17 Aprile 2021

Piero Braglia, un ex mai dimenticato

scritto il: lunedì, 01 Marzo 2021 - 14:03

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Non si è ancora completamente spenta l’eco dell’entusiasmo conseguente alla vittoria contro la capolista Ternana ma solo tra gli ambienti del tifo giallorosso, perché squadra e tecnico già da ieri hanno ripreso gli allenamenti con la testa rivolta al prossimo avversario, l’Avellino di Piero Braglia. Già, Pierino la peste come affettuosamente viene chiamato e non solo dalle nostre parti per via del suo carattere apparentemente scontroso e irascibile.

Piero Braglia su queste latitudini non ha bisogno di presentazioni particolari visti i suoi tanti anni di militanza in giallorosso sia da giocatore sia da allenatore. Le stagioni che vanno dal 1978 al 1984 lo hanno visto tra i protagonisti dello schieramento giallorosso che tanto bene ha fatto sui vari campi tra serie A e serie B. Fantastiche quelle dal 1980 al 1982 nelle quali Braglia è stato tra gli artefici di quelli che sono stati i migliori campionati della storia del Catanzaro, quando cioè i giallorossi dettavano legge e si facevano rispettare su tutti i campi di serie A, S. Siro e Olimpico di Roma compresi.

Nella veste di allenatore come non ricordare che alla guida del buon Piero il Catanzaro riuscì a ritornare in cadetteria dopo ben 14 anni! La famosa stagione 2003-2004 con Braglia in panchina a dettare schemi e tattiche e il grande Giorgio Corona in campo a finalizzare le innumerevoli azioni che partita dopo partita il Catanzaro era in grado di creare. Una squadra modellata da Braglia che giocava a memoria e che vinceva di continuo, fuori e dentro le mura amiche.

Braglia è certamente uno degli allenatori più esperti della categoria. Nel suo palmares le promozioni in B ottenute, oltre che con il Catanzaro, anche con Pisa, Juve Stabia e Cosenza. Risultati che impreziosiscono il suo curriculum già importante di per sé, frutto di un lavoro ultratrentennale iniziato infatti nella stagione 1989-90 non appena decise di appendere le scarpette al chiodo all’età di 34 anni. Tra le tappe importanti del Braglia-allenatore, tra le altre, anche quella di Lecce. Con i salentini sfiorò la finale play off per la promozione in B, perdendo infatti la semifinale con il Foggia.

Da allenatore avversario Braglia è ritornato a Catanzaro in più occasioni. Lo si è visto sedere sulla panchina del Lecce e del Cosenza e in entrambe le circostanze la sua squadra ha perso. Queste circostanze hanno fatto venir fuori il carattere sanguigno del tecnico maremmano (è nato a Grosseto) infatti è diventata famosa la sua frase: “Ogni volta che vengo a Catanzaro perdo e questo mi fa girare molto i coglioni”. Non ce ne voglia Pierino, sa quanto il popolo catanzarese lo stima e lo apprezza ma mercoledì prossimo, giorno della gara contro il suo Avellino, spera che venga rispettato il detto “Non c’è 2 senza 3”, anche perché…”non è da questi particolari che si giudica un allenatore!”.

Bentornato Piero, qui a Catanzaro sarai sempre come se fossi a casa tua, ma per mercoledì non ci combinare scherzi, nonostante il buon stato di forma della tua squadra reduce da 7 vittorie e 2 pareggi nelle ultime nove gare. Noi siamo il Catanzaro, la Ternana pochi giorni fa ha imparato a conoscerci, tu invece già ci conosci e fin troppo bene! Nemici per 90’ ma comunque eterni amici.

Foto: US Avellino 1912

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