3 Febbraio 2023

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Cosenza, le panchine gialle e rosse della discordia

scritto il: giovedì, 01 Luglio 2021 - 18:06

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Una rossa per sensibilizzare contro la violenza sulle donne, un’altra gialla per ricordare Giulio Regeni. Sono le due panchine posizionate, una accanto all’altro, nel cuore di Corso Mazzini a Cosenza. Nulla di strano, anzi due opere che, proprio perché inserite in un importante zona della città dei bruzi, servono ad attirare ancora di più l’attenzione su due problematiche sempre, purtroppo, molto attuali.

Ma dietro il nobile significato, c’è chi, tra il serio e il faceto, a Cosenza quei due colori delle panchine così vicini proprio non li ha potuto digerire. E i social si sono scatenati, soprattutto la pagina facebookMisicca Cosenza, che usa sempre toni ironici e satirici. Anche questa volta infatti – salvo alcuni sparuti casi – tutti hanno compreso l’importanza del messaggio che risiede in quelle due panchine.

Quello che si “contesta” a Cosenza sono i colori e la vicinanza degli stessi, della panchina gialla accanto a quella rossa. E così se tra i cittadini bruti c’è chi si chiede perché proprio due panchine attigue, dall’altra parte c’è chi domanda al sindaco il perché della scelta del colore giallo per la seconda, visto che la prima rossa si uniforma al colore che in tutto il mondo identifica la lotta ai femminicidi e alla violenza sulle donne. Insomma, ok la panchina rossa, ma perché non farne accanto una blu?

Detto che anche il giallo è il colore universalmente riconosciuto per sensibilizzare ai diritti umani e quindi non si poteva fare altra scelta, c’è chi comunque lo ritiene un affronto a Cosenza, chi teme che non dureranno molto e chi propone di dipingere quella gialla di blu, nottetempo. C’è chi da la colpa a Guarascio, chi al sindaco, e chi ci vede la situazione attuale del Cosenza: gialla come il mistero sul futuro societario e rossa come la rabbia dei tifosi.

E tra infiltrati catanzaresi e chi ammette di amare questo abbinamento di colori (per uno fatto solo cromatico, non per quello che rappresentano), resta un dato sociologico: la rivalità tra catanzaresi e cosentininon va mai in vacanza, arriva a interessare anche i decori degli arredi urbani e dimostra come, se ce ne fosse bisogno, il Catanzaro nella testa dei cosentini è dappertutto.

Siamo ironici anche noi nel dire questo ma sembra che dai derby sempre persi, dal cartello che in occasione della prima seria A delle Aquile recitava “Catanzaro ringrazia Cosenza per il caloroso tifo”, dai deltaplani sul San Vito, dal gesto dell’Aquila di Iemmello, per i cosentini il Catanzaro è un’ossessione. Una cosa sulla quale a Cosenza dovrebbero sedersi a riflettere. Dove farlo? Ma sue due splendide panchine, una gialla e una rossa.

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