11 Maggio 2021

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Benedetta liberazione: quando giocare il 25 aprile porta bene

scritto il: giovedì, 29 Aprile 2021 - 18:07

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Se due indizi fanno una prova, immaginate tre. Figurarsi quattro. Così, nel giorno che regala la seconda posizione al Catanzaro – la prima fra gli “umani” dietro gli extraterrestri della Ternana – c’è una particolare e ben augurante coincidenza. Anzi quattro. Come le volte che, prima di ieri, il Catanzaro ha giocato il 25 aprile e, al termine di quel campionato, è poi salito di categoria. Come a simboleggiare che giocare nel giorno della liberazione rappresenti esattamente la possibilità di liberarsi da una categoria bassa per andare verso una più alta. Ed allora perché non sperare che anche stavolta sia così…
25 APRILE 1971
È la giornata numero 31 di un torneo che vede il Catanzaro veleggiare tra le prime posizioni a inseguire, per la prima volta concretamente, il più grande dei sogni sportivi per una squadra di provincia. Ancora più grande se fai parte di una regione povera e bistrattata. In quel pomeriggio, nella trasferta a Massa Carrara, insomma c’è la voglia di liberarsi da paure e pregiudizi. È un punto prezioso ma ricco di rammarico visto che il vantaggio di Musella viene pareggiato solo all’ 85esimo da Fichera. Il Bari, diretta avversaria, ieri come oggi, pareggia e l’Atalanta, l’altra concorrente, perde: è, insomma, un punto importantissimo (la vittoria valeva due punti) quello conquistato quel 25 aprile di 50 anni fa, preludio di un finale di campionato meraviglioso e di un’appendice di spareggi straordinaria. La prima volta in seria A, quindi, passa anche per quella partita giocata nella giornata della liberazione.
25 APRILE 1976
Anche la seconda volta, a ben vedere, passa per questa data così speciale. Ma in quel campionato di serie B del 1975/76 la celebrazione è solo per la liberazione dal nazi-fascismo, perché in campo c’è poco da festeggiare. Nella giornata numero 30, il Catanzaro allenato da Gianni Di Marzio va a giocare sul difficile campo del Modena: è una gara equilibrata che si sblocca per colpa di un episodio sfortunato quando Braca al 39esimo del primo tempo mette a segno un’autorete che consentirà ai canarini di fare un sol boccone (che paradosso) delle Aquile. Che sembrano allontanarsi dalle prime tre posizioni che valgono la serie A. Le concorrenti infatti vincono tutte e c’è la sensazione che stavolta non ci si riuscirà a liberare dalla cadetteria. La classifica infatti dice: Catanzaro sesto in classifica, anche se con una graduatoria cortissima visto che il Varese, capolista, è lontano solo tre punti. Come finirà è leggenda, la seconda per i giallorossi che, nonostante la sconfitta a Modena riuscirà negli ultimi minuti dell’ultima giornata a raggiungere il grande traguardo. Segnerà Improta ma tanto avrà fatto l’aver giocato – nonostante il ko – in quel giorno magico.
25 APRILE 2004
Magico come quello che accade esattamente 28 anni dopo, in una delle gare più incredibili che si ricordino a Catanzaro. È un torneo di serie C1 che il Catanzaro sta conducendo in testa ma con alle spalle avversarie vicine e agguerritissime come il Crotone e l’Acireale. È in quel giorno della liberazione si affrontano proprio i siciliani per una partita che in palio non ha solo i tre punti di questo campionato ma vuole rappresentare la rivincita per la finale playoff persa dell’anno prima. In un “Ceravolo” caldissimo ma sotto un cielo uggioso succede di tutto: Corona, e chi sennò, porta in vantaggio i giallorossi allenati da Piero Braglia, poi, a un quarto d’ora dalla fine uno degli assistenti dell’arbitro si infortuna e cala sullo stadio il rischio di ripetizione della gara. Passano alcuni terrificanti minuti ma si riprende fino alla fine, un paio di minuti prima della quale l’Acireale pareggia…per un secondo. Il tempo di notare che proprio il guardalinee prima fattosi male ora ha segnalato un fuorigioco salvifico; finisce 1-0, tre punti vitali e la sensazione di essersi liberati di un peso lungo 10 mesi e di brutti presagi di sventura. Alla fine infatti sarà promozione.

25 APRILE 2012
Esattamente come nel 2012 e negli altri tornei che fin qui sono stati raccontati. Difatti, per non smentirsi, anche la prima stagione del Catanzaro del presidente Cosentino, che sarà vincente, è caratterizzata da una partita giocata il 25 aprile. Una data che il destino ha “regalato” al Catanzaro, visto che non era prevista in calendario ma si rese necessaria vista la sospensione dei campionati per la scomparsa su un campo da gioco del centrocampista Piermario Morosini. Gli dei del calcio lo sapevano, quel Catanzaro era destinato a salire e allora serviva mettere una gara in quella giornata, la 38esima. Il Catanzaro che ha appena sconfitta la Vigor Lamezia nel big match di pochi giorni prima, vola verso la serie C1: pochi gli ostacoli sul cammino, tra cui l’Arzanese. È un mercoledì e nonostante ciò al “Ceravolo” ci sono oltre 5000 spettatori spinti dalla consapevolezza che con un successo la promozione è praticamente in tasca. E hanno ragione: il Catanzaro non delude e vince 3 -1 con le reti di Masini, Esposito e Giampà e poi c’è l’amuleto 25 aprile. E infatti, pochi giorni dopo, il 6 maggio arriva la festa.
L’ennesima nella storia dell’Uesse, la quarta consecutiva quando c’è una gara giocata nel giorno della liberazione. Liberazione da cosa poco importa, quel che conta è che la storia tende a ripetersi ciclicamente e manda messaggi e segnali di speranza. Tra i tanti di quest’anno anche quello che vuole che liberazione faccia rima con promozione.

Foto: US Catanzaro 1929

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