27 Gennaio 2022

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U.S, un anno di emozioni. Ma ne restano mille

scritto il: venerdì, 31 Dicembre 2021 - 09:00

Tempo di lettura: 10 minuti

Quante sono le emozioni in un anno? Boh, forse una al giorno e quindi 365? Si! A meno che tu non sia tifoso del Catanzaro dove le sensazioni, siano positive o negative, si moltiplicano: una gioia diventa euforia, una tristezza si tramuta in depressione. E allora i batticuori sono molti di più: potremmo dire…2021. Come l’anno che va a concludersi e che, senza dare giudizi di valore, ripercorriamo qui. Cercando di emozionarci ancora, nel bene o nel male. Perché è quello alla fine, l’emozione che ci dà, sia felicità o rabbia, che ci faamare il Catanzaro, sempre e comunque.

UN SORRISO DENTRO AL PIANTO

Non c’è riassunto migliore del titolo del brano di Ornella Vanoni uscito l’8 gennaio di quest’anno per descrivere l’anno solare del Catanzaro sul rettangolo verde. Dodici mesi altalenanti caratterizzati da belle vittorie e cocenti sconfitte. Si comincia il 3 febbraio con il ko in casa della derelitta Paganese. Il Catanzaro ha appena effettuato il mercato di riparazione e – anche se nessuno dei nuovi è sceso in campo – per parte della tifoseria, a causa di quella sconfitta sono già tutti inutili e scarsi. Allenatore, dirigenza e società vengono messi sul banco degli imputati e se ne vorrebbe la testa.

Ma per fortuna si gioca e la giostra di risultati gira dalla parte giusta. Nell’ultimo scampolo di inverno arrivano infatti vittorie storiche: il 13 febbraio si espugna Foggia, il 27 è il giorno della partita dell’anno. Al “Ceravolo” arriva la Ternana, l’unica squadra imbattuta d’Europa. E perde. Curiale e Carlini gli artefici di un risultato storico che porta le Aquile sui media nazionali. E dà alla squadra una spinta incredibile.

L’esultanza del gruppo giallorosso al termine del successo contro la capolista Ternana foto: Romana Monteverde /US Catanzaro 1929

Così che nel giorno che da inizio alla primavera, il 21 marzo, in casa viene battuto anche il Bari con protagonista uno che di primavere sul groppone ne ha 37: Felice Evacuo con la maglia giallorossa mette a segno il gol numero 200 della sua carriera.

Il gruppo giallorosso festeggia il 2-0 contro il Bari foto: Romana Monteverde /US Catanzaro 1929

E se lui è Felice, lo sono tutti a Catanzaro dove però si recrimina per la sconfitta con la Casertana del 17 febbraio, quando la squadra gioca una grande partita ma perde 3-0 e ancora di più ci si arrabbia per il ko in casa con l’Avellino: uno 0-1 con un netto gol in fuorigioco dei campani. È il 3 marzo, il giorno in cui anche un fin lì pacato presidente Noto alza la voce.

DIECI

Ma si capisce che saranno mesi di attesa dei playoff, gli ennesimi, con risultati fluttuanti. Finchè sulla squadra incombe l’incubo Covid 19. Il 2 aprile l’annuncio che dieci membri del gruppo squadra sono positivi. È la svolta della stagione. Ma in meglio, paradossalmente. Il gruppo si compatta, si fa forza nelle difficoltà e nelle risorse di quei giocatori arrivati a Gennaio che dopo Pagani qualcuno (molti) riteneva non buoni alla causa. Il Catanzaro non si ferma più: emblema la vittoria a Castellammare di Stabia del 21 aprile quando il giovane Pierno regala i tre punti.

L’esultanza del giovane Pierno che regala alle aquile il successo a Castellamare di Stabia foto: US Catanzaro 1929

La seconda di quattro vittorie consecutive tutte con la rosa decimata dal virus; un miracolo o giù di li come il piazzamento finale: un secondo posto, dietro l’imprendibile Ternana, davvero impensabile a gennaio. Da secondo il Catanzaro attende di giocare i playoff con molti vantaggi, sulla carta, e molta, moltissima euforia. Mascherata da un finto e scaramantico disinteresse, palesato da quel #vaghi diventato ben presto virale. Ma non basta, nemmeno stavolta. La profetica canzone di Annalisa si materializza il 2 giugno quando l’Albinoleffe espugna il “Ceravolo” per 1-0 ed elimina gli uomini di Calabro dagli spareggi. Un altro playoff perso e come dice la canzone con questo saranno “dieci, dieci ultime volte”.

Un immagine del match del match di ritorno contro l’Albinoleffe che sancisce l’eliminazione delle aquile dai playoff foto: Romana Monteverde /US Catanzaro 1929

TI RAGGIUNGERO’

L’estate che corre via veloce come Marcel Jacobs a Tokyo non porta con sé grossissime novità, come era successo nelle annate precedenti. Questo almeno nei fatti concreti ma non invece nelle intenzioni perché la società, per sua stessa ammissione, dichiara di voler migliorare il secondo posto dello scorso anno. Tradotto: squadra allestita per vincere. Per farlo, salutato il direttore sportivo Cerri, arriva Alfio Pelliccioni: è il 18 giugno. Con lui fin da subito si capisce che sarà un mercato importante ma non facile. Esemplari in tal senso le tribolate trattative per Pietro Cianci, “a punta” tanto attesa, che giunge sui tre colli solo l’11 agosto e per Gabriele Rolando. L’esterno, legato alla Reggina prima rinuncia e fa infuriare il dg Foresti, poi ci ripensa e arriva alla corte giallorossa il 3 agosto.

La presentazione di Gabriele Rolando in compagnia del dg Foresti e del ds Pelliccioni foto: US Catanzaro 1929

Tra un arrivo e una cessione intanto inizia il torneo di Coppa Italia nazionale dove i giallorossi arrivano ad affrontare squadre di categoria superiore in stadi importanti. L’eliminazione per mano del Verona che gioca in serie A, il 14 agosto, è preventivabile ma lascia buone sensazioni e tanto entusiasmo. C’è una forte consapevolezza che la squadra stavolta c’è ed è costruita per vincere. Non a caso colonna sonora della stagione calda è il tormentone di Fred De Palma, perché ogni tifoso ci spera e ci crede: “serie B, ti raggiungerò!”

MAKUMBA

La nuova stagione parte sotto i migliori auspici e con buoni risultati. Addirittura alla prima, il 29 agosto si batte il Francavilla con un perentorio 3-1 con Vazquez che viene visto quasi come il nuovo Corona e Vandeputte che entra di diritto nel noto proverbio delle 3 “V”: vento, velluto e Vandeputte. Euforia alle stelle ma immediato ritorno sulla terra con tanti, troppi pareggi. Poi ecco 4 vittorie consecutive e, allo stesso tempo, la sconfitta, la prima in casa per mano del Monopoli.

La disperazione di Scognamillo nel match contro il Monopoli foto: US Catanzaro 1929

È il 24 ottobre, sei giorni prima del big match del San Nicola di Bari. Anche li sarà ko, ma anche questa volta la squadra non ha demeritato. Lascia perplessi invece la non esultanza di Pietro Cianci: lui barese che segna contro la squadra della sua città e non solo non esulta quanto piange e chiede scusa.

Troppo per una piazza, come quella catanzarese, già amareggiata dalla sconfitta. Cianci è sommerso dalle critiche ma chiarisce tutto sui social, ma le parole non lasciano spazio ai fatti. I suoi pochi gol e le prestazioni deludenti della squadra fanno pensare che davvero ci sia una maledizione, una Makumba come canterebbe Noemi. Lo pensa anche mister Calabro che dopo il pareggio col Monterosi, il 29 novembre viene esonerato. Al suo posto Vivarini e la storia è recente fatta di risultati altalenanti, costante di questi dodici mesi giallorossi sul prato verde. Assenza di continuità uguale assenza di risultati: il 2021 ce ne ha dato prova insieme all’ottimo cammino nella coppa Italia di categoria. Lì, guarda caso, Catanzaro imbattuto e in semifinale con un buon vantaggio per il passaggio del turno dopo l’1-1 nella gara di andata contro il Padova del 15 dicembre.

MOVIMENTO LENTO

E la tifoseria? Che hanno è stato per lei? Sicuramente, come in ogni parte del globo, la stessa si “muove” in base ai risultati della squadra.  Così è stato anche per i supporters giallorossi che però, come sempre, sono una piacevole, bellissima eccezione. Con i primi mesi dell’anno lontani dal “Ceravolo” per le restrizioni da Covid è stata dura e se non fosse stata per la tv (che spesso si bloccava sul più bello) sarebbe stato ancora peggio. O forse no, dato che nel corso di questi dodici mesi è serpeggiata l’idea che senza la pressione la pressione del pubblico la squadra si esprimesse meglio. Fandonie prontamente smentite il già citato 29 agosto nella vittoria con il Francavilla, prima gara di campionato aperta al pubblico.

Normale amministrazione quella, ben più “notiziabili” le imprese dei tifosi a chilometri di distanza da casa, con due istantanee divenute iconiche. La prima nella gara di andata dei playoff, il 30 maggio quando le chiusure non fermano l’amore per quei colori. E così qualche “matto” si arrampica in bilico sul sedile di una bicicletta per scrutare la partita, rischiando di cadere “solo” per seguire la squadra del suo cuore.

Qualche “matto” si arrampica in bilico sul sedile di una bicicletta per scrutare la partita, rischiando di cadere “solo” per seguire il Catanzaro nel match di andata dei playoff contro l’Albinoleffe in quel di Gorgonzola

La seconda ci fa muovere verso Verona. Turno eliminatorio di Coppa Italia, 14 agosto, diretta Mediaset. Le telecamere inquadrano il piccolo Fabrizio: sciarpa giallorossa al collo ed espressione di gioioso stupore. Emblema di un calcio vero, genuino e puro ma anche di una passione, quella autentica per il Catanzaro che si trasmette di padre in figlio e non tramonta mai. Nemmeno quando si lascia questa terra per un posto migliore. L’anno che volge al termine ci ha costretto infatti a salutare tifosi storici come il mitico “Nonno Vito” che ci lascia il 2 gennaio, e “il prof” Salvatore Mazza il 30 aprile. Ma questi dodici mesi ci fanno scoprire anche tifosi “nuovi” come i pronipoti del presidente Ceravolo che il 15 settembre fanno il loro debutto allo stadio. Insomma sul campo si va così così ma sugli spalti e intorno il tifo c’è sempre, è solo sopito, guardingo, attento: è un “movimento lento”, come direbbe Federico Rossi, ma pronto a esplodere.

SIAMO QUI

Come esplose quella volta la città tutta, nel settembre de 2004, al maxi concerto di Vasco Rossi. Da allora, due cose sono rimaste certe: Vasco fa ancora brani di successo e Catanzaro ha degli ultras spettacolari. Il loro 2021 è stato breve ma intenso. Sembravano essere scomparsi, bloccati da decisioni in merito ai vaccini davvero non giuste da giudicare, ma poi tornati li, dove gli compete. Da protagonisti. Si parte con la trasferta a Bari del 30 ottobree la sosta sulla tomba di Denis Bergamini, icona dei rivali del Cosenza, per arrivare al capolavoro della gara interna col Foggia.

È il 5 dicembre: mentre scorta la squadra pugliese un agente di polizia avverte un malore. I tifosi del Foggia arrivano allo stadio ma in silenzio e senza striscioni. Compresa la motivazione, gli Uc fanno lo stesso in un clima surreale ma che ha regalato una pagina di sport alla quale, forse, si è dato troppo poco risalto. A risaltare invece un coro che da Gorgonzola si alza in un “normale” mercoledì, esattamente mercoledì 24 novembre. “In trasferta anche di mercoledì, ma quale AlbinoLeffe a me sembra la Champions League”. Un modo come un altro con cui gli ultras hanno voluto ribadire ancora una volta che “Siamo qui”

I 168 tifosi del Catanzaro presenti a Gorgonzola nel match di Coppa Italia Serie C contro l’Albinoleffe

UN MILIONE DI COSE DA DIRTI

Siamo qui è anche quello che la società vuole far capire alla piazza. Solidità economica certo, ma non solo. Il 2021 ha proseguito sulla falsa riga di quello precedente quando il sodalizio giallorosso ha cercato di far sentire la sua presenza nel territorio e soprattutto sui social con diverse iniziative. Il progetto nelle scuole che è andato avanti tutto l’anno nonostante la pandemia, i regali di Natale portati ai tifosi direttamente dai calciatori e poi la giornata speciale fatta trascorrere al piccolo Gabriele il 26 maggio, pochi giorni dopo la scomparsa del padre, grande tifoso delle Aquile.

Un’aquila invece, marmorea e guerriera è quella che è stata voluta dalla società per celebrare i 50 anni dalla prima promozione in serie A. L’opera del maestro catanzarese Nuccio Loreti campeggia all’ingresso delle squadre in campo dallo scorso 30 giugno.

Il presidente Floriano Noto e lo scultore Nuccio Loreti presentano una scultura che raffigura l’aquila per celebrare i 50 anni dalla prima promozione in Serie A foto: US Catanzaro 1929

Dal 2 marzo invece il tunnel che porta al campo è bardato di foto giallorosse: altro segnale positivo di cambiamento del passato e diffusione del marchio, del nome e dei colori.

Il tunnel dello stadio “Ceravolo” foto: Romana Monteverde /US Catanzaro 1929

Tutto bello se non fosse per l’inciampo avvenuto il 6 ottobre quando in occasione dei funerali dello storico medico sociale Giuseppe Martino nessuno della società è presente. Le scuse pronte della società e altre iniziative social dei responsabili marketing cancellano questo errore e i risultati della prima squadra che mettono più volte in bilico la posizione di mister Calabro.

Prima dell’esonero però le tante rassicurazioni e le risposte alle polemiche, tra cui una che caratterizza il secondo inciampo dei rappresentanti della società giallorossa. È il 23 novembre quando il dg Foresti tuona in un programma tv: “se il presidente Noto si stanca farete la serie D per vent’anni”. In un momento in cui i risultati non aiutano, le parole infastidiscono la tifoseria che nel frattempo critica la politica alta dei prezzi allo stadio. Ma quando con la Vibonese nel giorno del ricordo di Massimo Capraro, il 19 dicembre, i prezzi son popolari lo stadio comunque conta poche presenze. In proporzione invece sorprende il numero di spettatori per le gare della squadra primavera che celebra un 2021 da favola. Dopo la ripresa del campionato, il 20 febbraio, gli Aquilotti volano fino al 14 giugno quando vincono il campionato 8 vittorie e 6 pareggi con 33 gol fatti e 12 subiti. Peccato che per uno strano regolamento non possano giocare le fasi nazionali, ma lo stesso tanti gioiellini emergono come Furina e Schimmenti, che però non trovano spazio in prima squadra per la stagione regolare.

La Primavera 3 di mister Spader festeggia sul manto dello stadio “Ceravolo” insieme alla presenza dei massimi organi dirigenziali la vittoria del campionato foto: Romana Monteverde /US Catanzaro 1929

Il tutto mentre la proprietà guarda dall’alto ma lascia che siano gli uomini messi all’apice a guidare la macchina, con la famiglia Noto pronta a mettere la benzina per farla andare avanti. Con un occhio sempre alla solidarietà. In tal senso da elogiare l’iniziativa di un’asta di beneficienza delle maglie dei calciatori, il cui ricavato è stato donato ad un’associazione del territorio durante una bella serata di unità e passione il 18 febbraio. Una idea tra le tante per far sentire la presenza, una maniera per dare voce ad una società, che come canta Ermal Meta, ha “un milione di cose da dirti”.

TU MI FAI IMPAZZIRE

Ciò che realmente c’è da dire, dopo questa cavalcata lunga 365 giorni è che il Catanzaro c’è, nonostante tutto. C’è sempre nella nostra vita quotidiana, nel bene e nel male ne fa parte. Ci fa provare sentimenti contrastanti ma sempre sentimenti ed è questo, ribadiamo ancora una volta, che ce lo fa amare. Il Catanzaro ci fa sentire vivi e per questo che amiamo ri…vivere quest’anno e siamo pronti al nuovo. Con rinnovato entusiasmo e una speranza senza fine. Che rischia magari di rimanere tale e soprattutto di farci uscire pazzi, in senso buono ma anche in senso malsano. Ma non ce ne frega, perché il Catanzaro è la nostra vita e per lui siamo disposti anche ad ammettere che “tu mi fai impazzire”. Ad maiora Catanzaro!

La curva “Massimo Capraro” foto: US Catanzaro 1929

Foto in evidenza: Romana Monteverde /US Catanzaro 1929

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