28 Ottobre 2021

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Analisi tecnico/ tattica: Catanzaro – Catania 1-1

scritto il: martedì, 28 Settembre 2021 - 08:32

Tempo di lettura: 5 minuti

Il Catanzaro e il Catania si dividono la posta in palio al termine di un match ad alta tensione. Primo tempo scoppiettante, ripresa deludente. Pari giusto.

FORMAZIONI

Qualche novità fra le fila del Catanzaro. Dal primo minuto si sono visti Bearzotti e Bombagi, che sono stati scelti da Calabro per dar seguito al forfait di Rolando (botta in allenamento) e l’esigenza di far rifiatare Vandeputte. L’undici giallorosso, disposto con il consueto 3-5-2, vedeva dunque Branduani in porta, Scognamillo, Fazio e Martinelli in difesa, Bearzotti Verna Risolo Bombagi e Porcino a centrocampo, Carlini e Vazquez in avanti.

Qualche assenza importante anche nelle fila del Catania che è sceso in campo orfano di Ceccarelli e Stancampiano. Baldini ha inoltro sorpreso i più schierando dal primo minuto ben cinque elementi fin qui poco utilizzati (Zanchi Russini Piccolo Greco e Moro). Il 4-2-3-1 vedeva Sala fra i pali, Calapai, Ercolani, Monteagudo e Zanchi in difesa, Maldonado e Provenzano in mediana, Piccolo Greco e Russini dietro la punta Moro.

PRIMO TEMPO

Nella prima frazione di gioco Catanzaro e Catania si sono affrontate a viso aperto cercando di tenere il baricentro alto e correndo il rischio di sbilanciarsi. Proprio lo sbilanciamento dei reparti ha fatto sì che da ambo le parti si cercasse una rapida verticalizzazione.

Ha iniziato meglio il Catania con una buona fase di pressing e una serie di apprezzabili scambi di prima. Gli uomini di Baldini hanno cercato di sfruttare la grande velocità di Russini e la tecnica di Greco, quest’ultimo ha svariato su tutto il fronte offensivo inserendosi fra le linee senza fornire punti di riferimento.

Il più pericoloso degli ospiti è stato proprio Russini, che nell’arco di due minuti ha prima tirato di poco alto in seguito una rapida ripartenza innescata da Provenzano e poi ha realizzato il momentaneo vantaggio su calcio di punizione (decretato dall’arbitro per fallo di Scognamillo sullo stesso Russini).

Frastornato, senza una vera cabina di regia, il Catanzaro ha reagito in modo confusionario. La linea di difesa ha provato a improvvisare qualche palla in verticale finché al 20esimo un innocuo traversone di Porcino è stato deviato con il braccio da Calapai. Dal dischetto Carlini ha spiazzato Sala.

A metà del primo tempo e con il risultato in parità, i padroni di casa sono saliti in cattedra macinando più gioco degli avversari. La fase di pressing dei giallorossi ha messo non poche difficoltà alla retroguardia ospite che in almeno un paio di occasioni si è esposta a pericolose transizioni negative che hanno visto prima Vazquez e poi Bombagi impegnare l’estremo difensore del Catania.

Da sottolineare il grande cuore di Carlini che ha preso in mano la squadra facendo salire i giri del motore. Vazquez il più pericoloso, ha fallito un’occasione colossale quando ha incornato su calcio d’angolo mandando la palla a fil di palo.

SECONDO TEMPO

La ripresa ha offerto pochissime emozioni. Gli ospiti hanno abbassato il baricentro chiudendosi bene, il Catanzaro ha messo tutto quello che aveva ma senza trovare la via del gol.

Le occasioni più pericolose sono nate dalla corsia destra e più precisamente dai piedi di Bearzotti e Vandeputte (quest’ultimo spostato a destra dopo una serie di avvicendamenti), ma la difesa ospite è riuscita comunque a far muro.

Alle conclusioni di Vazquez, Wellbeck e Porcino ha risposto Izco nell’unica occasione in cui gli ospiti sono riusciti ad affacciarsi pericolosamente nella metà campo giallorossa.

La solita girandola dei cambi non ha dato nessun valore aggiunto al match, che si è trascinato fino al 96esimo con una serie di cartellini gialli dovuti soprattutto alla tensione. Dopo una manciata di minuti Calabro manda in campo Vandeputte al posto di Risolo, arretrando Carlini in cabina di regia e portando Bombagi a ridosso di Vazquez.

Pochi minuti più tardi entreranno Cianci e Wellbeck al posto di Bombagi e Verna. Il Catanzaro con due punte vere concretizza le azioni più pericolose (tiro centrale di Vazquez e conclusione al volo di Porcino). Il successivo ingresso di Curiale al posto di Vazquez avverrà nella fase di stanca del match.

Baldini ha invece optato per cambi ruolo per ruolo mandando in campo forze fresche per tenere alta l’asticella dell’attenzione nella fase di interdizione e riconquista. Oltre al cambio dell’intero pacchetto offensivo (ingressi di Biondi RosaiaRussotto e Moro), la mossa decisiva è stata quella di Izco perché ha consentito ai suoi di alleggerire la pressione mettendo un po’ di ordine a centrocampo.

IL CATANIA

Alla squadra di Baldini servivano punti per il morale prima ancora che per la classifica. Data la non facile situazione societaria e l’impossibilità di investimenti corposi, bisogna guardare al bicchiere mezzo pieno e alla generosa prestazione di una squadra che di sicuro non si risparmia.

La buona prova di Greco e Moro, anche se sono un po’ calati sulla distanza, deve essere un punto di partenza. La capacità di Russini e Piccolo di non far sentire la mancanza dei titolari (Russotto e Ceccarelli) è un segnale importante di una squadra che ha il potenziale per far bene in campionato.

Baldini usa tutte le frecce a disposizione e lo fa con intelligenza, da un lato non stravolge l’assetto tattico e dall’altro effettua cambi azzeccati che consentono alla squadra di reggere fino al termine della partita, conservando peraltro qualche piccola chances di strappare l’intera posta in palio.

La costruzione dal basso appare sufficientemente valida, Maldonado e Provenzano trovano linee di passaggio verticali con una certa continuità. A far da contrappeso ci pensa la scarsa reattività nel trovare soluzioni efficaci quando la pressione avversaria mette alle corde i terzini, che tra l’altro non buttano via un pallone, talvolta prendendosi rischi inutili.

E qui ritorna il problema principale del Catania che è rappresentato dalle catene laterali. Calapai e Zanchi non spingono più di tanto, il loro raggio d’azione resta confinato alla fase di copertura. Per quanto si muova Greco e per quanto ficcante possa essere la discesa di Russini e Piccolo, il gioco sulle corsie laterali è di facile lettura.

Decisamente più interessanti sono invece i movimenti a venire incontro dei trequartisti, che cambiano spesso la posizione togliendo punti di riferimento. Volenteroso ma modesto il contributo della punta Moro, che impatta contro gli esperti difensori giallorossi.

IL CATANZARO

Malato cronico di pareggite acuta, il Catanzaro è ancora alla ricerca della propria identità. Il campionato è appena iniziato e non ci sono squadre in fuga, ma prima di guardare alla vetta della classifica occorre far quadrato sulla situazione attuale e cercare di uscire dall’impasse.

Mancando Cinelli tocca a Risolo occupare la cabina di regia, ma qualcosa non funziona e lo si nota chiaramente nella fase iniziale del match. Nella ripresa Calabro schiera Carlini davanti la difesa, inoltre toglie Verna e Bombagi per giocarsi il tutto per tutto con due punte (prima Cianci e Vazquez, poi Cianci e Curiale).

Quello con due punte è il miglior Catanzaro di giornata, una squadra capace di riversarsi in avanti costringendo l’avversario a rintanarsi. Vazquez trova lo spazio per tirare, Bearzotti trova il modo di proporsi e crossare, Porcino trova il modo di concludere al volo, Wellbeck trova il modo di tirare dalla distanza.

Tutto molto bello, ci voleva tanto? forse si, resta il fatto che mister Calabro nelle dichiarazioni pre-partita ha parlato di una rosa costruita per un certo tipo di gioco e il timore diffuso nell’ambiente è che il mister non intenda fare alcun passo indietro.

Ha senso insistere con la stessa impostazione se il gioco espresso fino ad oggi non è funzionale? Dobbiamo credere che andremo avanti cosi sfruttando Carlini in tutte le zone del campo?

Domande che forse resteranno senza risposta, quando ormai appare evidente quanto il Catanzaro di questi tempi sia Carlini dipendente. Però di Carlini ce n’è uno solo e, se la memoria non ci inganna, sul finire della passata stagione non era più il calciatore che ricordavamo. Preserviamolo finché è dei nostri.

I nodi da sciogliere sono dunque due: chi fa il regista e chi gioca davanti. Due indizi sono una coincidenza, tre diventano una prova. Questa squadra con un regista di spessore e due punte può fare molto meglio.

Un discorso a parte merita la linea di difesa che rappresenta il vero baluardo giallorosso. Se da un lato i difensori sono da applaudire per le capacità tecniche dimostrate, dall’altro traspare un’eccessiva tensione frutto di una situazione di scarsa serenità.

Le difficoltà della squadra comportano anche dei risvolti negativi nell’atteggiamento e in particolar modo in quello dei difensori che continuano a collezionare cartellini gialli, talvolta scioccamente. Prima di entrare in uno di quei tunnel che società e tifosi conoscono bene, non sarà il caso di lavorare sulla testa dei giocatori?

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