Analisi tecnico/ tattica: Catanzaro – Potenza 1-1

Ancora un pari per i giallorossi che rimontano solo su calcio di rigore. Nei 20 minuti finali Cianci e Vazquez per la prima volta insieme.

LE FORMAZIONI

Calabro conferma in toto la formazione vista contro il Picerno, infatti il 3-5-2 odierno vedeva in porta Branduani, sulla linea di difesa Scognamillo Fazio e Martinelli, a centrocampo Rolando Verna Cinelli Vandepputte e Porcino, mentre in avanti Carlini e Vazquez.

Gli ospiti agli ordini di mister Gallo si sono presentati con qualche novità nel preannunciato 3-4-1-2. In porta Marcone, linea a tre in difesa con Matino Gigli e Cagnelutti, linea mediana con Coccia Zenuni Zampa Ricci e Sepe, in attacco Salvemini e Romero.

PRIMO TEMPO

Il Potenza decide di restare molto basso per tutto il primo tempo senza il minimo accenno di pressing, il Catanzaro inizia a spingere ma con poche e confuse idee. La partita resta bloccata per tutti i 45 minuti raccogliendo poco più che qualche timido fischio dagli spalti.

Il Catanzaro imposta dal basso e si concede il lusso di farlo senza il contributo di Cinelli che si sposta pochi metri più avanti alleggerendo i compiti della difesa. Il Potenza non si scompone, esercita un’energica fase difensiva e puntualmente lancia lunga per Romero.

Il lungaccione avanti rossoblu di testa le prende tutte, ma non riesce mai a mettere Salvemini in condizione di infilarsi fra le maglie dell’attenta difesa giallorossa. Pericoli zero!Al 36esimo proprio Romero è costretto a lasciare il campo per un leggero strappo, al suo posto Volpe che non altera gli equilibri.

E a proposito di equilibri, il Catanzaro di contro non riesce a far sua la partita. Troppo confusionaria e poco lucida la fase offensiva che si svolge prevalentemente sulla corsia destra dove Rolando predica nel deserto.

L’estroso Vandeputte viene coinvolto unicamente per battere i corner e qualche calcio da fermo, l’inossidabile Carlini è ancora molto lontano da un buono stato di forma, Vazquez fa quel che può… praticamente nulla.

SECONDO TEMPO

Nella ripresa il Catanzaro è sceso in campo con un piglio diverso grazie a Vandeputte che ha alzato i giri del motore sorprendendo i più compassati Coccia e Zenuni. La nuova verve del giocatore belga è nata dal cambio Cinelli / Risolo, deciso da mister Calabro nello spogliatoio.

Desiderosi di sbloccare la partita, i giallorossi si riversano nella metà campo avversaria senza soluzione di continuità. Ci prova prima Verna da destra, poi è Carlini ad arrivare con un attimo di ritardo su un’insidiosa punizione di Vandeputte. Il Catanzaro continua a premere sull’acceleratore e in pochi minuti confeziona altre tre occasioni pericolose che vedono protagonista Cagnelutti, il quale prima anticipa Verna in angolo e poi salva sulla linea su conclusione debole di Vazquez.

Calabro decide che è arrivato il momento dei cambi e sostituisce contemporaneamente gli esterni di centrocampo con Bearzotti e Bombagi. Il primo rileva la posizione di Rolando, il secondo si posiziona nel ruolo di mezzala mentre Vandeputte si allarga a sinistra.

Mister Gallo cerca di tamponare la foga dei padroni di casa sostituendo uno stanchissimo Zenuni con Guaita, mentre Calabro decide di togliere dalla mischia Carlini per Cianci schierando per la prima volta le due punte giallorosse.

Come spesso capita nel calcio, nel momento migliore dei giallorossi sono gli ospiti a passare sugli sviluppi di un corner. Matino supera di forza Bombagi e appoggia comodamente in rete.

A pochi minuti dal termine un intervento scomposto di Cargnelutti regala un insperato rigore ai padroni di casa. Cianci realizza per il più che meritato pari finale.

GLI OSPITI

Il Potenza non ha tradito le aspettative confermandosi più speculativa nel gioco che speculare nel modulo. Rinuncia quasi completamente al pressing e affida le proprie chances offensive alla solita palla lunga. Eppure trova il gol del vantaggio rischiando addirittura di vincere l’intera posta in palio.

La palla lunga per Romero avrebbe un senso se la squadra decidesse di salire, ma in avanti c’è solo Salvemini che cerca invano un corridoio dove inserirsi. Volpe aggiunge un pizzico di dinamicità alla manovra palla a terra, ma non è in condizione di nuocere.

Solida e di buona caratura la fase difensiva che è parsa sufficientemente organizzata nell’ottica di contenere l’avversario e contrastarlo, tuttavia c’è da lavorare molto sulle ripartenze che sono state mal gestite nei tempi di gioco e negli spazi. Troppo timida e rinunciataria.

IL CATANZARO

La manovra offensiva dei giallorossi è ancora orfana degli interpreti adatti a risolvere partite complicate nelle quali l’avversario tende a chiudersi.Le idee sono apparse confuse, lo sviluppo della manovra lento, gli inserimenti telefonati. Il Catanzaro nel ruolo di ammazzacampionato sta faticando più del lecito. Mannaggia alle facili etichette!

Quando non emerge la qualità dei giocatori più tecnici ne risente inevitabilmente tutto il pacchetto avanzato, che continua a raffazzonare occasioni sporadiche senza la dovuta determinazione.

Sulle corsie esterne si fa ancora troppa fatica. Appena sufficiente Porcino, meglio Rolando. I due non riescono a creare superiorità nonostante Verna e Vandeputte si inseriscano bene fra le linee.

Il dai e vai non funziona, sia a destra che a sinistra l’inserimento delle mezzali non viene finalizzato quand’anche Carlini cerca di portar via il marcatore. Si tratta di movimenti e intese da perfezionare.

È bastato cambiare il play per dare maggior dinamicità alla manovra giallorossa, cosa questa che probabilmente farà riflettere mister Calabro per le prossime partite.

Acquistato per dare lucidità nella fase di impostazione, Cinelli è ancora un oggetto misterioso. Spesso pecca di un’eccessiva lentezza nei movimenti quand’anche marcato a zona, cosa difficilmente accettabile per uno del suo calibro. In ritardo di condizione!

Nella parte finale del match si sono visti per la prima volta in campo due punte vere: Vazquez e Cianci. Finalmente!

La compresenza dei due attaccanti ha alzato il tasso di pericolosità, tant’è che l’azione del rigore è nata proprio dal dialogo fra Bearzotti e Vazquez in posizione defilata con il successivo fallo su Cianci. Non sarà il caso di lavorare con più convinzione sull’impiego delle due punte? Coraggio Calabro usiamoli sti attaccanti, soprattutto quando Carlini fatica a trovare spazio fra le linee.


Commenti

6 risposte a “Analisi tecnico/ tattica: Catanzaro – Potenza 1-1”

  1. Avatar Francesco
    Francesco

    Disamina perfetta.. a sinistra siamo in difficoltà ed in impostazione nn si può assistere a branduani che a pre a Scognamiglio per tornare indietro o vedere cinelli nascosto tra le linee che da indicazioni…sveglia cinelliiiiii….

  2. Cinelli, ma quale ritardo di condizione, non è un regista, è un operaio che sa smistare il pallone che gli danno dalla destra a sinistra e quello che gli danno da sinistra a destra. Questo lo so fare pure io e chissà quanti altri. Mai uno spunto mai un’invenzione, altro che sostituto di Corapi !!!! A gennaio torna a Vicenza che è meglio.

  3. Avatar Giallorossinelsangue
    Giallorossinelsangue

    Verna, porcino, cinelli, carlini sono fuori condizione…non si capisce perché l’allenatore con la rosa che ha a disposizione insista su questi giocatori… così come l’altro anno, nel frattempo si perdono per strada punti preziosi che alla fine peseranno terribilmente. Caro Calabro cerca di fare in fretta a trovare una quadra, quest’anno non ci sono alibi…

  4. La societa’ ha dato in mano a calabro una Ferrari lui la fa andare come una 500 cento non c’è gioco non c’è uno schema poi welbec de santis tentardini sono in vacanza non hanno giocato un minuto aspettiamo che rescindono il contratto? Bravo calabro

  5. Aggiungerei come aspetto tattico che nelle 5 partite, tra coppa e campionato, finora giocate abbiamo già subiti 2 gol da calcio d’angolo perché difendiamo ad uomo (era già successo col primo gol subito a Verona). Per me difendere a uomo è molto più rischioso che difendere a zona, basta un blocco degli avversari, una disattenzione, una scivolata o semplicemente che l’avversario vince il duello uno contro uno come è successo ieri (tra l’altro 2 volte nell’arco di 30 secondi) e l’avversario va al tiro. Ma tanto Calabro non cambierà mai idea …

    1. Avatar DAVIDE GRECO
      DAVIDE GRECO

      Salve Paolo,
      Non c’è una soluzione sicura al 100% Sui calci piazzati la marcatura a zona/uomo viene decisa in massima parte sulla base delle caratteristiche dei propri giocatori e in minima parte considerando quelle degli avversari. Alcuni allenatori consigliano addirittura la marcatura mista: qualcuno a uomo e gli altri a zona.
      I nostri difensori erano già tutti in marcatura sui loro elementi più pericolosi di testa (es. Cagnelutti Sepe Gigli), purtroppo Matino è stato affidato a Bombagi che ha una struttura fisica decisamente diversa. E’ andata male.
      Per quanto scrupolose possano essere le sessioni di allenamento… in campo capita di trovare avversari più abili nel terzo tempo, più rapidi nel capire dove finirà la palla, più fortunati nel trovare il rimbalzo decisivo. Si tratta di situazioni di gioco che non è facile preventivare a tavolino.
      Se può consolare, a livello internazionale, statisticamente sugli sviluppi di un calcio d’angolo si assiste alla marcatura solo nel 15% dei casi. Ieri il Potenza avrà battuto si e no 2 calci d’angolo. Per fare un altro gol avrebbe dovuto batterne altri 30…

      Saluti
      D

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