6 Dicembre 2022

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Two I(e)mmello che one. E c’è ancora chi si chiede a cosa serve

scritto il: domenica, 17 Aprile 2022 - 11:55

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Due, non sarà il numero perfetto ma nella domenica dei tre gol al Campobasso e dei tre punti in classifica, conta di più, molto di più. Perché è il numero che indica la posizione in classifica che ora occupa il Catanzaro e che una vittoria domenica a Vibo – quando verosimilmente sarà come giocare in casa – renderebbe matematica. Per l’anno consecutivo numero 2. Una cifra che indica anche i gol segnati domenica da Pietro Iemmello: una doppietta, la numero due guarda caso, da quando veste il giallorosso. Numeri importanti, da leggere nei minuti che Iemmello ha giocato. Perché, le statistiche dicono 6 gol in 11 incontri, ma di questi in solo 2 ha giocato tutti i novanta minuti. Che sono, pressappoco, il tempo totale giocato nelle prime 4 partite. Il minutaggio aumenta da Messina che, non a caso, è la prima gara in cui Pietro va in gol. Da allora, come detto, sei gol, ma anche un assist – per il gol di Vandeputte a Foggia -, due rigori procurati e una traversa. Insomma, tanta roba. Senza dimenticare, anche se vorremmo farlo, che per una questione di “ordine pubblico”, ha deciso di non calciare il famigerato rigore di Foggia. Avvenimento che fa di Iemmello un grande bomber, ma anche un gran signore. Davvero “illustrissimo” per questa categoria. Alla faccia di chi, più per ignoranza che per derisione, ne sbaglia il cognome e si chiede ancora perché il Catanzaro lo abbia acquistato. Costoro, forse, davvero confondo il buon Pietro con Cristian Iannelli, attaccante del Catanzaro nella stagione 2008/2009. Ma a parte il ruolo, l’inziale del cognome e le due “elle” alla fine, tra i due c’è un abisso. Perché Iemmello costruisce anche gioco, viene a prendere il pallone a metacampo, fa salire la squadra e serve i compagni. Insomma un attaccante completo. Una punta moderna, di nome (quando viene detto correttamente) e di fatto, capace di spaziare su tutto il fronte d’attacco e farsi trovare sotto porta freddo. Un bomber per tutti i gusti, come i due di quel famoso gelato reso celebre da uno spot in cui si diceva che “two is megl che one”. Oggi il nostro maxibon è lui, Pietro Iemmello, maxi nei numeri e bon nelle prestazioni. Alla faccia di chi si chiede ancora a cosa serve. Ecco, chi si fa questa domanda è meglio che le prossime domeniche vado a prendersi un buon gelato, lontano dallo stadio “Ceravolo”. D’altronde col suo calore quel gelato lo scioglierebbe e il povero tifoso criticone si troverebbe, per dirla ancora all’inglese, “ccu u culu ruttu e senza cirasa”.

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