30 Giugno 2022

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Cristian Biancone, tifoso speciale all’”Euganeo”: “La vera aquilotta è mia figlia Gaia, li per lei. Catanzaro ora riparti più forte di prima”

scritto il: sabato, 04 Giugno 2022 - 15:45

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Ha chiuso un attimo gli occhi appena entrato allo stadio “Euganeo” e si è immedesimato nei giallorossi in campo. Certo non sarà stato il “De Luca” di Ascoli ma un brivido a Cristian Biancone sarà corso sulla pelle. L’ex attaccante giallorosso ha infatti assistito dal settore ospiti alla semifinale di ritorno contro il Padova. “L’ho fatta principalmente per mia figlia Gaia: lei, nata a Catanzaro, è tifosissima delle Aquile e ci teneva a seguirle dal vivo anche in trasferta. Per lei non era la prima volta, per me si dopo averlo seguito sempre in tv. Entrambi credevamo fosse la volta giusta, che il Catanzaro ce la poteva fare”.

Invece poi è successo l’imponderabile: “il Catanzaro ha fatto la partita che doveva fare. Dopo un primo tempo praticamente perfetto poi la squadra si è abbassata ma ci stava vista la gara e col Padova che doveva recuperare: i giallorossi hanno fatto la partita giusta ma hanno subito un gol irregolare che ha cambiato tutto”.

Ma attenzione, non è stata solo colpa degli arbitri: “nei playoff ci vuole anche fortuna e tutti i particolari devono andare bene. Sul gol del pari ad esempio, irregolare sì, ma la difesa perfetta in tutto il campionato si perde Curcio. Un vero peccato perché tra andata e ritorno il Catanzaro è stato superiore al Padova e non meritava di uscire. Un vero peccato soprattutto perché speravo che altri giocatori rivivessero le emozioni che ho vissuto io 18 anni fa. Ricordo soprattutto il carosello delle auto che dall’aeroporto ci scortarono allo stadio al ritorno da Ascoli e poi il “Ceravolo” pieno nonostante fossero le 10 del mattino di lunedì”.  Emozioni fortissime che unite allo splendido rapporto col pubblico e ai legami sentimentali – sua moglie è di Catanzaro – fanno di Catanzaro una delle due piazze a cui sono più legato insieme a Pisa che è dove vivo oggi”. Ma le vacanze le passo sempre in Calabria e non potrei fare altrimenti”.

Così come il buon Cristian non può fare a meno di pensare che “dalle delusioni cocenti si può costruire qualcosa di importante, d’altronde a questo ambiente non manca nulla: società serissima, squadra con ottime basi e una tifoseria che non serve dire nulla. C’è tutto per fare bene, anche una programmazione sicura per partire subito forte il prossimo campionato”.

Che si spera possa essere una cavalcata trionfale come quella del suo Catanzaro, una cavalcata conclusasi con l’esodo di Ascoli e i caroselli alle dieci del mattino seguente. Sarebbe una gioia immensa per tutti, anche per Cristian, per sua moglie (tifosa del Catanzaro) e soprattutto per sua figlia Gaia che potrà provare sulla sua pelle quello che il padre le ha potuto solo raccontare come una favola, sempre con i brividi addosso.

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