25 Giugno 2021

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U.S. Catanzaro: la mutazione genetica, tracciata la via per il futuro.

scritto il: giovedì, 06 Maggio 2021 - 10:34

Tempo di lettura: 4 minuti

Ammonta 22 punti il distacco che la Ternana ha inflitto alla seconda classificata, un divario mostruoso che letto in maniera asettica certifica il fallimento delle concorrenti.

Troppo forte la Ternana o troppo scarse le inseguitrici? Non ci sono dubbi, o almeno così dovrebbe essere visto che l’argomento è la classifica di un campionato di calcio: la Ternana è stata davvero troppo forte per tutti, quei 4/5 innesti di grande qualità ad una rosa che già aveva fatto bene l’anno precedente hanno fatto la differenza ed il vuoto alle spalle.

Chi ha fallito delle inseguitrici? Anche su questo non ci sono dubbi: il Bari è l’unica vera e grande delusione del torneo per il secondo anno consecutivo fallisce la promozione diretta, una caporetto per la famiglia De Laurentis che a differenza delle altre proprietà vanta e vantava maggiore esperienza nel calcio oltre ad una disponibilità economica maggiore, si deve accontentare di un quarto posto e ben 27 punti di distacco, tanti e troppi anche per uno specialista del girone meridionale come Gaetano Auteri al suo sesto esonero in carriera e allo stesso tempo al suo sesto rientro.

Al terzo posto l’Avellino che chiude a quota 68 in compagnia del Catanzaro ma che per la peggiore differenza reti negli scontri diretti con i calabresi perde il secondo posto. Letto così non rende però giustizia, perché è bene ricordare che gli Irpini sono usciti dal “Ceravolo” con un clamoroso regalo della terna arbitrale che ha convalidato la rete della vittoria pur essendo in netto fuorigioco. In casa biancoverde resta il rammarico per le due ultime tre giornate dove si sono fatti rimontare ben 5 punti proprio dai giallorossi catanzaresi. Il terzo posto è comunque un risultato soddisfacente con una squadra partita con soli 5 elementi della precedente stagione che è stata via via plasmata ad immagine e rassomiglianza del tecnico Piero Braglia.

Ed eccoci alla seconda posizione occupata appunto dal Catanzaro, anzi dal vituperato Catanzaro. Bastonato, umiliato e deriso da una larga fetta della stessa tifoseria giallorossa, che non si sa per quale ragione ha basato le proprie convinzioni su una stagione fallimentare.

Troppa presunzione e troppa arroganza figlia di un “vuoto generazionale” riconducibile, a mio avviso, a colpe da addebitare alla stessa U.S. Catanzaro. Cerco di chiarire meglio il concetto.

Che cos’è il gioco del calcio? È un fattore matematico, un insieme di numeri che alla fine di ogni competizione disegnano una radiografia perfetta di quello che hai fatto. Se arrivi al 1° posto hai fatto sicuramente meglio di chi è arrivato 2°, 3° e via discorrendo. Il mancato raggiungimento di una vittoria del campionato, in una piazza come Catanzaro porta alla frustrazione di non essere stati i più forti, di non essere stati all’altezza di un blasone che non si vuole però riconoscere che appartiene ormai ad un calcio che non esiste più.
Il fattore matematico nel calcio oggi si è evoluto ampliandosi negli aspetti di sostenibilità economica della gestione di un club.
Un elemento fortemente trascurato a Catanzaro, o meglio trascurato da chi non ha mai avuto la voglia o l’onestà di voler fare le cose in maniera seria, costruttiva e soprattutto duratura.

Mentiremo a noi stessi se non riconoscessimo che negli ultimi anni la società dell’U.S. Catanzaro è stata saccheggiata nella propria dignità diventando un veicolo “promozionale” per interessi politici ed imprenditoriali personali, non sto qui ad elencare le varie proprietà che si sono succedute e che per molteplici aspetti sono finiti nel mirino della magistratura. Ma c’è anche chi ha cercato di fare qualcosa di buono pur non avendone le forze economiche per sostenere una società di calcio, su tutti, non posso non ricordare (per quanto possiate storcere il naso) Bove, Aiello e Soluri. Tre autentici tifosi che hanno pagato a caro prezzo la loro passione per questi colori.

Arriviamo ai giorni nostri con al vertice societario la holding Noto, uno dei gruppi imprenditoriali economicamente più forti ed apprezzati d’Italia. Uno lusso ed uno sballo per questa città per la nostra squadra se non si cade nell’errore di pensare che le risorse finanziare della holding possano essere riversate in una società di calcio come un contenitore a perdere.

In questa evoluzione del calcio e nel suo approccio di “fattore matematico” da questa proprietà non mi aspetto la vittoria di un campionato fine a stesso, ma un ciclo vincente con una società di calcio funzionale, che abbia una identità che affonda le radici nella storia che sia un modello che funziona in una città dove le cose che funzionano sono davvero poche.

Noi di catanzarosport24.it lo avevamo scritto già da giugno del 2020 invitando il presidente Noto a rimodulare le funzioni della società estirpando quel luogo comune che il calcio si fa secondo un vecchio motto assai caro a questa città, ad un modo di pensare e concepire lo stesso calcio in maniera obsoleta, ovvero che si faccia con chi “conosce la piazza e la città”.

Il calcio, oggi, si fa in primis se alle spalle hai una proprietà economicamente solida e con una società che conosce il calcio.

La linea tracciata dalla holding Noto è andata in questa direzione, non abbiamo vinto nulla siamo arrivati secondi a ben 22 punti dalla prima con una squadra che ha detta di molti avrebbe lottato per la sopravvivenza.

Ed invece abbiamo vinto perdendo quella presunzione ed arroganza di essere migliori delle figure professionali, una lezione di calcio o come si dice da queste parti “na lignata nte mussi” agli spocchiosi che forse, e ce lo auguriamo, possa servire ad una “mutazione genetica” di concepire quello che oggi è il calcio.

Queste sono le basi affinché anche da noi si possa costruire una squadra ammazza campionato e che soprattutto possa poi dare continuità ed aprire un ciclo.

Il futuro è già partito a giugno scorso, molti se lo sono persi ed oggi si ritrovano nei play off con l’accesso diretto ai quarti come teste di serie, viviamocelo e godiamocelo fino in fondo. Forza Catanzaro!!!

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