18 Settembre 2021

catanzarosport24.it

l'informazione giallorossa

Analisi tecnico/tattica: Verona-Catanzaro 3-0 (Coppa Italia)

scritto il: domenica, 15 Agosto 2021 - 10:00

Tempo di lettura: 4 minuti

Il Verona passa il turno di Coppa Italia segnando 3 reti al Catanzaro che già mostra dei miglioramenti rispetto al passato

FORMAZIONI

Di Francesco ha schierato il Verona confermando l’assetto tattico che era proprio della squadra guidata da Juric. Rispetto alle premesse l’unica novità è data dalla presenza di Cancellieri al posto di Faraoni.  Calabro si presenta con l’undici titolare fatta eccezione per la presenza di Gatti al posto di Porcino e l’assenza di Cianci.

Verona (3-4-2-1):

Pandur, Dawidowicz Ceccherini Gunter, Cancellieri Veloso Tameze Lazovic, Barak Zaccagni, Kalinic. All. Di Francesco

Catanzaro (3-5-2):

Branduani, Scognamillo, Fazio, Martinelli, Rolando, Vandeputte, Cinelli, Carlini, Gatti, Bombagi, Vasquez

LA PARTITA

Netta la superiorità tecnica degli scaligeri che hanno dominato la prima frazione di gioco mettendo alle corde la linea mediana giallorossa che solo sporadicamente è riuscita a uscire dai blocchi cercando di verticalizzare sulla fascia sinistra con Gatti e Vasquez.

Le maggiori difficoltà per il Catanzaro sono nate dalla posizione e rapidità di movimento dei trequartisti avversari (Zaccagni e Barak) che muovendosi fra le linee hanno di fatto impedito ai giallorossi di avere dei chiari punti di riferimento.

Il problema tattico dei giallorossi si è ulteriormente aggravato per via della pressione a uomo esercitata su Vandeputte e Carlini, che nel ruolo di mezz’ali hanno contenuto poco e costruito praticamente nulla.

La capacità degli scaligeri di tenere la linea di difesa alta, raddoppiare sulle corsie esterne e riconquistare la sfera hanno tarpato le ali anche al buon Cinelli che non avendo compagni liberi con i quali dialogare ha finito per cercare lo scambio rapido nello stretto con alterne fortune.

Bombagi e Vasquez sono dunque rimasti isolati, relegati ad una partita di sacrificio, hanno tentato di portare pressione sul portatore ma Veloso si è dimostrato molto efficace nel girare davanti la difesa raccogliere il primo passaggio e innescare la giocata, talvolta verticalizzando e in altri casi allargando il gioco sulle corsie esterne.

A proposito delle fasce, buona la prova di Rolando che si è fatto valere quanto meno energicamente con Lazovic e Gunter. Un po’ meno fluido e sicuramente da rivedere il dialogo con Vandeputte, i due non sono mai riusciti a prevalere sui diretti avversari.

Nella ripresa Calabro manda in campo Porcino al posto di Gatti e Verna al posto di Bombagi, spostando dunque Carlini in avanti accanto a Vasquez.

Mossa che produce immediatamente i suoi effetti. Infatti i giallorossi sfiorano la rete prima con Verna, poi con Porcino e poco più tardi ancora con Vandeputte. In tutte e tre le occasioni si è distinto proprio Carlini che godendo di maggior libertà di manovra è riuscito a dar prova delle proprie capacità tecniche.

Di Francesco ha intuito il momento di eccessivo rilassamento dei suoi ed è corso ai ripari inserendo Ilic e Di Carmine (due che non hanno bisogno di presentazioni) più il giovane Casale (prodotto del vivaio veronese) che ha fatto un’ottima impressione dimostrando di avere le carte in regola per disputare un buon campionato.

DI FRANCESCO E IL “SUO” VERONA

Dopo gli ottimi traguardi raggiunti con il Sassuolo e la conquista della semifinale di Champions con la storica rimonta sul Barcellona, Eusebio Di Francesco ha faticato molto a dar continuità al suo credo calcistico concludendo negativamente l’esperienza sulla panchina di Sampdoria prima e Cagliari dopo.

Alla guida del Verona, Di Francesco è chiamato innanzitutto a non dilapidare il patrimonio ereditato da Juric, che aveva dato agli scaligeri un’impronta molto precisa con la difesa a 3 e il centrocampo a 4, più un’organizzazione offensiva molto duttile che si prestava all’utilizzo del tridente classico oppure all’impiego di due trequartisti dietro il finalizzatore.

Moduli e idee di gioco molto distanti dal marchio di fabbrica di Eusebio (ndr il 4-3-3), che tuttavia sembra esser deciso a rivedere proprio per dare continuità al progetto gialloblu senza apportare eccessivi stravolgimenti.

Da qui nasce la scelta di confermare l’assetto tattico dell’ex Juric, ma personalizzando posizioni e movimenti di alcuni interpreti come ad esempio quelli dei terzini e del centrale di difesa che scalano di posizione facilitando l’apertura del gioco sulla corsia esterna.

Un accorgimento tattico sicuramente molto interessante che consente di allargare e verticalizzare la giocata con buone chances di successo.

E poi ci sono quei due furetti sulla trequarti che muovendosi trasversalmente riescono ad aprire lo spazio per gli inserimenti. Una vera manna dal cielo per Di Francesco che alla sterilità del giro palla orizzontale preferisce di gran lunga la giocata rapida nello stretto.

Sia pur con due categorie di differenza, l’impianto di gioco voluto da Di Francesco ha destato qualche perplessità.

Innanzitutto per il Verona è chiaramente alto il dispendio di energie fisiche e mentali, cosa da non sottovalutare nell’economia di una partita come di un intero campionato.

Con la linea di difesa molto alta e la marcatura a uomo, gli scaligeri dovranno fare i conti con le ripartenze avversarie e i pericolosissimi uno contro uno che sono da sempre il tallone di Achille delle squadre votate all’attacco.

Inoltre non è apparso irresistibile lo scaglionamento difensivo, che anche quando è riuscito a mettere in offside gli avanti giallorossi ha lasciato il dubbio che se al posto di Vasquez o Bombagi ci fosse stato in attaccante di serie A le cose sarebbero andate diversamente.

Il Catanzaro di Calabro

Per mister Calabro vale il detto “adesso o mai più”. Il giovane e promettente tecnico giallorosso ha brillantemente concluso la passata stagione arrivando secondo. Bisogna provare a far meglio? Si, certamente… la squadra è stata rinforzata a dovere pur dovendo rinunciare a giocatori come Corapi Evacuo e DiPiazza.

Al Bentegodi gli uomini di Calabro hanno fatto la loro onesta partita senza alcun timore reverenziale e con il gap di una squadra molto rinnovata dalla mediana in su.

Calabro dovrà lavorare sull’amalgama dei nuovi innesti cercando innanzitutto di consolidare posizioni e movimenti, fornendo a Carlini uno spazio di manovra decisamente più ampio di quanto visto oggi.

Massimiliano lo si potrà schierare una volta mezz’ala, un’altra trequartista e un’altra ancora seconda punta… ma a conti fatti è quando gioca fra le linee che offre il meglio di sé.

E in quest’ottica le mosse di calcio mercato del neo DS Pelliccioni sono apparse decisamente azzeccate sia per il ruolo che per lo spessore tattico dei nuovi arrivi Vandeputte e Bombagi che consegnano a Calabro un ventaglio di soluzioni davvero ampio (e di spessore) per far fronte a quella sua esigenza tattica di disporre di un centrocampista di squilibrio.

Un ruolo ibrido che vale quanto un jolly, da giocarsi in base alle caratteristiche dell’avversario e alle mutevoli condizioni fisiche che emergeranno nel corso della stagione.

Con la qualità che Cianci e Vasquez offrono davanti, la visione di gioco di Cinelli e l’affidabilità di Rolando e Porcino sulle fasce, le principali scelte tattiche di Calabro ruoteranno sempre sull’impiego di Carlini, Vandeputte e Bombagi (difficilmente li vedremo giocare tutti e tre insieme).

Dal punto di vista squisitamente tattico, ciò che si chiede a Calabro è un deciso passo in avanti nella fase di rifinitura che, a prescindere dal nome degli attaccanti a disposizione, necessita di soluzioni studiate e collaudate in allenamento.

Commenti da Facebook
error: © Tutti i diritti riservati (All Rights Reserved) Catanzarosport24.it
P