U.S. Catanzaro – la curiosità: dalla prima squadra alla primavera 3 una giornata all’insegna della lettera “C”

Da Ciannameo a Corona, da Ceravolo a Carboni, passando per Cuttone, Celestini e Cascione e tanti altri calciatori.

Con la “Capraro” sempre sullo sfondo. Quale credete possa essere la lettera determinante per una squadra che si chiama Catanzaro? Ma la “C” naturalmente, la più consumata sulle tastiere di tutti coloro che scrivono di e per i giallorossi. Un legame indissolubile, una consonante, guarda caso anche questa parola che inizia con la “C”, quasi un fattore, molto spesso determinante. Perché se, ad altre latitudini, il fattore “C” fa rima con fortuna, qua da noi rappresenta l’iniziale di molti protagonisti del passato, del presente e si spera del futuro.

Il Catanzaro raggiunge la sua prima serie A con Ceravolo presidente e, dopo l’epopea degli anni ’70 e ’80, sempre al “Comunale” o “Ceravolo” e con la Curva Ovest, meglio nota come “Capraro” a fare il tifo, torna in serie B grazie a un bomber il cui cognome non poteva che iniziare per C, Giorgio Corona.

Passano gli anni tra cadute e risalite, si scende in C2 (questa è l’unica C davvero odiata) e si torna in C1 (già un poco più simpatica) grazie a un duo di lettere “C”: Cosentino, alla presidenza, Ciccio Cozza in panchina e, per dirla tutta, con un Carboni in campo.

L’era Noto non è da meno, anzi da domenica fa segnare quello che forse è un record, di sicuro una curiosa peculiarità. Tra prima squadra e formazione primavera cinque gol (cinque, tanto perché una C ci mancava) e tutti i marcatori hanno quella stessa fortunata iniziale. Curiale e Carlini coi grandi – su assist di Carlini stesso e Corapi (ancora due C); tra i ragazzi ecco la doppietta di Cusumano e la rete di Cristiano.

Cinque calciatori con la C: un’allitterazione da far impallidire il più bravo dei poeti. Ma una lettera che, se collegata alla categoria calcistica attuale, certo non piace e che si vorrebbe certo cambiare, così da pensare ai vari Briano, Bivi, Braglia o Braca e compagnia bella.

Bella come quella categoria che si vuole raggiungere, quella lettera che tutti sperano diventi realtà e per quale ogni tifoso giallorosso sarebbe disposto a fare follie.

E questa è una cosa indubitabile, certa, sicura: una verità da prendere…alla lettera.


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