25 Maggio 2022

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Catanzaro – Foggia 2-0: analisi tecnico / tattica

scritto il: domenica, 05 Dicembre 2021 - 16:01

Tempo di lettura: 4 minuti

Vivarini bagna l’esordio con una vittoria che restituisce serenità all’ambiente giallorosso, diverse novità in chiave tattica. Più fluida e organizzata la manovra del Foggia che tuttavia non punge.

FORMAZIONI

Vivarini inizia il nuovo ciclo ripartendo dall’iniziale modulo di Calabro e quindi schierando i giallorossi con il 3-4-1-2 che tuttavia presentava qualche sostanziale novità con l’impiego di Fazio largo a destra nei quattro di centrocampo. Branduani in porta, Scognamillo DeSantis e Gatti in difesa, Fazio Wellbeck Verna e Vandeputte a centrocampo, Bombagi dietro le punte Vazquez e cianci.

Zeman ha confermato l’undici titolare ritrovando DiPasquale disponibile al centro della difesa per il 4-3-3 composto da Volpe fra i pali, Garattoni DiPasquale Sciacca e Nicoletti in difesa, Garofalo Peterman e Gallo in mediana, Tuzzo Ferrante e Curcio a comporre il tridente offensivo.

PRIMO TEMPO

La prima frazione di gioco è iniziata con la manovra decisamente più fluida del Foggia che tuttavia è riuscito a impensierire Branduani solo con una tagliente punizione di Curcio. Il Catanzaro ci ha messo un po’ a riorganizzare nello scacchiere tattico con Verna e Wellebck che a turno sono scesi per dar man forte alla costruzione del gioco raccogliendo il primo passaggio di De Santis.

Le occasioni migliori sono state quelle del Catanzaro che ha prima centrato il palo con Cianci che in tuffo ha colpito il palo e poi è passata in vantaggio con Vazquez che ha raccolto l’appoggio di petto di Cianci tirando il classico rigore in movimento sul quale nulla ha potuto Volpe.

Il Catanzaro disposto con il 3-4-1-2 ha sfruttato con maggior efficacia la corsia sinistra dove Vandeputte e Verna, cono scambi rapidi e profondi, sono stati messi in condizione di mettere in mezzo diversi palloni che la retroguardia ospite ha sventato non senza qualche difficoltà.

La linea di difesa a tre composta da Scognamillo DeSantis e Gatti ha sofferto principalmente sulle corsie esterne. A sinistra Curcio e Nicoletti (molto cresciuto dopo l’esperienza in giallorosso) hanno più volte trovato sovrapposizioni e recuperi vincenti, mentre a destra la velocità di Tuzzo ha messo in crisi Gatti. Il Foggia però non ha sfruttato questa condizione di vantaggio totalizzando solo un gran numero di traversoni fuori misura.

SECONDO TEMPO

Nella ripresa il Foggia ha iniziato subito con buona aggressività, ma è riuscito a rendersi pericoloso solo con un buon colpo di testa di Ferrante. Di contro il Catanzaro pur avendo un possesso palla inferiore ha avuto il merito di controllare bene gli avversari e tentare la ripartenza.

Poche le occasioni da rete, sfortunata la deviazione di Sciacca sulla punizione di Vandeputte che vale il raddoppio per i padroni di casa e il definitivo 2-0 che vede le aquile tornare al successo.

Zeman ha sfruttato tutti i cambi a disposizione iniziando con la sostituzione di Tuzzo e Garattoni per Mirkaj e Martino. Il giocatore di origini albanesi è apparso decisamente più in palla di Tuzzo ed è riuscito a dare buona dinamicità alle trame offensive. Più tardi sarà Rocca a sostituire Gallo senza tuttavia dare un valore aggiunto alla linea mediana.

In casa giallorossa i cambi sono arrivati tardi, intorno all’80esimo di gioco. È uscito Vazquez per uno scontro fortuito con DiPasquale (anch’egli sostituito) al suo posto è entrato Carlini, mentre Bearzotti ha rilevato uno stanchissimo Bombagi. Vivarini ha dunque deciso di rimodulare l’assetto schierando i suoi con il 4-4-2 e cercando di impedire il forcing finale dei satanelli che sono rimasti imbrigliati.

Nei minuti finali spazio anche per Curiale che prende il posto di un applauditissimo Cianci, sfortunato nell’occasione del palo colpito dopo pochi minuti di gioco ma assoluto protagonista dell’attacco giallorosso. Suo l’assist per Vazquez in occasione del primo gol e sue le numerose sponde per liberare Bombagi o lo stesso Vazquez.

CONSIDERAZIONI

C’era molta curiosità in casa giallorossa per i correttivi attesi dalla nuova guida tecnica. Com’era prevedibile Vivarini ha iniziato confermando lo scacchiere tattico di base, ma non è un’ipotesi remota il futuro passaggio alla difesa a quattro tanto cara al mister abruzzese.

Probabilmente il nuovo Catanzaro lo vedremo al termine del mercato di riparazione e dopo una buona fase di rodaggio per la linea d’attacco come per quella mediana.

Intanto le prime novità si sono registrate in difesa dove De Santis ha iniziato da centrale con Scognamillo a destra e Gatti a sinistra. Fazio è invece stato dirottato sulla corsia destra dove ha avuto qualche difficoltà. Per Lito una prestazione più che sufficiente con un’energica fase difensiva e qualche pregevole sortita offensiva.

La coppia Verna e Wellbeck è stata dunque confermata con maggiori compiti in fase di costruzione. A tal proposito, adesso la manovra non parte più dal difensore largo (con la passata gestione era Martinelli) bensì dai piedi di De Santis che cerca l’appoggio comodo a uno dei due centrocampisti centrali che si abbassano alternativamente.

Anche in attacco è vera rivoluzione. Iniziamo subito dalle due punte che occupano la stessa linea posizionale muovendosi dentro e fuori per creare corridoi utili dove inserirsi. La collaborazione fra le due punte è decisamente più funzionale, così come la posizione di Bombagi che si muove agilmente fra linee supportato dalla presenza della mezzala avanzata.

Il Catanzaro messo in campo da Vivarini non ha impressionato per il gioco, ma per la concretezza espressa. Non è mai semplice assimilare in fretta nuove geometrie e i giallorossi hanno badato al sodo sfruttando molto bene la corsia sinistra e aggredendo l’area con la necessaria cattiveria.

Vandeputte e Verna sono stati più volte lanciati nello spazio grazie agli interessanti inserimenti del terzo di difesa (nel caso specifico Gatti) oppure al movimento a venire incontro di Wellbeck. Più macchinoso lo sviluppo sulla corsia destra dove Fazio è stato riadattato dopo una lunga presenza in ben altra posizione.

Trovata la condizione di vantaggio si è cercato di arginare l’avversario con un baricentro basso e corridoi intasati. Per una buona parte della ripresa il match ha offerto pochi spunti in quanto i padroni di casa avevano deciso di mettere in cassaforte il risultato tentando solo qualche sortita in contropiede e un buon numero di falli tattici su Peterman.

Il Foggia di Zeman per lunghi tratti ha fatto la partita tenendo in mano il pallino del gioco, ma la tanto temuta consistenza offensiva del tridente d’attacco ha lasciato molto a desiderare. Troppi i traversoni fuori misura, pochissime le palle giocabili per Ferrante.

Le qualità del Foggia sul palleggio e la triangolazione nello stretto sono di buona fattura e hanno indotto il Catanzaro a non esercitare alcuna fase di pressing alto. Con pochissime marcature a uomo, i satanelli hanno dato maggior fluidità alla manovra, senza tuttavia trovare sbocchi negli ultimi venticinque metri.

Anche per il Foggia la catena sinistra è stata decisamente più incisiva di quella destra. Buona la prova di Curcio che si è speso molto per i compagni tentando anche una conclusione da fuori. Prestazione molto importante per l’ex Nicoletti, cresciuto molto tatticamente, Manuel ha dimostrato buona personalità nell’uno contro uno e un ottimo senso della posizione.

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