4 Dicembre 2021

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Analisi tecnico/ tattica: Turris – Catanzaro 1-0

scritto il: lunedì, 15 Novembre 2021 - 21:04

Tempo di lettura: 5 minuti

Caneo che doveva fare a meno di Longo e Tascone ha proposto il consueto 3-4-3 che vedeva Perina fra i pali, Lorenzini Manzi ed Esempio in difesa, Ghislandi Bordo Franco e Varutti a centrocampo con il tridente offensivo composto da Giannone Leonetti e Santaniello.

Calabro si è presentato con lo stesso undici della settima precedente ad eccezione di Gatti che ha preso il posto dello squalificato Scognamillo per il collaudatissimo 3-4-2-1 che vedeva Branduani in porta, Martinelli Fazio e Gatti in difesa, Tentardini, Welbeck Verna e Vandeputte a centrocampo, Carlini e Bombagi a supporto della prima punta Cianci.

PRIMO TEMPO

La Turris entra in campo decisamente aggressiva e nei primissimi minuti confeziona ben cinque azioni molto pericolose. Prima è Leonetti a superare con un sombrero Martinelli e tentare la botta al volo sulla quale si oppone Branduani, la sfera finisce sui piedi di Santaniello che allarga ancora per Leonetti che tenta il cross sul quale Branduani interviene ma la palla carambola colpendo il palo.

Un minuto più tardi con la Turris molto alta ci prova Esempio dalla distanza, Branduani devia in corner. Sugli sviluppi del calcio d’angolo è ancora Leonetti a svettare di testa ma la sfera termina alta.

Il Catanzaro prova a scuotersi ma è la Turris a sfruttare ancora una ripartenza sulla corsia sinistra con Santaniello che allarga per Varutti, tre passi e cross immediato per Leonetti che non ci arriva per un soffio. Trascorre un solo minuto ed è ancora Varutti a liberarsi sulla corsia sinistra trovando Giannone che con la porta spalancata manda di poco a lato.

Calabro si accorge delle difficoltà dei suoi, ma i correttivi servono solo a tamponare la verve dei padroni di casa. Carlini arretra per dar man forte a Verna e Wellbeck che non riescono a costruire gioco mentre Vandeputte si sposta a destra e Tentardini a sinistra.

Negli ultimi minuti la partita si fa nervosa e l’arbitro ricorre a qualche cartellino fra le proteste del pubblico, ci sarà ancora spazio per la seconda conclusione di Esempio con Branduani che controlla la sferra indirizzata fuori dallo specchio e infine un’ultima avvolgente azione della Turris con Giannone che perde l’occasione per tirare.

Catanzaro non pervenuto, Perina spettatore non pagante.

SECONDO TEMPO

Nella ripresa Calabro ha ridisegnato la squadra inserendo Bearzotti e togliendo Bombagi. Quindi Vandeputte è stato spostato mezzala e il Catanzaro si è disposto con il 3-4-1-2 riuscendo a prevalere nella zona mediana del campo. Il Belga tuttavia è stato sostituito al minuto 55 perché si è trovato ripetutamente a rischio di prendere il secondo giallo, cosi si è rivisto Risolo in mezzo al campo e Vazquez che ha sostituito Carlini.

Caneo ha capito che la spinta dei suoi era in fase terminale e per contrastare la manovra degli ospiti ha tolto Santaniello inserendo Loreto, disponendo così la Turris con un più equilibrato 4-4-2.

La girandola dei cambi ha dato ragione ai giallorossi, tuttavia chi ha continuato a rendersi pericoloso sotto porta sono stati i padroni di casa che hanno confezionato un’azione pericolosissima al minuto 52 quando Leonetti e Franco hanno dialogato nello stretto con Leonetti che invece di tirare ha preferito servire Franco la cui conclusione si è persa sul fondo.

Il nuovo assetto della Turris ha allargato le maglie giallorosse e prodotto un incremento del tasso di pericolosità sulla corsia centrale dove ancora Leonetti si è reso protagonista di un bello scambio con Varutti con taglio in area e passaggio di ritorno sul quale Branduani ha compiuto un miracolo.

Al minuto 76 la svolta, Giannone e Bordo fraseggiano nello stretto, il numero 10 scarica e riceve aggirando l’avversario quindi dal limite dell’area inventa un pallonetto con il piede sinistro mandando in visibilio il pubblico di casa.

Il Catanzaro reagisce subito e un minuto più tardi chiede un calcio di rigore per un atterramento di Lorenzini ai danni di Vazquez che era entrato in area con il difensore alle spalle. Per l’arbitro non ci sono gli estremi del penalty. Nei minuti conclusioni il giovanissimo Pavone supera Branduani in uscita ma si allunga la palla che termina fuori, poi a tempo scaduto Bayeye servito da Curiale non concretizza dal limite dell’area.

INTENSITA’, MERITI E DEMERITI

Mister Calabro aveva giustamente parlato di intensità ed è proprio questo il fattore che ha determinato la vittoria della Turris. I padroni di casa hanno costruito molto più degli ospiti, sfiorando la marcatura in moltissime occasioni mentre invece per il Catanzaro la prima e unica conclusione è arrivata al 70esimo dal piede del volenteroso Curiale.

Troppo netto il divario di occasioni per recriminare su un calcio di rigore che, nel caso di marcatura, avrebbe riequilibrato il conto numerico dei gol ma non quello della prestazione offerta in campo.

La prima frazione di gioco ha messo a nudo i punti deboli dell’intelaiatura del Catanzaro, che ha palesemente sofferto il tridente degli avversari, la velocità degli scambi e la marcatura a uomo sui due centrali. Ne ha risentito la costruzione dal basso, così come l’incisività sulle corsie dove Tentardini e Vandeputte hanno disputato la loro peggior partita per la difficoltà di trovare un compagno libero o pronto alla sovrapposizione.

La Turris ha avuto il merito di occupare tutte le zone del campo esercitando una pressione costante e dimostrando di saper far scivolare la palla sul sintetico con una padronanza di fraseggio che ha letteralmente mandato a vuoto la mediana giallorossa.

Verna e Wellbeck non sono riusciti a togliersi dai blocchi trovando l’uomo addosso ogni qual volta Fazio o Martinelli cercavano di dettare il primo passaggio. Nemmeno il ritorno di Carlini è valso a creare superiorità in mezzo al campo dove Franco e Bordo hanno avuto la capacità e il merito di impostare triangolazioni rapide con Ghislandi e Varutti accelerando la manovra in profondità.

Agevolata dal movimento a venire dentro e fuori dei due esterni d’attacco, Leonetti e Giannone, la Turris è riuscita a creare superiorità numerica nella trequarti mantenendo il controllo della sfera e cercando ripetutamente lo sviluppo sul fondo oppure il taglio in area.

Il Catanzaro ha cercato dapprima di invertire i due laterali di centrocampo, ma senza risultato. Successivamente ha rinforzato la mediana con l’ingresso di Risolo che è valso a ristabilire un minimo di costruzione ragionata, tuttavia i padroni di casa si sono disposti con il 4-4-2 ostruendo le linee di passaggio e intasando le corsie dove Bayeye e Bearzotti non hanno fatto la differenza.

La seconda parte della ripresa la Turris ha arretrato il baricentro cercando di colpire di rimessa, il Catanzaro si è proiettato in avanti senza riuscire a superare le due linee di difesa e non senza correre il rischio di subire la seconda marcatura.

ANALOGIE CON IL PASSATO

La Turris ha espresso gli stessi concetti di gioco che appartenevano al Catanzaro di Auteri, con annessi pregi e difetti di un impianto a tratti spettacolare e a tratti pericolosamente sbilanciato in avanti. Lo stesso Calabro imbrigliò il mago di Floridia con il classico 3-5-2 e il regista davanti la difesa, raddoppiando sugli esterni d’attacco e pressando a uomo sul portatore.

La presenza del miglior Cinelli in campo, rinunciando a uno fra Bombagi e Carlini, avrebbe impedito alla Turris di trovare un terminale offensivo dopo l’uno due corto nella trequarti. Inoltre in fase di ripartenza il Catanzaro avrebbe potuto sfruttare meglio le giocate nello spazio dove tuttavia oggi è mancata la quantità oltre che la qualità.

Al netto della condizione fisica e della prestazione dialcuni giocatori chiave, la sbandata dei primi quindici minuti richiedeva un deciso riassetto tattico che invece è stato operato dai padroni di casa nella seconda parte del match, dimostrando di saper ben interpretare le diverse fasi della gara nonostante la giovanissima età di alcuni elementi.

Ci sarà tempo e modo di prendersi la rivincita contro gli uomini di Caneo, nel frattempo è bene lavorare sulla distanza fra i reparti e soprattutto sulla collaborazione con gli interni di centrocampo che devono poter trovare linee di passaggio comode e non obbligate.

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