3 Febbraio 2023

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ACR Messina – Catanzaro 2-3 – le pagelle

scritto il: giovedì, 17 Marzo 2022 - 09:00

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Nocchi 6 –Reattivo, dopo una ventina di secondi, su una conclusione dalla media distanza, è scarsamente impegnato nel prosieguo del match, durante il quale nulla può nelle due occasioni che conducono ad altrettante marcature dei padroni di casa. Attento nell’ordinaria amministrazione, al di là di una indecisione in uscita, nella ripresa (sulla quale rimedia Fazio). Diligente.

Scognamillo 6,5– Concentrato, concede poco agli avversari che transitano dalle sue parti. In varie circostanze, si trova costretto a lavorare per due, in considerazione dello scarso contributo offerto, in sede di contenimento, dal relativo laterale. Nell’occasione che conduce al punto del 2-2, si fa un po’ sorprendere dalla traiettoria assunta dal pallone dopo il tentativo di sforbiciata di un avversario. Qualche limite quando partecipa all’impostazione della manovra. Caparbio.

Fazio7,5–Guida con buona autorevolezza il pacchetto arretrato, non si concede distrazioni e rimedia, in almeno due situazioni, a errori o incertezze dei compagni di squadra. Sicuro.

Gatti 4,5– Sovente punto dai mosconi e dalle vespe, senza mai raggiungere l’insegna, che imprendibile corre. L’allegoria, basata sul II canto dell’Inferno, vuole evidenziare come il 44 – lento ed impacciato, a tratti goffo – sia l’anello debole della difesa. In costante difficoltà contro gli attaccanti di casa, si rende pure protagonista di alcune sconcertanti leggerezze durante la fase di possesso. Unica attenuante, per quanto modesta, è lo scarso impiego durante il campiona. Ignavo.

Bjarkason5–Completamente fuori partita nel primo tempo, cresce leggermente nella ripresa, prima di essere sostituito. Come parziali scusanti, gli si concedono, da un lato, la giovane età e, dall’altro, la ancor scarsa confidenza con il calcio italiano. In particolare, con i ritmi, l’intensità e l’agonismo che governano gran parte delle sfide che si disputano nel girone meridionale della serie C. Acerbo.

Maldonado 6 – Si offre come continua soluzione per i compagni durante la costruzione dal basso. Tuttavia, sebbene rapido e preciso nella distribuzione, non si assume grandi responsabilità, cercando quasi sempre il compagno più vicino. Accettabile, ma non eccelso,l’apporto offerto alla squadra durante il non possesso. Scolastico.

Verna 6,5 – L’approccio alla gara non è dei migliori, con il centrocampista che appare in difficoltà nel trovare tempi nella corsa e posizione corretta sul terreno di gioco. Con il trascorrere dei minuti, però, la prestazione del numero 8 cresce in maniera esponenziale, soprattutto in sede di transizione positiva. Quando coinvolto nell’impostazione, non è velocissimo nella trasmissione, ma non commette errori di rilievo. Dinamico.

Vandeputte8– Altri due assist (il totale, in campionato, è ora di quattordici); due servizi straordinari sciaguratamente sciupati; altro passaggio a favorire corsa e tiro di Biasci; continui movimenti, o accelerazioni, volti a disorientare, o infastidire, la difesa dei locali. Genio e fantasia, dunque, ma anche tanta applicazione quando la squadra si trova a dover difendere. Completo.

Carlini 7,5 – Titolare dopo diverso tempo, regala una prestazione degna dell’affetto che i tifosi del Catanzaro nutrono nei suoi riguardi. Muovendosi come centrocampista o attaccante, conferma il suo eccellente senso tattico e le sue altre qualità. Diverse le buone giocate, valido l’apporto durante il non possesso. Nel primo tempo, fallisce un goal clamoroso su invito di Vandeputte, ma si riscatta nella ripresa iscrivendo il suo nome fra i marcatori di giornata, su assist dello stesso compagno di squadra. Inossidabile.

Iemmello 7,5 – Tutti gli esseri umani hanno un sogno nel cassetto, una speranza nascosta nel profondo del cuore. Quello (o quella) di Pietro – una volta diventato calciatore – era realizzare una rete indossando la maglia della squadra per cui fa il tifo fin dalla tenera età. La squadra della sua città. Il Catanzaro. Ed allora, chissà quali pensieri hanno invaso la sua mente, quali sensazioni hanno pervaso la sua anima ed il suo corpo al minuto 35 del primo tempo, quando su cross di Jari Vandeputte, ha spinto  il pallone alle spalle del portiere del Messina, di testa, dopo sensazionale movimento per anticipare il difensore. E la partita dell’’attaccante non è stata soltanto in quel gesto. Al contrario, lo Zar, grazie a una condizione in evidente crescita, si è reso protagonista, nella sua ora, o poco più, di gioco, di varie interessanti iniziative, intese a favorire i compagni di squadra, o più raramente personali. In una di queste ultime, si è visto negare dal direttore di gara un calcio di rigore, in realtà piuttosto evidente. Brillante.

Biasci7–Prova di continuo ad attaccare la profondità e gli spazi creati dai movimenti dei compagni, senza disdegnare, ogni tanto, di allargarsi a sinistra per cercare di creare superiorità numerica o favorire inserimenti da dietro. Se nel primo tempo i suoi tentativi sono frustrati, non così nella ripresa: prima coglie la traversa, e poi realizza il punto decisivo, sfruttando ottimo suggerimento del subentrato Bombagi. Determinante.

Bayeye(dal 63’)5,5– Rileva Bjarkason, e si sistema nella medesima posizione. Tuttavia, non lascia una grande traccia di sé sul match, badando quasi esclusivamente a compiti di copertura e contenimento nelle zone di competenza, svolti con impegno, ma non sempre con la necessaria cattiveria. Appannato.

Cianci (dal 63’) 6+ – Subentra a Iemmello, dimostrando grinta e voglia di incidere sulla sfida. Si divora un goal, ma è abile (e utile) nel difendere alcuni palloni, nel conquistarsi qualche fallo, e soprattutto nel partecipare all’azione che condurrà all’ultima e decisiva marcatura. Ammonito per un gesto di nervosismo (dopo un errato controllo della sfera), sarà squalificato. Combattivo.

Bombagi (dal 73’) 6,5 – Ha il compito, non semplice, di avvicendare il Conte Max, autore, fino a quel momento, di eccellente prestazione. Per circa un quarto d’ora, il 10 si preoccupa soprattutto di far densità a centrocampo, partecipando poco alle sortite offensive. Addirittura, quasi nascondendosi. All’87’, però, ricevuto il pallone da Cianci, lo smista in maniera deliziosa (e velocissima) verso Biasci, che realizza il punto del 2-3, dopo il quale tutti i calciatori si riversano festanti sotto lo spicchio di stadio riservato ai sostenitori delle Aquile. Prezioso.

Welbeck (dal 74’) 6 – Avvicenda Maldonado e fa legna in mezzo al campo, chiudendo efficacemente qualche linea di passaggio. A differenza del compagno sostituito, non partecipa al cosiddetto giro-palla. Operaio.

Vincenzo Vivarini7 – La squadra proviene da due sconfitte consecutive, di cui almeno una del tutto immeritata. Al di là dei conseguenti problemi di scoramento, Martinelli è infortunato e altri calciatori hanno assoluto bisogno di rifiatare. La sfida contro il Messina, quindi, non è semplice, sebbene la stessa squadra peloritana sia molto lontana dal Catanzaro in classifica. Il tecnico, però, la prepara bene: dopo aver presumibilmente lavorato sulla testa dei ragazzi, decide di cambiare quattro dei suoi più recenti titolari. Al posto di Bayeye, Cinelli, Sounas e Vázquez giocano, dal primo minuto, Bjarkason, Maldonado, Carlini e Iemmello. Gatti è preferito a Simone De Santis per sostituire il capitano. Si rivelerà l’unico errore di valutazione, poco potendosi rimproverare al Mister per l’impiego del ragazzino islandese. Rolando proviene da lungo infortunio, e sebbene convocabile non è saggio rischiarlo. Dopo una fase di difficoltà, in cui il Catanzaro subisce anche goal, la squadra, ben sistemata sul terreno di gioco, prende via via possesso della partita, dominando l’undici avversario e producendo interessanti trame di gioco che spaziano dal prolungato e paziente possesso all’imbucata improvvisa, dal viaggio della sfera sugli esterni ai tentativi per vie centrali, sfruttando, in questo caso, i movimenti di Iemmello – che agisce sovente come riferimento sulla trequarti – oppure le iniziative di Carlini, Vandeputte e (più raramente) di Biasci. Frequenti, per altro, le transizioni positive, favorite dalla grande aggressività di Verna oppure (in misura minore) dal senso della posizione di Maldonado. Soltanto per brevi tratti dell’incontro il Messina riesce a spezzare il ritmo del Catanzaro, invero anche a causa della cattiva (o comunque non eccelsa) giornata di qualche elemento. Le sostituzioni, a gara un corso, sono apparse corrette: Iemmello non ha ancora i 90 e più minuti nelle gambe, mentre Carlini, che aveva corso tanto, ha pur sempre 35 primavere sulle spalle. Bayeye ha maggiore dimestichezza, rispetto a Bjarkason, con la fase difensiva. Maldonado, fresco di stop per infortunio, iniziava ad accusare qualche passaggio a vuoto. Insomma, al di là delle risibili dichiarazioni di qualche addetto ai lavori – secondo cui il Catanzaro vincerebbe sempre a fortuna, grazie a reti realizzate negli ultimi minuti – il lavoro e le scelte dell’allenatore hanno condotto ad un esito sulla cui legittimità non è possibile nutrire dubbi. In altri termini, la vittoria, per le Aquile, è ampiamente meritata, ma ancora un dato merita rilievo. L’abbraccio collettivo dei calciatori, dopo la marcatura di Biasci, sotto il settore riservato ai tifosi ospiti, dimostra come Vincenzo Vivarini, allenatore tanto umile quanto preparato, sia certamente riuscito a creare un gruppo e a cementarlo, rendendolo quindi solidissimo. Non è possibile conoscere in anticipo quel che riserverà la stagione: se un successo o una ennesima delusione. Una certezza, però esiste già da ora:  il Catanzaro del Viva rispetta tutti gli avversari, ma non ne teme alcuno e con tutti, proprio con tutti, ha la possibilità di dire la sua. Navigato.

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