamentali in una squadra. E magari tra un anno lei potrebbe festeggiare ancora insieme ai suoi cittadini. Anche se stavolta i cori non saranno per lei.

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