Frasi blasfeme, qui qualcosa non quadra!

La blasfemia, nel calcio e nella vita, è sempre da condannare. Frasi poco eleganti, amplificate in uno stadio silenzioso, non sono un buon esempio ed è giusto punirle, se veramente offensive.

Quello che non è onesto è che ci siano blasfemie di serie A e altre di serie B. O meglio di serie B e serie C. Già perché nella domenica in cui mister Calabro viene squalificato per “aver pronunciato un’espressione blasfema”, c’è un caso analogo, forse peggiore, che fa discutere. In serie B Andrea Sottil, tecnico dell’Ascoli, ha pronunciato circa 12 volte frasi blasfeme, dice il comunicato ufficiale.

La punizione? Solo una multa di 1250 euro. Una frase uguale squalifica, dodici espressioni equivale una multa. Qui qualcosa non quadra: quanto vale una frase blasfema?

Qual è la giusta punizione secondo regolamento? E soprattutto c’è una differenza se l’espressione viene detta in una categoria o in un’altra? Domande che non troveranno mai una risposta o si perderanno nei cavilli del regolamento. Resta il dato: il Catanzaro dovrà rinunciare al suo allenatore.

Ma dalla tribuna sicuro si farà sentire, ma solo con frasi di incitamento che, si spera alla fine della gara, siano parole di gioia e felicità.


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