24 Novembre 2022

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Vergogna!

scritto il: domenica, 10 Aprile 2022 - 09:00

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Eh no… i rapporti fra le tifoserie del Catanzaro e del Catania non sono buoni. In una stagione ormai lontana, la squadra calabrese disputò sul neutro della città etnea una gara di campionato contro il Milan, con i siciliani che si schierarono a favore di questo. Memori dello sgarbo, i tifosi del Catanzaro sostennero la Nocerina quando, poco tempo dopo, questa giocò sui Tre Colli uno spareggio valido per la promozione in Serie B, proprio contro il Catania. Ricordi di un calcio che fu, fatto di rivalità e campanilismi. E talvolta di botte da orbi, meno piacevoli da rammentare. Quel calcio non esiste più. Distrutto da regole assurde e da personaggi decisamente poco abili nel governare la nave quando le onde sono alte. L’estromissione del Catania a tre giornate dalla fine della stagione regolare ne è esempio significativo. La Nazionale esclusa per la seconda volta consecutiva dalla fase finale di un Mondiale ne è un altro. I vari dirigenti, però, restano sempre al loro posto, abbarbicati alla poltrona come l’edera sui muri. La barca affonda, e l’unica risposta sono parole prive di significato. Un semplice «mi dispiace», ad esempio, intriso di vuota retorica. Il “caso Catania”, tornando a esso, è stato gestito con spaventosa superficialità. Era noto, già nella scorsa estate, che le condizioni economiche della Società etnea fossero disperate: in conseguenza, non si comprende con quali criteri, e quali accortezza e lungimiranza, la medesima sia stata iscritta al campionato di Serie C. Ora la si esclude a tre giornate dal termine, sulla base di una norma – l’art. 53 NOIF –che non ha una vera e propria ratio. Le gare disputate, o da disputare, non hanno valore per la classifica, che viene formata senza tenere conto dei risultati delle gare medesime. Questo c’è scritto in quella disposizione, e la Corte Federale d’Appello, più volte interrogata per esprimere parere esegetico, ha sempre risposto che non sono ammesse interpretazioni estensive. L’Italia è la culla del diritto moderno, ma chi ha scritto quell’articolo ha l’intelligenza e la cultura di un bradipo, con tutto il rispetto per il simpatico animale. Difatti, sarebbe evidente persino a un bambino che esiste una logica differenza fra gare «disputate» o «da disputare». Nelle seconde, evidentemente, non c’è rischio di ammonizioni o espulsioni per i calciatori, non ci sono denari da spendere per le Società o per i tifosi che intendono seguire la squadra del cuore. Per i geni dell’italico calcio, conta solo la «classifica», come se la stessa, per altro, non fosse determinata, anche, da eventi negativi verificatisi nelle sfide già «disputate». Semplicemente ridicolo. Quando poi il provvedimento di espulsione interviene a tre giornate dalla fine di una stagione, come nel caso del Catania, si scivola addirittura nel parossismo. Specie ove si consideri che l’ormai disperato club etneo aveva bisogno di pochi soldi per affrontare le sfide rimanenti. Addirittura, sembra che qualche sponsor si fosse già proposto per garantirli. Al di là di qualsiasi rivalità sportiva, chi governa il calcio italiano merita dunque una sola parola: VERGOGNA!

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