7 Marzo 2021

Serie B a 40 squadre e “rating” finanziario. Proviamo a capirci di più.

scritto il: sabato, 20 Febbraio 2021 - 13:17

Tempo di lettura: 3 minuti

Una proposta per la riforma del calcio basata su un “rating” di ogni squadra. Cioè, un giudizio che tenga conto della solidità dei bilanci dei club e dell’organizzazione del governo societario, della qualità e proprietà degli stadi, della valorizzazione dei giovani e del legame con il territorio.

Gabriele Gravina lancia l’idea per riformare il calcio italiano. Anzi, ad essere precisi la rilancia, visto che è un suo vecchio pallino proposto già nel 2017 quando era alla guida della Lega Pro.

Lo fa alle soglie delle elezioni della presidenza della FIGC fissate per lunedi 22 febbraio dove lo stesso Gravina si ricandida avendo come avversario Cosimo Sibilia, attuale numero 1 della Lega Nazionale Dilettanti.

Gravina VS Sibilia, una corsa alla poltrona che nelle ultime ore è stata resa rovente anche dalle dichiarazioni di Sibilia circa un presunto accordo che sarebbe venuto meno proprio tra i due. Un accordo che parte dalle elezioni del 2018 con Gravina che avrebbe dovuto lasciare il via libera alla elezione di Sibilia nel 2021 (quella appunto di lunedi prossimo) e di cui, secondo lo stesso Sibilia, si sarebbe fatto garante Giancarlo Abete. Accordo messo nero su bianco ma svanito nel nulla sempre per come ha dichiarato Sibilia.

Elezioni infuocate, tra i due candidati che neanche si rivolgono più la parola, e con Gravina che viaggia spedito verso la riconferma, ad onore del vero ottenuta sul campo anche attraverso alcune decisioni di non facile gestione come la ripresa del campionato dopo il lockdown, il rilancio della Nazionale e soprattutto la nomina di Chiné a capo della Procura Federale.

Serie B a 40 squadre.

Ampliare la Serie B a 40 squadre su due gironi con criteri verticali, è questa la nuova proposta di Gravina che deve essere però accompagnata da una riforma più robusta che includa dei rigidi parametri di ammissione. Una Serie B che per essere rimodulata dovrà appunto avere il consenso della FIGC e potrebbe trovare attuazione già dalla prossima stagione. Una grossa opportunità per le società della corrente stagione di Lega Pro.

Attenzione però, la riforma potrebbe essere accompagnata per l’appunto dall’introduzione del “Rating finanziario” e potrebbe non essere sufficiente piazzarsi nelle prime posizioni 6/7 posizioni se non si hanno i requisiti finanziari.

Restiamo nel campo delle ipotesi, e proviamo a capire di cosa si tratta rispolverando la vecchia idea del 2017 dello stesso Gravina e che avrebbe dovuto trovare attuazione all’epoca nel campionato di Lega Pro.

Tratto da “il sole 24 ore” del 14 febbraio 2017 a firma di Gianni Dragoni

Un rating per il calcio Italiano

Il Rating finanziario

La vecchia idea di Gravina sul rating è basata sulla valutazione di una commissione “indipendente” che dovrà verificare i dati forniti dai club, dopo la trasmissione dei bilanci. È previsto un punteggio e saranno necessari almeno 80 crediti o punti per gli “standard minimi” e 120 crediti per “buone pratiche”.

Quattro aree diversificate calcoleranno il rating

Area 1 – incidenza 30%

economico-finanziario, societario e di governance”, ritenuta di maggiore importanza

Area 2 – incidenza 25%

“politiche del settore giovanile”

Area 3 – incidenza 25%

“relazione con il territorio e aspetti sociali”

Area 4–  incidenza 20%

l’”infrastrutturale

I parametri minimi

Si parte dai conti. “Un bilancio in rosso non è ostativo per iscriversi al campionato”. Si guarda alla solidità e solvibilità. Il patrimonio netto deve essere almeno pari al 70% di tutti i debiti (indice 0,7) per ottenere 10 punti di standard minimo. I club che non raggiungeranno lo standard minimo avranno tre anni per adeguarsi, riceveranno ogni anno 2 punti se miglioreranno.

Nel patrimonio netto verranno calcolati anche i conferimenti in conto capitale e i finanziamenti soci infruttiferi e postergati. Questo significa che i club con patrimonio netto negativo in conseguenza di perdite di bilancio potranno reintegrare il patrimonio con apporti di capitale dei soci. Questa facoltà è consentita anche dalle norme Figc per l’iscrizione ai campionati (dalla serie A in giù), norme più permissive rispetto ai vincoli del Financial fair play Uefa per le Coppe europee, che non ammettono il reintegro del capitale per coprire i buchi di bilancio. La Uefa richiede che i costi siano coperti dai ricavi, pur con qualche controversa eccezione, come sulle sponsorizzazioni.

Altri parametri

Altri indici sono solvibilità totale (10 punti), solvibilità corrente (10 punti), costo del lavoro allargato non superiore al 70% dei ricavi (10 punti).

La proprietà dello stadio vale 15 punti, un affitto ultradecennale 7 punti; la presenza di due giocatori under 21 per partita 10 punti.

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