14 Luglio 2024

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Foggia – Catanzaro 2-6: analisi tecnico/ tattica

scritto il: martedì, 12 Aprile 2022 - 09:00

Tempo di lettura: 3 minuti

Foto: Per gentile concessione di Foggiagol.it

Il Catanzaro stravince a Foggia in una giornata che passerà alla storia per il comportamento della tifoseria locale che azzera qualsiasi significato sportivo potesse assumere il match.

FORMAZIONI

Foggia 4-3-3: Dalmasso, Garattoni Sciacca Girasole Nicolao, Garofalo Peterman Rocca, Merola Tuchetta Curcio. All. Zeman

Catanzaro 3-5-2: Branduani, Scognamillo De Santis Gatti, Bayeye Verna Cinelli Sounas Vandeputte, Biasci Iemmello. All. Vivarini

PRIMO TEMPO

Raramente si assiste a una goleada nei primi quarantacinque minuti, ci è riuscito il Catanzaro che ha approfittato della sciagurata disposizione tattica dei padroni di casa che hanno giocato con la difesa altissima pur non avendo nessun elemento capace di reggere in confronto sullo scatto breve con gli attaccanti giallorossi.

il match è iniziato subito forte con il vantaggio del Foggia, nato da un’azione di ripartenza innescata da Rocca che ha servito Merola sull’out destro. L’esterno rossonero ha pescato Curcio liberissimo a centro area e per l’attaccante non è stato difficile infilare Branduani.

Il Catanzaro non ha fatto una piega e dopo un paio di minuti ha trovato il pareggio con Iemmello pescato intelligentemente da Sounas. L’attaccante giallorosso si allarga rapidamente verso destra liberandosi della marcatura di Girasole, riceve palla e infila Dalmasso.

Il Foggia si riversa in avanti ed ha una buona chance con il terzino Garattoni, ma da questo momento in poi (intorno all’ottavo minuto di gioco) sarà solo Catanzaro.

I giallorossi passano in vantaggio con una bella azione nata dai piedi di Bayeye che scarica su Sounas, il greco vede il taglio di Biasci e lo serve. Il giovane attaccante giallorosso si vede respingere il tiro una prima volta, ma sulla ribattuta non sbaglia.

Passano appena due minuti e Scognamillo lancia per Biasci che supera sullo scatto Sciacca e viene atterrato al momento di calciare. Chiara occasione da rete che costa il rosso diretto al difensore foggiano.

Per il Catanzaro la partita si fa in discesa e iniziano a fioccare le occasioni con il palo di Vandeputte, il clamoroso errore di Biasci a porta vuota finché non arriva la terza marcatura ad opera di Vandeputte che riceve da Iemmello scattato sulla corsia sinistra. Per il belga è un gioco da ragazzi infilare Dalmasso.

Iemmello sigla la quarta rete dopo un pregevole scambio corto con Biasci, resiste alla carica di Girasole e infila ancora Dalmasso poco prima dello scadere.

SECONDO TEMPO

La seconda frazione di gioco passerà agli annali per il comportamento della tifoseria locale che, dopo le insistite offese rivolte a Iemmello, ha di fatto impedito che l’attaccante giallorosso calciasse il rigore procuratosi anticipando l’uscita del portiere.

Una pagina di calcio vergognosa che si è consumata con il ripetuto lancio di oggetti in campo, la tentata aggressione a Iemmelloda parte di un tifoso e un altro paio di invasioni di campo che sanciranno una lunga e dolorosa squalifica per il club pugliese.

Giusto per il diritto di cronaca, ricordiamo in ordine cronologico la marcatura di Biasci, quella di Gatti e infine quella di Garofalo per il definitivo 2-6.

CALCISTICAMENTE PARLANDO

Che le squadre di Zeman promettano spettacolo è un dato di fatto, ma che si tenti di giocare con la difesa alta non avendo la stessa velocità degli avversari è un vero e proprio suicidio tattico.

Il clamoroso bottino di 6 gol (potevano essere molti di più) nasce proprio dalla disastrosa fase difensiva del Foggia che giocando con la linea di difesa a ridosso della mediana e almeno uno dei terzini staccato in posizione offensiva si è esposto ai ribaltamenti di fronte che hanno consentito a Vandeputte, Biasci e Iemmello di giocarsi i duelli uno contro uno sullo sprint e dunque avere la meglio.

Finché si è giocato a calcio, il Catanzaro si è espresso meglio sia nella riconquista in mezzo al campo che nella immediata verticalizzazione, prendendo in mezzo gli avversari ed annullandone il dispendioso pressing alto che non ha mai creato problemi alla retroguardia giallorossa.

Tatticamente la squadra di Zeman ha risentito di alcune assenze importanti, ma si è ingenuamente esposta alle fiaccanti verticalizzazioni del Catanzaro che con i suoi uomini migliori ha messo a nudo le pecche del modulo zemaniano. L’espulsione di Sciacca è stata sicuramente determinante, ma questo non giustifica la clamorosa debacle foggiana che anche in condizioni di parità numerica aveva sofferto la maggior determinazione e cattiveria agonistica dei giallorossi.

La fase di pressing del Foggia con la prima linea di quattro elementi più la seconda di tre a chiudere i vertici dei triangoli di posizione non ha impedito alla difesa del Catanzaro di gestire il primo passaggio corto e poi immediatamente dopo quello lungo oppure di scaricare sulle corsie laterali dove Bayeye e Vandeputte avevano un passo decisamente più rapido dei diretti avversari.

Un altro errore tattico dei padroni di casa è stato quello di Peterman che, in fase di non posesso, nel tentativo di alzare la linea di difesa e partecipare al pressing si frapponeva a metà strada fra Sounas e Iemmello perdendo dunque il primo riferimento giallorosso e lasciando inevitabilmente il secondo in condizione di giocarsi l’uno contro uno.

La posizione di Sounas è stata dunque la chiave tattica dell’incontro, con Rocca e Garofalo in copertura su Verna e Cinelli, il greco del Catanzaro ha trovato campo libero per esprimersi al meglio dettando le linee di passaggio in favore dei compagni.

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