Il prossimo avversario: ACR Messina

Dopo quattro infernali anni nel dilettantismo, la città dello stretto ritorna in Lega Pro con una rosa completamente rivoluzionata e il primo avvicendamento in panchina. All’esonerato Sullo è subentrato Capuano.

UN PO’ DI STORIA

Il Messina è legato storicamente alla figura di Franco Scoglio, il professore nativo di Lipari, che negli anni 80 e 90 fece le fortune della società giallorossa conquistando la promozione in cadetteria e poi sfiorando la serie A. Sotto la sua guida si affermarono giocatori come Totò Schillaci.

In massima serie Scoglio ci arrivò qualche anno più tardi sulla panchina del Genoa, che nel tempo divenne quasi una seconda città natale finché pronunciò la famosa frase “morirò parlando del Genoa”. Una sfortunata profezia che si avverò nel corso di una trasmissione televisiva nell’ottobre del 2005, quando il tecnico fu stroncato da un infarto in seguito a un animato dibattito con l’allora presidente rossoblu Enrico Preziosi.

Questa sua doppia “cittadinanza” fu anche motivo di discussione in seno alla tifoseria messinese quando si decise di intitolare lo stadio San Filippo alla memoria del compianto professor Scoglio. Fra i soliti distinguo si arrivò così a una mediazione: lo stadio oggi è il San Filippo – Franco Scoglio.

Un altro nome eccellente che ha fatto la storia del Messina corrisponde a quello di Bortolo Mutti, che nei primi anni 2000 conquistò la serie A. La società sfiorò addirittura un posto valido per la coppa uefa, poi iniziò un lento declino: prima il ripescaggio in massima serie al posto della Juventus retrocessa d’ufficio, poi la retrocessione, quindi il fallimento e la ripartenza dalla serie D.

A oltre 15 anni dall’apice del successo, la società peloritana vive ancora nell’anonimato. Nella stagione in corsosi fatica a restare al passo delle agguerrite concorrenti del girone C della terza serie.

IL TECNICO

Inizialmente si era deciso di affidarsi a Sasà Sullo per affrontare la stagione, ma una sconfortante serie negativa ha indotto il DS Argurio a ingaggiare Eziolino Capuano che torna a Messina dopo 11 anni, quando il matrimonio con la società dello stretto fu bruscamente interrotto nel giro di una settimana perché la società non voleva chiedere il ripescaggio nell’allora C2.

L’esperto Capuano esordisce contro il Potenza, la sua ultima panchina, conquistando un’importante vittoria in trasferta che restituisce entusiasmo all’ambiente. Poi un pari casalingo contro la Vibonese, la sconfitta contro la Juve Stabia e poi nuovamente la vittoria fra le mura amiche ai danni del Campobasso.

La cura Capuano inizia a vedersi. Non è solo questione di sistema di gioco (Sullo adottava il 4-4-2 mentre Capuano opta per il 3-5-2) ma soprattutto di mentalità e dedizione al lavoro.

Il tecnico ha lavorato molto sull’equilibrio dei reparti, sul concetto di accorciare in avanti e la squadra sembra aver recepito i dettami del tecnico nonostante l’età media della rosa sia la più bassa del girone.

LA ROSA

Capuano ha rivolto numerosi complimenti al DS Argurio per come è stata costruita la rosa che si è presentata ai nastri di partenza con alcune buone individualità che adesso il nuovo mister cercherà di sfruttare al meglio.

Avendo scelto di passare al 3-5-2 Capuano è stato costretto a posizionare Sarzi Puttini come laterale di centrocampo, mentre in difesa sono rimasti capitan Carillo affiancato da Morelli e Celic. Non sono espertissimi della categoria, ma con fisicità a grinta riescono a mantenere una linea sufficiente alta per coordinare meglio la fase di costruzione.

Il centrocampo è il reparto più complicato. Certa la presenza di Simonetti e Damian nel ruolo di mezzali, meno precisa l’indicazione del play basso con Fofana e Konate a giocarsi il posto da titolare. Anche sulla corsia destra non ci sono titolari fissi, ma una serie di rotazioni sperimentali che Capuano sta vagliando per trovare la quadra.

In attacco la coppia consolidata risponde ai nomi di Adorante e Vukisic con Baldè seconda scelta e Russo che da esterno d’attacco viene impiegato in luogo di Sarzi Puttini sulla corsia sinistra del centrocampo. Ancora indisponibile il serbo Milinkovic.

Foto: Francesco Saya/ ACR Messina


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