24 Novembre 2022

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… e le vetrine si colorano di giallorosso, Aquile da sempre la vetrina più bella di questa città

scritto il: sabato, 21 Maggio 2022 - 08:19

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La vetrina: quella mediatica, quella sociologica, quella anche economica per certi versi, il Catanzaro calcio l’ha sempre avuta in questa città. Argomento di unione come pochi, volano di indotto piccolo o grande per chi col Catanzaro ha mangiato e non ci ha mangiato, e badate alla differenza. Catalizzatore degli interessi anche culturali del capoluogo ancora prima e ancora di più di mostre e spettacoli teatrali. Tutto questo rappresenta il Catanzaro ancora oggi, quando, nonostante una dura campagna elettorale per la scelta del sindaco, resta la “cosa più importante tra le cose meno importanti”.
D’altronde anche fuori dal Sansinato se c’è un vessillo da mostrare con orgoglio per rappresentare la propria identità, si sceglie quello giallorosso delle Aquile. Con la sicurezza che, se tutto va come deve andare, anche il 12 giugno, giorno delle elezioni e della finale playoff, la seconda verrà considerata più importante delle prime e il dato sull’affluenza più importante sarà quello sulle presenze al “Ceravolo”. Tutto molto romanticamente bello da un lato, segno anche di una disaffezione e interesse alla città che deve far riflettere. Perché se il Catanzaro si prende la vetrina più del nuovo candidato sindaco è calcisticamente stupendo ma realisticamente preoccupante.
Intanto, in maniera più profana la vetrina il Catanzaro se la prende in maniera pratica in alcuni esercizi commerciali che, con creatività e un pizzico di originalità, hanno acceso le vetrate dei propri negozi di passione. Quella viscerale per la squadra della città. Un modo per celebrare il passato glorioso e al contempo per salutare in maniera benaugurante il prossimo futuro. Passeggiando in pieno centro ad esempio salta agli occhi l’allestimento di una nota attività commerciale che mette in bella mostra la stampa di una fotografia tanto recente quanto iconica: l’esultanza di Iemmello con il pubblico giallorosso in quel di Monopoli. Oppure c’è chi ha messo in vetrina i propri articoli, scarpe e accessori, tra i simboli del calcio giallorosso. In evidenza la scritta: “Fino all’ultimo respiro”. Un giuramento d’amore eterno. In generale poi è bello vedere come sciarpe, scudetti e vari gadget colorano anche i negozi in ogni punto della città dando vita ad una sorta di vero e proprio percorso verso il “Ceravolo”.


E anche quì viene da fare una riflessione: meglio, decisamente meglio, queste vetrine che quelle in cui appaiono un faccione, un simbolo e uno slogan spesso fini a se stessi. Sarebbe bello se anche i cartelloni pubblicitari sui muri cittadini dessero più spazio ai colori della passione che a quelli politici, risaltino un fuoco che unisce, piuttosto che frecce roventi che dividono. E invece, qualche mese fa uno spazio pubblicitario degli ultras viene considerato abusivo – e oggi è tristemente vuoto – mentre quelli dei consiglieri sono tutti in regola.
Menomale allora che ci pensano le vetrine a dare spazio al Catanzaro, quella gloriosa squadra la cui storia e il cui ruolo di unione, è stato sempre usato da tutte le forze politiche per fare del mero populismo. Menomale allora che ci sono dei commercianti che risaltano una passione unica e inimitabile, strana ma bellissima. Sopita, quasi addormentata ma poi esplosiva improvvisamente: roba da far impallidire il più esperto dei sociologi che deve spiegare come per una stagione intera l’amore per le Aquile sembra nascosto e poi fa capolino per prendersi prepotentemente la scena, il palco. La vetrina.
Siamo certi che andando avanti, di pari passo con gli eventuali successi delle Aquile, gli esercizi commerciali pronti a colorarsi di giallo e di rosso saranno sempre di più, come i balconi sui quali è spuntata qualche bandiera sempre con quei due colori. Siamo certi che anche sul principale corso cittadino, ricco di banche e farmacie si vedano ben presto le vetrine addobbate di giallo e di rosso. D’altronde il Catanzaro – per quello che identifica – è il gioiello di questa città e spesso anche l’unica medicina contro i malanni causati da chi negli anni ha mostrato un faccione, un simbolo e uno slogan spesso fini a se stessi.

ha collaborato: Rosita Mercadante

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