1 Luglio 2022

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Catanzaro – Padova 0-0: analisi tecnico / tattica

scritto il: mercoledì, 25 Maggio 2022 - 22:29

Tempo di lettura: 6 minuti

Foto: Massimo Carlostella

Finisce a reti inviolate la semifinale di andata fra Catanzaro e Padova. I giallorossi fanno la partita ma concludono pochissimo nello specchio della porta. Di scena anche il VAR che conferma la decisione dell’arbitro di annullare un gol al Padova per posizione di offside.

FORMAZIONI

Vivarini ritrova Scognamillo e propone l’ormai collauditissimo3-5-2 con Branduani fra i pali, Martinelli Fazio e Scognamillo in difesa, Bayeye Verna Cinelli Sounas e Vandeputte a centrocampo, Biasci e Iemmello in attacco.

Oddo perde Chiricò nei minuti di riscaldamento e schiera Pelagatti in avanti disponendo i suoi con il 3-5-2 che vede Donnarumma in porta, Pellagatti Ajeti e Valentini in difesa, Germano, Saber, Della Latta, Ronaldo Dezi e Kirwan a centrocampo, Dezi e Santini in attacco.

PRIMO TEMPO

Il primo tempo non ha offerto grandi emozioni. Colpa del Catanzaro che ha costruito molto senza però mai trovare conclusioni nello specchio della porta e un po’ per via del Padova che si è presentato in campo con una formazione atipica e peraltro molto confusionaria.

Confusione nata inizialmente dalla scelta del tecnico che schierando Ronaldo e Saber aveva probabilmente pensato a una 4-3-1-2, ma successivamente si è visto costretto a metter dentro Pelagatti per il forfait dell’ultimo minuto di Chiricò. Cosi gli ospiti si sono disposti con il 3-5-2 con Ronaldo davanti la difesa più Kirwan e Germano larghi a centrocampo, con Dezi e Santini a comporre la coppia d’attacco.

Squadre dunque schierate a specchio, ma il Catanzaro più abituato ai meccanismi del 3-5-2 si è subito impadronito della mediana costringendo gli ospiti ad arroccarsi in difesa e rendendo molto complicata la costruzione dal basso che ha messo in forte imbarazzo i bianco scudati.

Il Padova tra le altre cose dopo appena 20 minuti di gioco ha dovuto rinunciare proprio a Pelagatti che non aveva avuto il tempo di concludere la fase di riscaldamento ed ha lasciato il posto a Gasbarro che al termine del match si rivelerà uno dei migliori tra le fila degli ospiti.

Superato il misunderstanding iniziale e assodato quale fosse lo schieramento dell’avversario, Vivarini ha chiesto a Biasci di portar fuori Ajeti per allargare i corridoi centrali. Il Catanzaro ha tentato a più riprese gli uno contro uno sui difensori avversari con palle lunghe che hanno visto Iemmello, Biasci Bayeye e Vandeputte avvicendarsi a turno nel tentativo di finalizzare la giocata.

Il Padova di contro ha sofferto moltissimo nella costruzione dal basso scoprendo quanto siano differenti i meccanismi di gioco se la linea si compone di tre difensori anziché quattro. Ronaldo ha catalizzato la maggior parte dei palloni in uscita dalla difesa ma ha trovato in Verna un autentico combattente.

A ruoli invertiti è Dezi a entrare in marcatura su Cinelli, ma in questo caso la maggior disinvoltura nei disimpegni e una più rapida trasmissione della palla hanno consentito al Catanzaro a superare agevolemente la prima linea di pressione ricacciando gli avversari sempre più indietro.

Gli episodi chiave sono appena un paio. Al 14esimo Iemmello viene lanciato in contropiede, l’attaccante giallorosso ha molto vantaggio su Ajeti ma tenta la conclusione violenta che si perde lontano dallo specchio della porta. Alla mezz’ora invece è il Padova a trovare il gol con una punizone di Ronaldo che sulla ribattuta appoggia al centro per Valentini che si trova oltra la linea dei difensori e si vede annullata la marcatura. Il VAR impiegherà più di 3 minuti per confermare la bandierina alzata dell’assistente.

SECONDO TEMPO

La ripresa ha offerto un numero considerevole di occasioni da rete e certamente una maggiore vivacità nel gioco che ha visto da subito perdere uno dei protagonisti con l’uscita di Ronaldo per Chiricò che evidentemente aveva recuperato il guaio muscolare accusato nella fase di riscaldamento.

I giallorossi ingranano la marcia trovando velocità nello stretto, con triangoli rapidi e il classico dai e vai che consente prima a Iemmello di arrivare alla conclusione ma Gasbarro ci mette una pezza deviando in angolo e poi a Sounas che prova la botta dalla distanza.

La pressione del Catanzaro apre qualche spazio in difesa dove il Padova sembra aver ritrovato lo smalto visto in campionato con il tridente d’attacco. L’ingresso di Chiricò con Santini e Dezi larghi in effetti aumenta il tasso di pericolosità degli ospiti che confezionano l’occasione più ghiotta con Santini che attacca lo spazio dietro Scognamillo su un lancio ben calibrato di Gasbarro. L’attaccante padovano tenta la conclusione al volo da pochi passi, ma Branduani compie un autentico miracolo.

Il Catanzaro non si scompone e regala al pubblico un po’ di spettacolo con un’azione tutta di prima che nasce dalla destra con il solito duetto fra Bayeye e Sounas. Il Greco vede il movimento ad accentrarsi di Vandeputte che riceve fra le linee libero da marcature e lascia partire una conclusione velesona sulla quale Donnarumma si allunga per la deviazione in corner.

Vivarini opta per il primo cambio mandando in campo Carlini Bombagi e Vazquez, mentre Oddo toglie dalla mischia Dezi per Bifulco che teoricamente dovrebbe garantire maggior ampiezza e respiro alla manovra d’attacco ma è invece il Catanzaro ad alzare ancora i ritmi e farsi pericolosissimo prima con Biasci e poi ancora con Iemmello.

Il Padova non riesce a pungere e Oddo ordina ai suoi di restare bassi tentando come unica soluzione la velocità di Germano sulla corsia destra dove appunto gli ospiti cercano di farsi sotto ribaltando l’azione di gioco. Scognamillo e Iemmello rimediranno il giallo nel tentativo di fermare il cursore di fascia.

Con il Padova schiacciato dietro il Catanzaro non riesce più a dare profondità alla manovra che perde lucidità nei minuti conclusivi nonostante Carlini le provi tutte per dare velocità nella fase di costruzione e un pizzico di fantasia in quella di rifinitura.

LA CONFUSIONE DEL PADOVA

Ai punti vince il Catanzaro, ma nel calcio bisogna metterla dentro e i giallorossi non sono riusciti ad andare oltre lo zero a zero, impattando contro un Padova che non ha sicuramente giocato come ci si aspettava o per come mister Oddo aveva preparato la partita.

L’indisponibilità di Chiricò ha costretto a variare modulo dal 4-3-1-2 al 3-5-2 nel giro dei pochissimi minuti che precedono la partita, il subitaneo cambio di Pelagatti con Gasbarro ha tolto una finestra nei cambi poi recuperata con l’ingresso dello stesso Chiricò a inizio ripresa per quello che è diventato il definitivo 3-4-3 degli ospiti.

Nulla di lineare per i biancoscudati. Il Padova è andato in confusione a più riprese dimostrando pochissima confidenza nella costruzione dal basso con i tre difensori e soprattutto non riuscendo a trovare profondità con le due punte visibilmente isolate e senza che Saber riuscisse a far da collante fra mediana e attacco.

Di contro il Catanzaro ha sprecato i primi 45 minuti di gioco non approfittando di un avversario in palese difficoltà. Nessuna conclusione nello specchio della porta, nessun guizzo delle punte ad eccezione del contropiede che ha visto Iemmello sparare una botta violenta ma completamente fuori misura.

Le difficoltà dei giallorossi sono nate dal baricentro schiacciato degli ospiti che non avevano vie di fuga sulle corsie esterne dove Vandeputte e Bayeye hanno sistematicamente vinto i duelli con Germano e Kirwan, il solo Ronaldo ha provato a dare lucidità al gioco ma finendo che scaricare su Saber che a sua volta non riusciva a imbeccare le punte, mai capaci di crearsi lo spazio.

Paradossalmente sarebbe stato più conveniente concedere qualcosa agli ospiti in uscita per poi colpirli di rimessa una volta recuperata palla nella propria trequarti. Un paradosso certo, ma a ben guardare le uniche due situazioni pericolose create dal Catanzaro sono nate proprio da palle intercettate sulla trequarti e veloci transizioni positive.

LA PERICOLOSITA’ DEL CATANZARO

Mister Vivarini nel chiuso dello spogliatoio ha sostanzialmente invitato i suoi a velocizzare la trasmissione della palla e nella ripresa il Catanzaro ha offerto un po’ di spettacolo con scambi di prima di ottima fattura e alcune conclusioni sfortunatamente respinte dalla difesa ospite.

Come era nella logica conseguenza delle cose la maggior velocità delle giocate ha reso il Catanzaro estremamente pericoloso nei 20 metri finali, ma a onor del vero la difesa del Padova è stata anche in grado di reggere l’onda d’urto trovando in Gasbarro e Ajeti due autentici lottatori.

L’ingresso di Carlini ha dato linfa vitale alla manovra dei giallorossi e a questo punto vien da chiedersi perché non schierarlo dal primo minuto vista la sua doppia capacità di coordinare la mediana e proporsi nella fase di rifinitura, dove resta uno dei pochi a sapere smistare la palla liberando le ali per il cross o seguendo il taglio delle punte.

Se Bayeye e Kirwan hanno offerto spunti davvero interessanti nell’eterno duello fra chi offende e chi difende, Vandeputte non può dire lo stesso del proprio avversario. Il belga ha sofferto la marcatura di Germano e i raddoppi di Valentini, ma nonostante tutto Vandeputte riesce sempre a rinnovarsi trovando soluzioni di gioco intelligenti che ne denotano un senso della posizione fuori dal comune.

Fuori dal comune è anche Martinelli, fra i migliori dei suoi. Se inizialmente il trio difensivo poteva dirsi equilibrato, oggi l’ago della bilancia premia decisamente il capitano delle aquile che disputa una partita molto dispendiosa ma tatticamente impeccabile, alternando giocate in uscita a recuperi sontuosi.

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