28 Ottobre 2021

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Catanzaro – Catania 1-1 – le pagelle

scritto il: martedì, 28 Settembre 2021 - 09:00

Tempo di lettura: 3 minuti

Branduani 6 – Nulla può sulla splendida punizione che, all’11’, porta in vantaggio il Catania. Fra l’altro, probabilmente, non vede partire il tiro. Non particolarmente impegnato nel resto della sfida, sbriga bene l’ordinaria amministrazione.

Scognamillo 5,5 – In difficoltà, nel primo tempo, quando Russini agisce nella sua zona, fra l’altro talvolta portandolo fuori dalla medesima. Cresce nella ripresa, quando un po’ tutta la squadra etnea abbassa i ritmi, badando soprattutto a difendersi.

Fazio 6,5 – Come di consueto, grintoso, e protagonista di buone chiusure. Perdonabile la circostanza in cui  esce con troppa foga  dal pacchetto arretrato.

Martinelli 6,25 – Concede poco o nulla agli avversari che transitano nella sua zona, dimostrando sempre sicurezza ed attenzione. Per converso, almeno due preziosismi evitabilissimi ed un tiraccio, nella prima frazione, da distanza siderale, che termina altissimo sulla traversa. Tanti palloni serviti in profondità non sortiscono alcun effetto.

Bearzotti 5– Sostituisce l’infortunato Rolando, facendolo rimpiangere non poco. Difatti, la sua spinta, sebbene abbastanza costante, produce decisamente poco.

Verna 5,5– Primi 20 minuti da incubo, con i centrocampisti avversari che riescono sempre a sottrarsi alle sue capacità di interdizione. Cresce nella seconda parte del primo tempo, riuscendo a trovare buona posizione e recuperando qualche pallone. Inesistente in sede di costruzione della manovra, in cui paga lentezza ed imprecisione.

Risolo 5 – Incapace di regalare geometrie, tenta di farsi sentire almeno in fase di rottura del gioco etneo, ma con risultati assolutamente modesti.

Porcino 5,5 –Si propone con una certa frequenza sulla corsia, ma trovando quasi sempre la strada sbarrata dalla buonissima disposizione difensiva preparata da Baldini, allenatore del Catania. Un suo tentativo di conclusione, nella ripresa, con il destro, è respinto dal portiere ospite con qualche difficoltà.

Carlini 6 – Trequartista della squadra, ma per larghi tratti della sfida regista della medesima. Non particolarmente propenso al secondo ruolo, finisce quasi sempre per perdere almeno un tempo di gioco, rallentando la manovra. Trasforma egregiamente il calcio di rigore (inesistente) che regala il pareggio in momento particolarmente complicato.

Bombagi 4 – Sceso sul terreno di gioco con il desiderio di stupire, finisce per perdersi nelle sue stesse velleità. Prestazione da dimenticare in fretta.

Vázquez 6– Si muove benino, soprattutto nella seconda metà del primo tempo, in cui crea un paio di grattacapi al portiere ed alla difesa ospiti. Prestazione più anonima nella ripresa, durante la quale i compagni lo servono poco e male. Soltanto una conclusione, non violentissima, respinta abbastanza agevolmente dai difensori ospiti.

Vandeputte 6,25– Avvicenda Risolo al minuto 53, sistemandosi nel ruolo, tanto caro a Mister Calabro, di mezzala di squilibrio, con Carlini dirottato a playmaker. Regala qualche giocata e si rende anche protagonista di una buona sovrapposizione sulla sinistra, conclusa con traversone interessante, purtroppo non sfruttato. Un suo colpo di testa è fortunosamente respinto da Calapai.

Welbeck 6,25 – Rileva Verna poco dopo l’ora di gioco, surrogandone bene i compiti di interdizione, e mostrandosi più rapido e preciso, rispetto al compagno, nella trasmissione della sfera.

Cianci 5–Sostituisce Bombagi al minuto 63, ma dimostra di essere ancora molto lontano da una accettabile condizione. Rimedia subitoun cartellino giallo e mai riesce a preoccupare seriamente la difesa etnea. A sua attenuante, i pochissimi servizi da parte dei compagni.

Tentardini e Curiale S.V. – Circa un quarto d’ora nel finale di match, in luogo, rispettivamente, di Porcino e Vázquez. Poco per poter essere giudicati

Antonio Calabro 4,5– Si può anche far finta di niente, limitarsi a fare i tifosi ad oltranza, ma la verità è una soltanto: il Catanzaro non ha gioco e la responsabilità non può essere attribuita agli interpreti. Il centrocampo è pressoché inesistente in fase di costruzione, al punto che risulta impossibile osservare tre passaggi consecutivi, magari seguiti da un’invenzione che favorisca l’attacco. Al contrario, la squadra deve sovente affidarsi ai lanci lunghi, ovviamente spesso preda dei difensori avversari. Il modulo rimane sempre identico, qualunque sia l’andamento della sfida: 3-5-2 (e 5-4-1 in fase di non possesso), con laterali che soltanto di rado ricevono supporto dalle mezze ali, e dunque si trovano da soli contro numero doppio di avversari. La sistematica proposizione della mezzala di squilibrio non produce alcun effetto, atteso che l’idea è ormai nota a tutti i tecnici avversari, e quindi facilmente aggirabile con chiusura dello spazio di manovra del calciatore che ricopre quel ruolo. E poco importa se l’interprete si chiama (in ordine alfabetico) Bombagi, Carlini, Ortisi o Vandeputte: è il modello a non funzionare, se non molto molto raramente. Da salvare, contro il Catania, una manciata di minuti a buon ritmo dopo il pareggio fortunosamente ottenuto, ed un secondo tempo in cui si è rischiato quasi nulla (ma prodotto altrettanto). Poco, troppo poco, per salvare il tecnico da un altro giudizio molto negativo.

Foto: US Catanzaro 1929

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