4 Marzo 2021

Catanzaro: Tanti tabù tante tentazioni, con Calabro si può!

scritto il: martedì, 23 Febbraio 2021 - 14:49

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La prima volta non si scorda mai. O quasi. Con il quasi a indicare che il ricordo è vivido anche se, in qualche caso, non è stata la primissima volta. Poco importa, il dato resta: il Catanzaro di Calabro è un’ammazza tabù. Avellino all’andata, Foggia e Palermo al ritorno: campi storici ma sempre ostici per le Aquile, diventati terra di conquista in questa stagione. Un campionato che, al di là di come andrà a finire, ha già messo delle pietre miliari nella storia del Catanzaro.

Pensiamo ad Avellino, ad esempio. Il Catanzaro in Irpinia aveva giocato quindici volte in campionato tra serie A, B e C e pure non aveva mai vinto. In quindici occasioni solo 5 miseri pareggi e “Partenio” stadio tabù (a parte una parentesi in Coppa Italia): poi lo scorso 8 novembre ecco il gol di Curiale e alle reti di Di Massimo e Di Piazza a ribaltare il vantaggio di Fella. Un 3-1 importante (se si pensa ad esempio agli scontri diretti in vista del ritorno) e storico, a prescindere dall’esito del torneo: Avellino non è più un tabù.

 All’inizio di questa stagione Foggia non lo era in senso stretto, ma averci vinto una sola volta in ventotto precedenti gli si avvicinava molto. Così Calabro e i suoi hanno pensato bene di andare a vincere anche li. Il recente 0-2 griffato Di Massimo e Carlini ha fatto si di tornare a espugnare lo “Zaccheria” per la seconda volta nella storia dopo 18 anni, quasi a simboleggiare che il Catanzaro ha raggiunto la maturità giusta per rinverdire a proprio favore i dati sugli scontri diretti coi rossoneri. Che, tra l’altro, nell’ultima e unica volta prima di quest’anno in cui erano stati battuti, aveva portato bene: stagione 2003/2004, la doppietta di Corona, il gol di Ferrigno e un finale di stagione B…ellissimo.

E veniamo a Palermo, anzi andiamo a Palermo e, per dirla alla Rovazzi, “andiamo a comandare”, come mai prima d’ora nella storia. Anche il “Barbera” non aveva visto mai braccia giallorosse al cielo a fine gara in 18 precedenti. Fino a ieri, fino alle reti di Verna e Martinelli che riscrivono la storia. Anche perché contro i rosanero solo una volta il Catanzaro aveva segnato due reti, uscendo sconfitto per 3-2. Palermo quindi era un tabù di punti e gol segnati: statistiche spazzate via in una bella domenica di febbraio.

Un febbraio ricco di prime volte, quindi, pensando a Foggia e Palermo. E allora sabato, penultimo giorno prima della fine di questo mese a tinte giallorosse, arriva al “Ceravolo” l’imbattuta Ternana. Imbattuta ma non imbattibile, specie da una squadra come il Catanzaro: in formissima e capace di rompere i tabù, come possiamo intendere quello degli umbri, tabù per tutte le compagini affrontate finora.

Ma il blocco più grande è sempre quello, da tanti, troppi anni. Anzi, ahinoi, da sempre: si chiama playoff, una maledizione più che un tabù. Un fantasma con cui ci si dovrà confrontare anche quest’anno, uno spettro che però, potrebbe fare meno paura visti i precedenti di questa stagione e considerata l’esperienza. Questa ci insegna che i tabù sono fatti per essere rotti, i giallorossi di Calabro ci mostrano come. Il Catanzaro ammazza tabù è pronto a riscrivere, di nuovo, la storia, e noi a gioire con lui.

Foto:Catanzaro Informa

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