17 Aprile 2021

U.S. Catanzaro: 108 calciatori sotto la gestione Noto e 6 allenatori, ma i due o tre acquisti importanti deve ancora farli.

scritto il: giovedì, 04 Febbraio 2021 - 19:19

Tempo di lettura: 3 minuti

4 campionati tra alti e bassi a rincorrere una promozione, avvalendosi di: 2 Direttori Generali (Maglione e Foresti); 3 Direttori Sportivi (Doronzo, Logiudice e Cerri); 6 allenatori (Erra, Dionigi, Pancaro, Auteri, Grassadonia e Calabro), ed un esercito composto da 108 calciatori con 35 di essi che a turno hanno attraversato i 4 anni e che nella casistica delle singole stagioni alza il numero a 145 compresi i giovani della primavera3 (ex berretti) aggregati in prima squadra e convocati anche senza mai scendere in campo.

AnnoAllDGDSCalciatoriEta M
2017-183123425,21
2018-191013125,00
2019-202013926,92
2020-211113926,64
 725143 
Tabella riepilogativa nei 4 campionati della gestione Noto

108 calciatori e 6 allenatori

nella gestione Noto

Sono tanti davvero tanti anche se spalmati in 4 stagioni denotato che non c’è stata continuità tecnica ed il continuo rinnovamento non può mai portare a benefici sperati soprattutto se questi 108 elementi hanno attraversato ben 6 allenatori. In una sola stagione la panchina è stata salda, quella del 2018-19 con Gaetano Auteri quella in cui per ammissione, giorni fa, dello stesso presidente Noto, si sarebbe potuto fare qualcosa in più e non si è fatta in ciò che era di competenza della proprietà.

Su 108 tutti bidoni? Non crediamo assolutamente che lo siano perché è proprio nella stagione 2018-19 che il Catanzaro si piazza al terzo posto con un rosa molto al di sotto rispetto al potenziale avuto nel campionato 19-20 e 20-21.

la rivoluzione

dell’estate 2020

E’ quella che più di tutti segna lo spartiacque nella gestione Noto, assolutamente necessaria per chiudere un ciclo fatto di veleni e congetture interne che sono solo servite a creare divisioni nella tifoseria tra auteriani e logiudiciani che al sol pensiero di rispolverare le vicende c’è da farsi venire il voltastomaco.

Il Catanzaro non può fare
a meno di Noto

Intravedete qualcuno all’orizzonte pronto ad investire nell’U.S. Catanzaro? “Non è una buona ragione per essere tenuti dalle palle dallo stesso Noto” ti risponde cosi chi oggi lo vorrebbe lontano mille miglia dalla proprietà, deluso ed amareggiato perché da un imprenditore del calibro di Noto ci si aspettava di più, anzi era lecito aspettarsi di più. Ma quel di più che non sia arrivato non è detto che non arrivi. Un sogno importante lo ripongo in chi è importante nei mezzi che ha disposizione per raggiungerlo: i Noto “vattene” i Noto “tirchio” negli anni li hanno vissuti tutti i presidenti che si sono susseguiti alla guida dell’U.S. Catanzaro, neanche Nicola Ceravolo è stato risparmiato, tranne gli “innominabili” che del Catanzaro si son serviti per interessi politici/imprenditoriali personali e la storia è li a darci ragione.

ecco gli acquisti che mancano
al Catanzaro per essere competitivo

Nella rivoluzione dell’estate scorsa Noto avrebbe potuto far di più o meglio non avrebbe dovuto trascurare quella componente che nel calcio è alla base dei successi: dotare l’U.S. Catanzaro di un’anima!

No che lo stesso Noto non ne abbia ma quella che ha Noto da sola può non portare da nessuna parte. Quella passione D.O.C. che è nel cuore di gente dal calibro di Silipo, Banelli, Ranieri, Palanca ovvero di chi la Storia dell’U.S. Catanzaro l’ha costruita. Non facciamo retorica, noi ci appigliamo ai soliti nomi ma essere da 30 anni in Serie C ha prodotto un danno non solo in termini di risultati sportivi ma li ha fatti ancora più gravi non creando una generazione di quella classe dirigenziale locale di cui nessuna società di calcio può permettersi il lusso di farne a meno.

Ursino a Crotone, per fare un esempio, allontanato anni or sono da Catanzaro, è un general-manager cresciuto e formatosi all’interno del sodalizio crotonese grazie anche alla scuola di Franco Ceravolo. Ed oggi Ursino è in grado di fare scuola e dopo scuola calcistica a qualsiasi dirigente. Noi un Ursino fatto in casa non lo abbiamo.

Foresti e Cerri due figure che hanno le caratteristiche per far bene si confrontano con lei, ma lei con chi si confronta di calcio? Il lavoro che il Catanzaro sta facendo dietro le quinte e lontano dai campi di calcio è un lavoro straordinario, il Direttore Generale Foresti in pochi mesi ha dato una identità curando in maniera maniacale anche i dettagli che in una società di calcio fanno la differenza immaginiamo cosa avrebbe potuto fare se avesse avuto la possibilità di confrontarsi con una classe dirigenziale fatta in casa.

Sono questi i due o tre acquisti che mancano al Catanzaro per essere competitivo, e sono nelle figure di chi il calcio l’ho ha fatto, vissuto, amato e fortificato con la nostra maglia. Che siano stati calciatori può non avere importanza, ma a questa società oggi manca lo zoccolo duro rappresentato da un’anima, un’anima vera ed autentica, fatta da quelle persone che hanno una forma mentis lontana da interessi politici e imprenditoriali distanti, dalla stessa “freddezza” con cui la Holding Noto ragiona gestendo il Catanzaro Calcio. Forza presidente, noi siamo il Catanzaro!

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