Dove (non) osano le aquile

In molti avranno visto il film “Dove osano le aquile” tratto dall’omonimo romanzo di Alistair MacLean. Facendo la parodia a questo titolo vogliamo sintetizzare ma con un significato opposto e quindi del tutto negativo le prestazioni delle ultime gare da parte del Catanzaro. Ci riferiamo in particolare ai secondi tempi di Campobasso e Padova (di Coppa Italia) ma soprattutto alla gara di ieri con la Vibonese. Se a Campobasso si sono tirati i remi in barca visto il doppio vantaggio, poi dimezzato dai molisani sul finire, in terra veneta sia pur contro un avversario forte i giallorossi avrebbero dovuto cercare di imporre il gioco forti della superiorità numerica avuta per oltre un tempo. L’atteggiamento rinunciatario contro i biancoscudati è motivato dal fatto di trovarsi al cospetto di un avversario quotato che infatti  sebbene in 10 uomini non ha per nulla fatto denotare questo handicap coprendo bene gli spazi e disponendosi ottimamente in campo. A dirla tutta sono stati proprio i veneti a creare i maggiori pericoli rischiando addirittura di aggiudicarsi la semifinale di andata della competizione nazionale di categoria. Patavini favoriti in questo appunto dall’atteggiamento rinunciatario del Catanzaro. L’augurio é che la rinuncia al gioco e quindi alla ricerca di aggiudicarsi la vittoria non si ritorca contro nella gara di ritorno in programma al “Ceravolo” il 19 gennaio. E passiamo alle note piú dolenti, il derby con la Vibonese. Gioco lento, manovre macchinose, poche conclusioni a rete. Si può così sintetizzare la gara contro la squadra del Presidente Caffo che, nonostante tutti i suoi evidenti limiti tecnici e di impostazione del gioco, ha rischiato addirittura di vincere grazie all’autogol di Martinelli. Una prestazione incolore per i giallorossi contrariamente a quella con il Foggia che ha segnato il debutto in panchina di mister Vivarini. La brutta gara disputata dalle Aquile non trova  giustificazione dal fatto che il nuovo tecnico ha a sua disposizione un organico ereditato dalla precedente guida tecnica, anche  perché il modulo tattico adottato è stato volutamente mantenuto  dopo l’esonero di Calabro. Nessun stravolgimento quindi, se non l’avete schierato Fazio, difensore naturale, come cursore di fascia destra di centrocampo al posto di Rolando denotando tutti i limiti che un difensore può avere non essendo abituato a svolgere la fase di impostazione. Il tardivo ingresso di Bayeye al suo posto non ha sortito gli effetti sperati e ciò dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che proprio su quella corsia é il limite maggiore di una formazione che comunque deve essere necessariamente puntellata anche in altre zone del campo. Difesa a parte che ci sembra il reparto più completo e affidabile, bisogna intervenire sulla mediana dove Cinelli per quel poco che ha giocato non ha dimostrato di essere il giocatore da tutti osannato e che sembra un lontano parente rispetto a quello che tanto bene ha fatto nel corso della sua recente esperienza al Vicenza. É piú che evidente la necessità di dotare la squadra di un vero e proprio regista capace di proporre il gioco, impostare le manovre e smarcare i compagni del reparto avanzato per essere messi nelle condizioni di concludere a rete. Anche in attacco le delusioni non mancano. Ci riferiamo a Cianci che ha dimostrato finora di non valere le parole e soprattutto il denaro speso per averlo. Ritornando alla gara con la Vibonese il non aver osato schierando in corso d’opera un tridente avanzato piuttosto che sostituire ( un attaccante (Cianci appunto) con un altro (Curiale) é un limite che ha evidenziato la mancanza di coraggio da parte del tecnico che contro una modestissima Vibonese (non ce ne vogliano gli amici rossoblù, ma la classifica parla chiaro), si sarebbe dovuto OSARE e soprattutto imporre il gioco con fraseggi veloci ad un tocco come quelli delle splendide azioni concluse con le reti al Campobasso (la prima in particolare) e al Foggia.  
Da giovedì mattina dopo la gara di Francavilla società, dirigenza e tecnico sono chiamati a programmare le scelte  da portare avanti in sede di calciomercato, secondo le indicazioni che lo stesso Vivarini darà. Decisioni dettate dall’esigenza di vedere il Catanzaro che il tecnico ha in mente e, crediamo noi, tenendo fede ala sua filosofia di gioco che prevede il modulo 4-3-1-2. 

Foto: US Catanzaro1929


Commenti

7 risposte a “Dove (non) osano le aquile”

  1. Avatar francesco
    francesco

    Ma ci rendiamo conto che a giugno parliamo del mercato estivo, a dicembre di quello di gennaio e dopo ogni sessione i risultati sono sempre quelli.Vi chiedo di riflettere su come si possa interrompere questo loop negativo. Io chiederei al presidente Noto di presenziare in prima persona in una delle trasmissioni web o televisiva e dialogare con giornalisti e tifosi per capire cosa sarà dell’Uesse quali prospettive

  2. Avatar Salvatore
    Salvatore

    Abbiamo fatto scappare quei calciatori che a Catanzaro non erano considerati e che sono diventati fenomeno in altre non abbiamo preso Ferrante scegliendo Zeman Furina e tanti altri giocatori lì abbiamo mandati fuori e intanto giochiamo con fenomeni che non lo sono perché altre squadre valorizzano i giovani e noi no? Signor Presidente gentilmente può darci una risposta? Grazie mille per la cortese attenzione

  3. Avatar Edoardo Mazza
    Edoardo Mazza

    Svanita l euforia del nuovo tecnico si torna nella mediocrità più. Sconcertante

  4. E’ vero che gli attaccanti devono essere serviti meglio, ma è anche vero che le poche occasioni vengono spesso sprecate in modo irritante. Infatti i nostri, chiamiamoli attaccanti, ogni tanto ricevono palloni in area molto invitanti da cross laterali o passaggi in verticale e in vece di tirare di primo acchito tentano sempre di controllare il pallone con uno o addirittura più tocchi a 3-4 metri dalla porta, consentendo alle difese avversarie di contrastare e togliere il pallone al nostro attaccante. Mi chiedo sempre perchè i nostri calciatori tirano poco in porta.

  5. Avatar Michelangelo
    Michelangelo

    Le ultime prestazioni, così come quelle con il precedente tecnico, hanno dimostrato la mancanza di un cursore di fascia destra, veloce, che sappia saltare nell’uno contro uno l”avversario e creare le condizioni di superiorità numerica e, contestualmente cogliere meglio le occasioni in contropiede. Ricordo alcuni giocatori, in passato, che oggi, con le dovute differenze, avrebbero fatto al caso: Gori, Nemo, Bagnato, Cristiani etc. E poi quello che ancora manca è un vero regista che organizzi e velocizzi le trame di gioco a favore degli attaccanti che, anche se gli stessi, non devono somigliare agli attuali Cianci e Vasquez; di Curiale, dopo l’occasionissima sprecata domenica, ne farei a meno, sostituendolo con un giovane di buona speranza, che potrebbe essere anche un attaccante delle attuali giovanili Giallorosse. Buona giornata a tutti

  6. A Francavilla mancherà l’ ex di turno….occasione migliore non poteva esserci per nuove soluzioni, in attesa dei ritocchi. Di certo in Mimmo Giampà è difficile da trovare……

  7. Avatar Giuseppe
    Giuseppe

    La cosa che mi intristisce di più è che non è mai decollato un progetto che finora la proprietà aveva pianificato, l’ultimo è questo, con due anni di contratto a Vivarini, non è per essere pessimisti, ma vedo solo cambiamenti che non portano a nulla di buono.

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