25 Giugno 2021

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17 anni fa il gol di Ferrigno. Ascoli: “per lui una prodezza naturale”

scritto il: sabato, 10 Aprile 2021 - 14:51

Tempo di lettura: 3 minuti

L’unico, immenso, rimpianto è che il protagonista non ci sia più per raccontare questa storia. Una storia che dura meno di un minuto ma che occupa una lunghissima pagina di storia del Catanzaro. Perché oggi, 10 aprile 2021, sono esattamente 17 anni da quel sabato di 21 anni fa che riecheggerà nell’eternità. Il giorno in cui Fabrizio Ferrigno segna il più bel gol mai visto. Mai visto non solo perché al “Ceravolo”, pur abituato alle prodezze di Palanca, una cosa del genere non era mai accaduta ma perché c’è gente che pur essendo allo stadio quella rete non è riuscita a vederla. Ancora abbracciata al tifoso accanto, poco importa se conosciuto o estraneo, per il gol che trenta secondi prima aveva segnato De Simone. Il gol dell’1-0 sulla malcapitata Sambenedettese in un sabato santo che sa di resurrezione.

È una giornata campale per il campionato quella dodicesima di ritorno del girone C di serie C1 con il Crotone, capolista solitario, impegnato sul difficile campo del Benevento. La gara è più dura del previsto anche per il Catanzaro che nonostante il dominio, la superiorità numerica dalla mezz’ora del primo tempo, e le tante occasioni da gol non la riesce a sbloccare. Fino al minuto 73 quando De Simone su invito di Morello da fuori area trafigge Aprea. È apoteosi: urla di giubilo, braccia e occhi al cielo, abbracci. Un clima surreale ma bellissimo. Una gioia devastante, ma di quel devasto bello di cui non importa nulla le conseguenze su fisico e coronarie. Un’euforia immensa e lunga, talmente tanto che si perde l’attenzione sulla partita che riprende.

Il fischio dell’arbitro Mazzoleni nemmeno si sente nella bolgia che è il “Ceravolo”, eppure il gioco riparte: palla al centro, tre tocchi della Samb e la palla finisce a Fabrizio Ferrigno. Stop col sinistro, controllo col destro e parabola da metacampo diretta in porta. Forse, tra i tifosi, chi ha ancora gli occhi al cielo esultando per il gol di De Simone si accorge di quello che sta accadendo ma molti altri no, ancora estasiati dalla rete precedente. C’è però anche chi salta di nuovo di gioia e soprattutto chi resta a bocca aperta o chi si mette le mani nei capelli, incredulo per quello che ha visto. Anche l’arbitro, con un gesto insolito, stringe la mano al capitano giallorosso per complimentarsi.

In panchina invece c’è Nicola Ascoli, colui che giocava dietro a Ferrigno su quella fascia sinistra e che in quella partita aveva da poco lasciato il campo. Lui segue tutta la parabola de “il sindaco” e, ovviamente, esulta. Ma non si meraviglia perché “noi eravamo abituati a Fabrizio, conoscevamo le sue follie.Fabrizioha fatto vedere tutto il suo valore con un gol che si fa fatica solo a pensarlo,una rete pazzesca ma che provava spesso in allenamento dove faceva vedere anche altri numeri da fuoriclasse in cui si vedeva la sua maestria coi piedi ma soprattutto la sua tenuta mentale, che era la sua vera forza”.

Ricordare quel gol e quell’annata sono sempre occasione per ricordare anche Ferrigno, indimenticabile a Catanzaro ma anche tra i suoi compagni. “Per me – dice ancora Ascoli – Fabrizio era e rimarrà un fratello. Ci spogliavamo accanto, giocavamo io dietro e lui davanti e quando avevo la palla la davo a lui ed ero tranquillo. Tanto che lui mi prendeva in giro e mi diceva sempre: se sei arrivato in serie A è grazie a me, tu mi davi la palla e poi facevo tutto io e nessuno capiva quello che facevi tu”.

In realtà in pochi capivano quello che faceva Ferrigno coi piedi: tifosi, avversari, a volte anche compagni. Anche per quello il “sindaco” è un’icona del calcio a Catanzaro e il suo gol alla Samb resterà per sempre nella memoria: per la follia, la bellezza, l’importanza. Semplicemente indimenticabile. Come indimenticabile è la festa a fine gara: vittoria e primato in classifica e un coro che di lì a poco diventerà piacevolissima realtà, “Serie B, serie B”. L’unico, immenso, rimpianto è che il protagonista non ci sia più per raccontare questa storia, dicevamo all’inizio. Ma forse non è così. Perché sul web si trova un’intervista a Ferrigno in cui racconta quel gol: “Sono trascorsi tanti anni, ma ogni volta che passo da lì mi chiedono di quella rete. A quei tempi ci provavo spesso in allenamento, ogni volta facevamo delle gare tra compagni, anche con Corona. Io inquadravo spesso la porta da lontano e quel giorno andò bene, dopo esserci andato vicino tante altre volte precedentemente. Fu un grandissimo gol, segnato contro una nostra diretta concorrente in classifica e davanti a circa 20.000 spettatori”. E chissà quanti di quei ventimila hanno effettivamente visto tutta l’azione, hanno capito cosa sia successo. Euforia e incredulità miste insieme per un evento storico che chi c’era si vanta di aver vissuto dal vivo. Chi invece era assente avrà ascoltato alla radio o visto, anni dopo, grazie ai pochi (purtroppo) video di quella prodezza. Le immagini di quello che non può essere derubricato come una semplice rete, ma come il Gol, quello con la G maiuscola. Che non sarà mai dimenticato, così come il suo autore.

Foto: Salvatore Monteverde

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