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Il Catanzaro dei catanzaresi: una formazione fantastica

scritto il: domenica, 23 Gennaio 2022 - 19:51

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C’è chi è nato e cresciuto col Catanzaro, chi ci è tornato da grande, chi ha fatto entrambe le cose. Un dato resta incontrovertibile: nel corso della storia, spesso, il Catanzaro ha visto giocare tra le sue fila calciatori autoctoni. Gente col Catanzaro nel cuore che per la maglia della squadra della sua città quel cuore lo ha buttato oltre l’ostacolo.

Uomini prima che calciatori, veri e propri eroi perché se “nemo profeta in patria”, a Catanzaro è tutto più difficile con la pressione di una piazza che ti ama perché sei di Catanzaro ma allo stesso tempo, proprio per questo, da te pretende il massimo. Lo sa bene Pietro Iemmello, l’ultimo in ordine da tempo a scendere in campo al “Ceravolo”, dopo esserne stato per anni presente ma solo sugli spalti.

 Pietro, come da tutti viene già chiamato – perché se sei compaesano devi accettare anche queste confidenze –  è anche il tassello mancante di una squadra, immaginaria ma impossibile, che nel corso della sua storia il Catanzaro avrebbe potuto schierare: l’undici di soli catanzaresi, una squadra di tutti calciatori di Catanzaro e provincia che in epoche diverse hanno vestito il giallorosso. E spesso scritto la storia.

In porta Luca Scerbo, 4 stagioni in giallorosso e due immagini iconiche: l’esultanza nel giorno dell’ultima promozione del Catanzaro, quella del 6 maggio 2012, quando lui, secondo di Mengoni per tutta la stagione, nel suo stadio davanti la sua gente festeggia da titolare la matematica salita in serie C1. Prima, ma sempre in quell’annata di grazia, anche il record di primo portiere goleador del Catanzaro: contro il Trapani in Coppa Italia sigla il 2-1 definitivo su rigore.

La difesa, a 3, è un misto di classe ed esperienza ed è accomunata da una particolare coincidenza: tutti i componenti hanno ottenuto almeno una promozione col Catanzaro. Il più “antico” è Albino Barbuto, una vita col Catanzaro, dalle giovanili fino a quel 1971 coronato con la prima volta nell’Olimpo calcistico. Poi c’è Fausto Silipo, e basta il nome: due lustri in giallorosso, la promozione in A del 1976 e il suo amore smisurato per il presidente Ceravolo, la casacca giallorossa e la curva. Infine Nicola Ascoli: quando lui nasce, nel 1979, Vibo è ancora politicamente sotto la provincia di Catanzaro, mentre feudo giallorosso lo sarà sempre. Per questo il buon Nicola vuole giocare con la squadra che tifa da bambino e con la quale, dopo oltre 100 presenze, nel 2004 ottiene la promozione in serie B.

In mediana la qualità è quasi più del vento in città. Quattro grandi calciatori che in epoche diverse hanno rappresentato un orgoglio per Catanzaro, anche oltre il Sansinato. Mimmo Giampà, ad esempio, da Girifalco alla serie A con una carriera di tutto rispetto conclusasi lì dove era cominciata, in giallorosso.  Accanto a lui Gaetano Fontana, 45 presenze e 4 gol con la maglia dell’Uesse: tanto basta per farlo ricordare nella mente e nel cuore di tutti i tifosi. Poi c’è Francesco, Ciccio Corapi. Per un po’ forse un po’ freddo nei pareri della tifoseria, ma riaccolto subito benissimo quando, 2 anni fa, ritorna a essere il professore del centrocampo tanto da essere rimpianto in questa stagione. Infine lui, l’icona: Massimo Mauro. L’ala probabilmente più forte vista a Catanzaro con il plus di essere un catanzarese. Una carriera enorme a servire cross a Platini, Zico, Maradona e…Palanca per arrivare fino alle porte della Nazionale.

La davanti tre bomber di razza, tre attaccanti veri, tre capocannonieri. Partiamo dall’ultimo arrivato Pietro Iemmello: col Catanzaro è ancora a secco ma la sua scelta di scendere dalla B per giocare nella squadra della sua città già lo incastona tra i grandi. Se poi dovesse fare bene come i compagni di reparto di questa ipotetica squadra, allora una statua è già pronta. Lui sa come si fa, visto che è stato capocannoniere in C col Foggia, così come un altro catanzarese giallorosso doc qualche anno prima: Pino Lorenzo, che con i suoi diciotto gol fu l’eroe della promozione del 1985. Stesso titolo, leader dei bomber, e stesso risultato sul campo, serie B, per il “fornaretto di Pizzo” (provincia di Catanzaro all’epoca) Gianni Fanello:trenta gol in sessanta partite col Catanzaro tra gli anni tra il 1958 e il 1960.

In panchina la storia, il mito: Saverio, Sasà Leotta. Tutta una vita per il Catanzaro e nel Catanzaro da calciatore prima, da allenatore poi. Sempre ausilio della causa, sempre pronto a dare il suo contributo ottenendo anche risultati importanti ed esprimendo, forse più di tutti gli altri, quel senso di appartenenza alla squadra della sua città. Oggi, con questo giochino che abbiamo voluto fare, gli si avvera un sogno: allenare una squadra di soli catanzaresi. E che squadra: piedi buoni, mente intelligenti e cuori giallorossi.

Caratteristiche che nel corso della storia il Catanzaro ha riscontrato anche in altri importanti rappresentanti che come questi undici potrebbero far parte della rosa di questa fantasiosa e fantastica formazione. Da Gregorio Mauro a Giuseppe Benincasa, da Fabio Di Sole a Umberto Brutto, da Leonardo Vanzetto a Gianluca Procopio, da Franco Cittadino a Manuel Nicoletti. E chissà quanti altri che ancora dimentichiamo. Ce ne scusiamo, consapevoli che anche loro come tutti quelli citati sono uomini veri, calciatori seri e soprattutto catanzaresi doc.

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