Analisi tecnico/ tattica: Catanzaro – Taranto 3-0

Un Catanzaro travolgente rifila un secco 3-0 al Taranto, che subisce in 90 minuti tanti gol quanti ne aveva presi nelle precedenti gare. Vandeputte il migliore dei suoi, per il giovanissimo Ferrara prestazione super.

FORMAZIONI

Calabro ha confermato la formazione vista sette giorni prima schierando i suoi con il nuovo assetto tattico 3-4-2-1 che vede Branduani in porta, Scognamillo Fazio e Martinelli in difesa, Rolando, Verna, Welbeck e Vandeputte a centrocampo, Bombagi e Carlini dietro Cianci.

Laterza ha confermato il collaudato 4-3-3 con l’unica novità di Labriola al posto di Bellocq. In porta Chiorra con Riccardi Zullo Benassai e Ferrara in difesa, Marsili nel ruolo di play affiancato da Labriola e Civilleri, davanti il tridente formato dagli esterni Giovinco e Pacilli con la prima punta Saraniti.

PRIMO TEMPO

Il Catanzaro ha iniziato la partita a ritmi tambureggianti mettendo alle corde la difesa ospite che ha fatto una gran fatica a costruire dal basso. Pressing alto, primi sulle seconde palle, i giallorossi hanno impedito agli ospiti di manovrare sulle corsie laterali e sfruttando le palle in uscita si sono resi pericolosi.

Già al quinto minuto Bombagi in aggressione su Marsili ruba palla e calcia a rete, Cianci raccoglie la ribattuta e va in gol, ma il guardalinee alza la bandiera. È stata la prima avvisaglia di come Calabro aveva preparato la partita sorprendendo il giovane La Terza.

Pochi minuti più tardi il Taranto prova a colpire in ripartenza lanciando Giovinco su cui recupera con una diagonale perfetta Martinelli, palla lunga per Vandeputte e immediato capovolgimento di fronte con il belga che prova il tiro a giro. Anche in questo caso siamo solo all’antipasto di quello che combinerà il numero 23 giallorosso nel corso del match.

I due tecnici si studiano, cercando di aggiustare qualcosa in corsa. Calabro intima a Verna di alzare il raggio d’azione, La Terza chiede a Pacilli di andare in pressione su Carlini tutte le volte che si abbassa. È una partita a scacchi che la difesa rossoblu interpreta malamente perdendosi in errori tecnici e appoggi sbagliati che fomentano l’intensità del Catanzaro.

Intorno alla mezz’ora accade tutto: siamo nella fase di miglior espressione del Taranto, Giovinco conquista un calcio da fermo da buona posizione, mala barriera devia in angolo. Due minuti più tardi il Catanzaro riconquista palla, apertura per Vandeputte che prova ancora da fuori area, Chiorra respinge ma Cianci è più lesto di tutti e insacca l’1-0.

Le lancette dell’orologio non finiscono un giro completo che il Catanzaro approfitta di un’ennesima ripartenza con Carlini che apre per Vandeputte. Il belga si porta a spasso Riccardi e prova ancora il tiro a giro. Questa volta la palla s’insacca nell’angolo più lontano per il 2-0.

Il Taranto accusa il colpo, cerca di riordinare le idee ma senza costrutto. Allo scadere Marsili lancia in area per Saraniti che sorprende la difesa avversaria e tira al volo, ma l’estremo baluardo giallorosso devia in angolo.

SECONDO TEMPO

Nella ripresa il Catanzaro abbassa i ritmi di gioco concedendo più spazio agli avversari che però non approfittano di due buone occasioni prima con Ferrara che si era creato lo spazio sulla sinistra ma il suo cross viene deviato in angolo e poi con Saraniti che dal vertice dell’area piccola ciabatta malamente.

Al 60esimo La Terza manda in campo Bellocq e Santarpia al posto di Labriola e Civilleri modificando l’assetto in un 4-2-3-1 con Marsili e Bellocq in mediana, Giovinco, Santarpia e Pacilli dietro la punta Saraniti. Il Catanzaro aveva sostituito Cianci con Vazquez a inizio ripresa.

L’inerzia del match non cambia, il Catanzaro pur con meno intensità continua a restare alto ma si espone pericolosamente alle ripartenze del Taranto che fraseggia nello stretto con sempre più convinzione.

Per qualche minuto si assiste a un batti e ribatti con un’occasione per parte. Bombagi colpisce la traversa dopo l’ennesimo cross di Rolando (bella azione nata dalla difesa con apertura di Carlini per Rolando), Giovinco impegna severamente Branduani che devia in angolo.

Calabro decide che è arrivato il momento di far rifiatare Carlini (al suo posto Porcino) mentre La Terza mette dentro Mastromonaco per Pacilli. La partita rimane aperta, ci prova ancora Giovinco ma il suo tiro è deviato in angolo da Wellbeck, poi sono Porcino e Vandeputte a triangolare sulla sinistra con cross teso che Vazquez non sfrutta a dovere.

La punta giallorossa decide che è tempo di chiudere la partita e si fa atterrare in area. Intelligentemente Vazquez sfrutta la giornata no di un Riccardi molto impacciato e poi si frappone fra Benassai e la sfera procurandosi il penalty. Ingenuità dei difensori rossoblu che costa il rigore e il definitivo 3-0.

Negli ultimi dieci minuti entrano Curiale e Cinelli, ma la partita ha già detto tutto.

IL TARANTO

Il 3-0 finale ci sta tutto per quanto visto in campo, tuttavia la squadra agli ordini di La Terza conserva comunque una buona impronta di gioco e una discreta capacità di fraseggio nello stretto.

Per quanto avesse subito appena 3 reti in 8 gare, oggi è la linea di difesa il reparto più deficitario. Troppo leggera la presenza di Riccardi, poco dinamico il dialogo di Zullo e Benessai con Marsili. L’unico che si salva è il giovanissimo Ferrara che in più occasioni ha sprintato fra le maglie giallorosse con buona personalità.

I rossoblu hanno sofferto in difesa. Il primo passaggio faticava ad uscire e il problema principale era dovuto alla staticità di Civilleri, che a più riprese è apparso goffo, oltre che all’inesperienza di Labriola. Per giocare con il 4-3-3 la fase di costruzione necessita del supporto degli esterni di attacco che devono abbassarsi e proporsi con maggior convinzione.

Il Taranto ha provato a saltare il centrocampo giallorosso sia con qualche lancio nello spazio per Saraniti e sia mettendo più rapidità negli scambi stretti. Nel primo caso ha raccolto poco, nel secondo si è esposto alle ripartenze che hanno allungato i reparti.

IL CATANZARO 2.0

Emblematica a fine gara la dichiarazione di Calabro che ai microfoni di elevensport ammette di aver cambiato i piani di gioco rispetto a quanto aveva pensato in estate. In effetti il Catanzaro 2.0 appare decisamente più in palla e meglio disposto in campo.

Non c’è più la figura del play basso, bensì quella dei due incontristi Verna e Wellbeck che se proprio non riescono a costruire poco male perché Carlini torna, raccoglie e imposta. E il gioco è fatto.

E l’interno di squilibrio? Quel ruolo se vogliamo c’è ancora, ma è stato alleggerito dal carico dei compiti inizialmente previsti e questo perché metà delle cose che prima faceva solo Carlini adesso sono affidate a Bombagi. I due si completano attivamente, infatti quando Carlini si abbassa per impostare c’è Bombagi pronto a muoversi fra le linee per aprire lo spazio all’inserimento delle mezzali.

L’esperimento funziona perché toglie punti di riferimento ai marcatori avversari, che non seguono l’uomo ma lo sviluppo della manovra. Sviluppo che vede uno indietreggiare e due avanzare più un quarto muoversi orizzontalmente, un bel rompicapo tattico per gli avversari che prestano il fianco inseguendo posizioni che si invertono rapidamente.

E quando diciamo prestare il fianco lo intendiamo letteralmente, infatti il Catanzaro attira gli avversari centralmente per poi aprire sulle fasce dove Vandeputte e Rolando non saranno due autentici cursori ma fanno sentire la loro presenza proponendosi con grande continuità. In loro supporto le due mezzali che fanno tanto gioco di sponda e creano spazio.

Nello spazio si inseriscono Bombagi e Carlini (solito motorino infaticabile) e se gli spazi sono ancora chiusi allora i due si portano via l’uomo aprendo il corridoio per le mezzali che nel frattempo si muovono dentro e fuori. Detta così fa venire il mal di testa d’accordo, ma è proprio ciò che accade in campo agli avversari.

IL NUOVO ASSETTO

il modulo non è più il vecchio e compassato 3-5-2 che aveva fatto insorgere la piazza dopo solo sei giornate, adesso è un 3-4-2-1 a trazione integrale con Carlini e Bombagi che fanno un gran lavoro di sacrificio, gli interni di centrocampo Wellbeck e Verna (“Sali SaliSali” gridava Calabro) spingono tantissimo, gli esterni Rolando e Vandeputte affondano come lama nel burro.

Anche la punta Cianci ha il suo bel da fare perché non si limita ad aspettare palla in area, ma al contrario viene incontro spalle alla porta, sfrutta i trequartisti per il dai e vai e spesso finisce per non essere nemmeno il vero protagonista dell’area di rigore. Paradossalmente oggi ha segnato solo su ribattuta del portiere.

Quello di Cianci non è un vero problema, ma solo una questione di sacrificio che porta per esempio Vandeputtead avere più chances di tirare in portadello stesso Cianci. Strano vero?

E veniamo al belga. Ormai è diventato uno dei punti fermi della truppa giallorossa e questo perché svolge egregiamente qualsiasi ruolo Calabro decida. Da esterno di centrocampo non salta l’uomo, ma aggredisce lo spazio verticalmente oppure frena improvvisamente per accentrarsi. Il gol del 2-0 con il tiro a giro l’aveva già provato avendo letto in anticipo la difficoltà di marcatura di Riccardi e Zullo.

Infine il pacchetto arretrato. Il Taranto si era presentato con la difesa meno battuta del campionato, lo scettro è passato nelle mani di Fazio & Co. Ha riproposto Martinelli e Scognamillo nelle posizioni già occupate nelle due sfide precedenti a quella di oggi.

Chiunque al posto di Calabro sarebbe stato in pensiero per il trattamento che Scognamillo avrebbe riservato a Giovinco e allora ben venga la capacità dei due marcantoni giallorossi di garantire la medesima qualità anche su corsie opposte.

Non era facile controllare i guizzi del piccolo ex fantasista giallorosso e in effetti qualche sbavatura di Martinelli si è vista, qualche errore di valutazione c’è stato. Ma come anticipato nel prossimo avversario i fantasisti come Giovinco sono croce e delizia. Possono illuminare il gioco, ma non possono far tutto da soli.

Intelligenza tattica e cattiveria, queste sono le aquile.


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