25 Giugno 2021

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US, hai un tuo museo! Per ora solo online. Arriva l’appello per una sede permanente

scritto il: sabato, 22 Maggio 2021 - 17:06

Tempo di lettura: 4 minuti

E se anche Catanzaro avesse un Museo dedicato alla propria squadra? Un vero e proprio contenitore di testimonianze storiche in grado di narrare vicende sportive e personaggi transitati da quella che fu la prima città calabrese a conquistarsi un posto in Serie A?
Un’utopia? Assolutamente no! Anzi c’è addirittura chi, forte della convinzione che il progetto per quanto ambizioso, possa essere realizzato si è rimboccato le maniche per dare corpo alle idee e dopo anni di ricerche e impegno ed oggi è già a metà dell’opera.
Si tratta di Luca Feroleto e Roberto Vasapollo, due collezionisti innamorati dei colori del Club della propria città, che finora hanno messo insieme un migliaio di reperti selezionati e catalogati: oltre 300 maglie ufficiali, tutte originali e accompagnate da prove fotografiche, ma anche scarpini, palloni, cartoline, biglietti, giornali e riviste d’epoca. Un lavoro minuzioso iniziato per assecondare una passione personale ma che dal 19 novembre 2019, data della costituzione dell’associazione culturale “Museo del Catanzaro Calcio”, si è trasformato in un atto di generosità nei confronti della propria comunità: “Ci siamo resi conto che rendere fruibile la nostra collezione sarebbe servito a far conoscere soprattutto alle giovani generazioni una storia lunga più di un secolo che ha come protagonista la squadra giallorossa e le sue gesta ma anche i sogni e le aspettative di una città e di una regione intera”.
Proprio ieri in occasione della Giornata internazionale dei Musei i promotori di questa interessante iniziativa in un lungo post pubblicato sulla pagina Facebook hanno voluto ricordare il loro intento: “vogliamo trasmettere la consapevolezza che il nostro Museo rappresenta un importante mezzo di scambio culturale, un modo per sfogliare insieme le pagine di una storia scritta giorno dopo giorno da ogni tesserato del Catanzaro calcio”.
Infine un appello accorato alle Istituzioni: “La nostra speranza rimane sempre quella di avere una sede permanente, unica, polo attrattivo di tutti i tifosi giallorossi”.
Fino ad oggi infatti l’unico mezzo che ha consentito ai due collezionisti di proporre al pubblico il proprio materiale è stata la vetrina virtuale offerta dai social network: “Grazie anche alla collaborazione di un nostro caro amico, Valerio Minoliti, che si occupa della grafica, abbiamo esposto virtualmente alcuni cimeli su Facebook e su Instagram. Sicuramente ciò ci ha permesso di raggiungere persone di tutto il mondo come dimostrano gli innumerevoli messaggi che abbiamo ricevuto da catanzaresi e calabresi che vivono in America, in Australia, e in diversi altri paesi. Allo stesso tempo però non ci consente di dare visibilità a tutto il materiale di cui siamo in possesso”.
Anche le poche uscite pubbliche nelle quali da due anni a questa parte sono state realizzate delle esposizioni temporanee si sono rivelate troppo limitative e non hanno certamente ripagato gli sforzi di Luca e Roberto:
“Tutti i cimeli sono difficili da ottenere perché chi li ha se li tiene ben stretti. Soprattutto quelli più datati. Chi ad esempio ha una maglia della Serie A del ’71 per disfarsene avanza delle richieste quasi esagerate. La maggior parte del materiale accumulato lo abbiamo acquistato ma abbiamo anche beneficiato di qualche donazione da parte di qualche giocatore. Quest’anno Carlini ci ha regalato le scarpette, Figliomeni e Giannone la casacca. In passato hanno contribuito ad esempio Gentili, Corazzini ed altri. Pure qualche tifoso ha fatto la sua parte. Molti ci hanno promesso che nel momento in cui si avremo una struttura permanente per esporre ci affideranno i cimeli e ricordi che custodiscono gelosamente in casa”.
Qualche bella soddisfazione a dire il vero è già arrivata: “Durante le tre manifestazioni che abbiamo organizzato in città è stato davvero emozionante vedere delle persone anziane commuoversi davanti ad una pagina di giornale oppure osservare le reazioni di bambini che si sono incuriositi davanti a qualche oggetto o ad un titolo che riportava la vittoria del Catanzaro sulle big di oggi al punto di rivolgersi al papà o al nonno per avere notizie su quella partita o su qualche giocatore. Ci siamo resi conto che con la nostra collezione abbiamo il potere di riportare le persone indietro nel tempo. Il nostro non è un atteggiamento nostalgico ma siamo dell’avviso che conoscere la storia può aiutare a progettare e pensare al futuro avendo contezza di chi potremmo essere nel panorama calcistico nazionale”.
La possibilità di avere una sede fissa in città è il prossimo traguardo da raggiungere, quel tassello che manca per concludere l’opera: “Non abbiamo ancora avuto un dialogo con le Istituzioni in quanto siamo stati bloccati dalle restrizioni della pandemia. Avremmo voluto chiedere un confronto sia alla Società del presidente Noto che all’Amministrazione Comunale per trovare una soluzione adeguata per vedere la vera realizzazione del nostro progetto. Se ci verrà messa a disposizione una struttura per esporre il materiale noi, in maniera del tutto gratuita, forniremo l’intera collezione. La sede potrebbe essere individuata nei paraggi dello Stadio o in una zona centrale della città. Probabilmente il quartiere Stadio potrebbe essere il luogo più significativo per accogliere un’iniziativa di questo genere considerando che da sempre è il ritrovo per i tifosi che lì si incontrano già ore prima della partita”.
Tra i tanti cimeli che aspettano di essere messi in bella vista c’è la mitica maglia n. 7 di Enrico Nicolini indossata nella stagione 1979/80, la maglia n. 7 indossata da Massimo Mauro nella stagione 1981/82 ma anche la maglia n. 8 di Adriano Banelli, indossata nella indimenticabile stagione 1971/72. A comporre la collezione anche molto materiale documentario, fotografico ed editoriale.
Addirittura vi è la cartolina dell’inaugurazione dello stadio divisionale, l’attuale stadio Nicola Ceravolo, avvenuta nell’ottobre del 1924.
L’auspicio è che la città di Catanzaro saprà cogliere una preziosa occasione per produrre cultura, storia e identità. Non solo calcistica.

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