Il prossimo avversario – Catania

Il Catania è passato in pochi anni dal sogno europeo alla più modesta realtà della terza serie.

Investimenti poco lungimiranti, e l’amara scoperta di un campionato difficilissimo da vincere, hanno messo alle corde il club etneo che ancora oggi sta cercando di sciogliere la complicata matassa dei problemi economici.

STIAMO LAVORANDO PER VOI

La rosa è stata allestita cercando una equilibrata via di mezzo fra le aspettative dei tifosi e le reali capacità societarie, nell’intento di onorare la stagione calcistica e con la piena consapevolezza che le fondamenta di un nuovo corso richiedono tempo… e pazienza.

Come quei cartelli che avvisano della presenza di un cantiere, la scritta “stiamo lavorando per voi” è oggi la cartina tornasole di una piazza ambiziosa, che fatica a credere quanto sia complicato uscire dal pantano della serie C per via dell’abissale rapporto fra uscite ed entrate.

Al problema economico va poi aggiunto anche gli aspetti più prettamente legato al calcio, cioè quelle capacità tecniche e quelle doti umane che consentono di stare al passo delle numerose e blasonate concorrenti del girone.

Le stagioni non si vincono per caso e quasi mai solo con i soldi. Serve l’esperienza, il cuore e anche una buona dose di fortuna.

IL TECNICO

Alla guida della squadra è stato confermato Baldini, subentrato in corsa nella passata stagione dopo l’esonero di Raffaele. Un segnale positivo per la società rosazzurra, soprattutto dopo l’escalation di risultati conquistati dal Catania nelle ultime sette giornate di campionato (5 vittore, 1 pari e 1 sconfitta).

Il percorso di Baldini allenatore è stato uno strano saliscendi fra la serie C, la serie D, le giovanili della Roma, l’under 19 della Juventus, la serie B e poi nuovamente in serie C. Di sicuro un bagaglio di esperienze molto interessanti, tuttavia oggi è chiamato a dimostrare di esser capace di saper spiccare finalmente il volo.

Il suo modulo preferito è il 4-3-2-1 (o albero di natale), che ci riporta indietro di molti anni e più precisamente a quando Ancelotti con il Milan conquistò il tetto del mondo. Impresa ardua per chiunque, ma Baldini nel suo piccolo ci vuol provare e noi gli auguriamo di riuscire a incastrare i pezzi del puzzle.

Da appassionati di calcio sappiamo quanto sia difficile limare le caratteristiche dei propri giocatori. Ed è proprio una questione di caratteristiche ciò che determina la buona riuscita di un modulo piuttosto che di un altro.

COME GIOCA IL CATANIA

Le prime giornate di campionato non si sono rivelate all’altezza delle aspettative. Una vittoria e tre sconfitte sono un magro bottino per il Catania che dopo aver incassato la prima sconfitta casalinga ad opera del Bari (sconfitta maturata in pieno recupero) è adesso chiamata alla difficilissima trasferta contro il Catanzaro.

Nel 4-3-2-1 di Baldini bisognerà trovare la quadra a centrocampo, riuscire a costruire catene laterali sufficientemente efficaci, fornire ai due trequartisti l’indispensabile supporto dei compagni per allargare il gioco e dare profondità alla manovra.

Ad oggi sono dunque diverse le problematiche che il mister deve risolvere. Iniziamo dalla linea di difesa dove sono stati maggiormente impiegati Calapai Monteagudo Ercolani e Pinto. I due terzini non riescono a dare molta profondità, complice anche un’intesa non ancora sufficiente con le mezzali. La spinta sulle corsie per ora è debole.

Sulla linea mediana troviamo Provenzano Maldonado e Rosaia. Forse non al meglio della condizione, il play Maldonado appare ancora discontinuo nel rendimento. Durante il match alterna fasi illuminanti, con qualche apertura di pregio e giocate ad ampio raggio, a veri e propri black-out che portano la squadra ad abbassare il baricentro.

Il terzetto offensivo è composto dai trequartisti Russotto e Ceccarelli più la prima punta Sipos. La qualità di Russotto è fuori discussione, ma probabilmente da lui ci si aspetta quel qualcosa in più che ancora non si vede. Ceccarelli invece sta gradualmente alzando l’asticella rivelandosi il più pericoloso dei suoi.

Discorso a parte merita Sipos, l’altissimo e giovane croato ha una struttura fisica importante che gli consente di duellare energicamente con i difensori avversari. Ad oggi viene messo in causa principalmente per far salire la squadra e agevolare l’inserimento dei compagni. Quando è messo in condizione di sfruttare le sue qualità aeree sa essere devastante, le occasioni però sono state fin qui poche.

Foto: Calcio Catania


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