6 Dicembre 2022

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L’arresto di Gallo: “Finanziava la Reggina con proventi illeciti”. Sono 18 le società sequestrate

scritto il: venerdì, 06 Maggio 2022 - 12:59

Tempo di lettura: 2 minuti

Quello che l’ipotesi accusatoria ha ricostruito sui presunti illeciti di Luca Gallo, presidente della Reggina, non lascia dubbi negli organi inquirenti, che definiscono: “sofisticato, efficace ed estremamente fruttoso” che attraverso un castello di società (Punto Servizi Nord srl, Punto Servizi Centro srl, Punto Servizi Sud srl e Lg Consulting srl) volto a far sparire l’iva “in maniera sistematica”, facendola confluire, attraverso operazioni di autoriciclaggio, nella “Club Amaranto” andando a finanziare la Reggina.

Fatti e misfati che hanno portato il Gip, Annalisa Marzano, ad affermare: “un dato estremamente allarmante che consente di ritenere quanto mai attuale e concreto il pericolo che Luca Gallo commetta delitti della medesima specie”.

Da qui la decisione degli organi inquirenti di porre sotto sequestro ben 19 aziende di cui Luca Gallo è amministratore unico.

Il sequestro delle aziende, oltre anche a somme di denaro e i relativi arresti domiciliari,secondo il Gip, costituiscono il freno ad altre operazioni a quella che l’accusa considera “una catena ininterrotta di illeciti volti al conseguimento rapido ed efficace di ingenti profitti in danno dello Stato”, ed ancora,  “un dato estremamente allarmante che consente di ritenere quanto mai attuale e concreto il pericolo che Luca Gallo commetta delitti della medesima specie”.


Ecco come Gallo acquistò e finanziava la Reggina

L’inchiesta coordinata dagli aggiunti della Procura di Roma, Giovanni Conzo e Stefano Pesci, porta a galla che i profitti derivati dal mancato versamento dell’IVA sarebbero stati utilizzati sia “nell’acquisto di quote societarie (del Club Amaranto e della Reggina 1914) e nell’acquisto del ramo d’azienda sportiva per l’attività del gioco calcio dalla fallita Reggina Calcio” e che “nel finanziamento della Reggina 1914 srl, società controllata dal Club Amaranto srl, a sua volta controllata dalla M&G Co. Multiservizi srl”.

Il “Sistema Gallo” a quanto riferiscono gli inquirenti, avrebbe permesso di “effettuare ulteriori investimenti e in finanziamenti finalizzati a favorire l’esercizio di ulteriori attività di impresa” attraverso “strumenti attraverso cui mascherare l’illecita provenienza del denaro” il tutto si diramava in due direzioni: la prima portava al mancato deposito dei bilanci nei quali si sarebbe dovuto annotare la voce crediti da finanziamento verso terzi; la seconda, come sostiene il Gip “per ostacolare l’individuazione della provenienza illecita del denaro investito in altre attività imprenditoriali” spostando le somme  illecitamente conseguite dalle società “madre” all’acquisto di quote e al finanziamento della Reggina attraverso passaggi intermedi servendosi delle castello di società di cui era amministratore unico. Ed è proprio la Reggina, a quanto riferiscono gli inquirenti, a beneficiare maggiormente dell’attività illecità di Luca Gallo.

L’attività illegale ha portato il Gip ad accogliere la richiesta di sequestro delle aziende e delle quote di società riferibili all’imprenditore. Di seguito l’elenco delle società per le quali l’ordinanza ha disposto il sequestro preventivo delle quote di cui Luca Gallo è titolare:

M&G Holding srl

M&G Co. Multiservizi srl

M&G Co. Service srl

M&G Co. Nazionale srl

M&G Co. Enterprise srl

M&G Company srl

M&G Coop Multiservizi Italia

M&G Executive srl

Punto Servizi Nord srl

Punto Servizi Centro srl

Sequequesto preventivo di denaro:

5,6 milioni pari all’Iva evasa dalla M&G Co. Multiservizi srl; 
2,8 milioni pari all’Iva evasa dalla M&G Co. Servizi srl;
2,9 milioni pari all’Iva evasa dalla M&G Co. Company srl. 

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