6 Ottobre 2022

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Catanzaro – Avellino 2-0: analisi tecnico – tattica

scritto il: domenica, 06 Febbraio 2022 - 21:26

Tempo di lettura: 4 minuti

Un Catanzaro in salute e in splendida condizione atletica annichilisce l’Avellino acciuffandolo al terzo posto in classifica. Eurogol di Vazquez, raddoppio di Martinelli alla sua novantesima presenza in giallorosso.

FORMAZIONI

Vivarini conferma Cinelli in cabina di regia schierando l’ormai collaudato 3-4-1-2 con Branduani in porta, Scognamillo Fazio e Martinelli in difesa, Vandeputte Cinelli Verna e Bayeye a centrocampo, Sounas davanti le punte Vazquez e Biasci.

Braglia deve fare a meno di Murano cosi decide di ridisegnare la mediana affidandola a Di Francesco e spingendo Carriero a fare da collante con il reparto offensivo per il 3-4-1-2 irpino che vedeva Pane fra i pali, Silvestri Dossena e Scognamiglio in difesa, Ciancio DiFrancescoAloi e Tito a centrocampo, Carriero dietro le punte Kanoutè e Maniero.

PRIMO TEMPO

Il primo tempo è iniziato con due nitide occasione. Incursione in area dal versante destro di Bayeye che supera Scognamiglio e spara un missile sul quale Pane si oppone energicamente. Pochi minuti più tardi improvviso break dell’Avellino che lancia Kanoutè sull’output destro, cross arretrato per Maniero che tira di prima impressione costringendo Branduani a una difficile deviazione in corner.

Con il passare dei minuti la sfida si è innervosita per via di alcuni presunti falli non fischiati dal direttore di gara che è dovuto ricorrere al giallo in ben quattro circostanze: Martinelli nel Catanzaro, Di Francesco Carriero e Ciancio nell’Avellino. Carriero e Ciancio per fallo su Vandeputte, l’uomo più cercato nello schieramento giallorosso insieme a Sounas.

Gli ospiti non si spinti nel pressing alto cercando di chiudere le linee di passaggio in posizione più arretrata, ma così facendo il Catanzaro ha avanzato la linea di difesa esponendosi alle ripartenze in campo aperto di Kanoutè, che con i suoi strappi ha avuto la meglio in almeno due circostanze creando seri pericoli.

Cinelli e Verna sono rimasti tagliati fuori dalla manovra, tant’è che tra le fila giallorosse si sono registrati numerosi i lanci in profondità per cercare di sorprendere la retroguardia avversaria che tuttavia in fase di non possesso si schierava con il 5-3-2 neutralizzando con energici raddoppi il raggio d’azione di Vandeputte e Bayeye sulle corsie esterne.

Il Catanzaro ha cercato lo sfondamento centrale imbeccando Sounas, il quale però è stato seguito come un’ombra da Di Francesco che gli ha concesso davvero poco. Biasci e Vazquez hanno girato a vuoto, spesso anticipati dalla folta linea difensiva degli ospiti.

SECONDO TEMPO

La ripresa inizia con il Catanzaro subito molto aggressivo e l’eurogol realizzato da Vazquez al termine di un’azione sviluppata sulla corsia con lo scambio nello stretto fra Sounas e Vandeputte e il successivo tiro dalla distanza del numero 9 che trafigge Pane sul palo più lontano.

Forte del vantaggio il Catanzaro sale in cattedra e supera gli avversari in tutte le zone del campo. La risposta dell’Avellino tarda ad arrivare, mentre sale l’intensità e la convinzione con cui le aquile attaccano e difendono in tutte le zone del campo.

I giallorossi potrebbero raddoppiare intorno all’ora di gioco, ma l’estremo difensore irpino prima blocca a terra una velenosa conclusione di Vazquez poi compie un autentico miracolo sul tiro a botta sicura di Sounas da distanza ravvicinata. La seconda occasione è di quelle clamorose, Vandeputte si fa tutta la corsia palla al piede, supera Silvestri in velocità e scarica all’indietro per Sounas che tira quasi un rigore in movimento. Solo i riflessi di Pane salvano l’Avellino dalla capitolazione.

La squadra di Braglia è vistosamente sulle gambe mentre le aquile spiccano il volo grazie a una linea di difesa estremamente efficace negli anticipi, nei contrasti aerei e nella marcatura a uomo. Il tecnico toscano decide di prendersi qualche rischio effettuando tre cambi ravvicinati nel giro di pochi minuti. Fuori Kanoutè Carriero Di Francesco Ciancio e Tito, al loro posto Micovschi Matera Mastalli Rizzo e Kragl. Vivarini si limita a sostituire un generosissimo Biasci con Cianci.

I nuovi innesti non cambiano l’inerzia del match, gli ospiti faticano a trovare la necessaria lucidità e finiscono per lanciare qualche pallone in avanti con pochissima convinzione. La retroguardia giallorossa fa un figurone e ribalta l’azione velocemente grazie anche a Cinelli e Verna che finalmente si fanno vedere e smistano sulle corsie laterali dove l’Avellino non regge più il confronto.

All’85esimo il rosso diretto su Dossena decreta il game over, mentre all’ultimo respiro Cianci a tu per tu con il portiere avversario non riesce concludere a rete. L’aggancio è riuscito, prestazione super dei giallorossi.

CONSIDERAZIONI

Gli ultimi risultati conseguiti dai giallorossi testimoniano una condizione fisica eccellente e una rinnovata lucidità nelle diverse fasi del match. Il Catanzaro vince e convince, strappando applausi per il sacrificio di tutti i suoi elementi e il senso di partecipazione alla manovra che è caratterizzata dai movimenti, dalle marcature e dalla velocità degli scambi.

Il match odierno si è giocato con moduli a specchio e due difese molto granitiche. La differenza l’hanno fatta gli esterni di centrocampo. Imprendibili Vandeputte e Bayeye, prevedibili e poco propositivi Tito e Ciancio.

L’Avellino non ha mai tentato di pressare alto per impedire la costruzione del gioco agli avversari e il Catanzaro ne ha approfittato conquistando preziosi metri di campo. Gli strappi di Kanoutè hanno messo in apprensione Martinelli e Scognamiglio, ma il talentuoso ex giallorosso ha finito per perdere smalto e lucidità riuscendo a imbeccare il compagno di reparto (Maniero) solo in un paio di circostanze.

Maniero ha sofferto moltissimo Fazio, Carriero è stato tallonato a vista da Verna, così gli spunti offensivi dei biancoverdi sono finiti per diventare prevedibili e fin troppo elementari per l’attenta retroguardia giallorossa che è stata anche molto brava con gli inserimenti dei difensori Martinelli e Scognamillo a creare superiorità nella metà campo avversaria costringendo l’Avellino ad abbassare ulteriormente il baricentro.

Proprio il baricentro basso dell’Avellino è stato il peggior difetto della squadra di Braglia che contava di raddoppiare sugli esterni e intasare le vie centrali per contrastare la manovra del Catanzaro. Mossa azzardata in una gara di altissima classifica che gli irpini pagheranno caro facendosi chiudere nella propria metà campo e senza riuscire a organizzare una sola manovra d’attacco in tutta la ripresa.

Da sottolineare tra le fila dei giallorossi è la condizione mentale, la capacità di non farsi coinvolgere negli episodi che hanno innervosito il match nella prima frazione di gioco.

In evidente crescita Cinelli, in gran forma Bayeye, inesauribile Vandeputte, granitica l’intera difesa. Vazquez e Biasci hanno faticato a trovare la quadra, soprattutto l’argentino si è speso tanto per accompagnare la fase di rifinitura ed è stato premiato dal gran lavoro di cucitura fra i reparti di Sounas.

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