4 Marzo 2021

Ghirelli a catanzarosport24.it: “Riforma inevitabile, partendo dal sistema per arrivare ai format dei campionati”. Noto e Tacopina risorse importanti.

scritto il: giovedì, 04 Febbraio 2021 - 12:59

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Iniziò la sua carriera come insegnante, per poi ricoprire ruoli istituzionali ed imprenditoriali di alto rilievo: è stato, infatti, presidente della giunta regionale dell’Umbria, direttore generale del Perugia, amministratore delegato del Bari, Consigliere delegato della Lega Nazionale Professionisti, segretario della FIGC e del Comitato Organizzatore dei Campionati di pallavolo maschile in Italia, drettore generale della Lega Pro.

Il 6 novembre 2018 viene eletto nuovo presidente della Lega Pro, in sostituzione del dimissionario Gabriele Gravina, nuovo presidente della FIGC del quale comitato di presidenza il 27 novembre diventa membro.

Il 12 gennaio 2021 con 49 voti dei presidenti delle Soecietà di Lega Pro viene rieletto presidente, una rielezione che non lascia spazio alle emozioni, spazzate via dalla consapevolezza di proseguire nella strada tracciata due anni fa fatta di ordine e regole che garantiscano alla Terza Divisione del Calcio Italiano una stabilità improntata sull’affidabilità e la sostenibilità che come lo stesso Ghirelli dichiara a catanzarosport24.it dovranno anche passare attraverso la riforma che ormai non è più rimandabile.

Il mio nuovo mandato non va nella direzione di una continuazione fine a se stessa, ma nel completare una rivoluzione cominciata due anni fa. Allora eravamo in una situazione molto complessa, qualcuno ha dimenticato che si viaggiava ad una media impressionante di penalizzazioni per ogni campionato. Era diventata una situazione insostenibile, complicata ed imbarazzante anche agli occhi esterni, quello che successe in quella famosa partita Cuneo-Pro Piacenza 20-0 stampato a caratteri cubitali anche sul New York Times è stato il punto più basso per il nostro calcio.

Bisognava mettere delle regole precise, lo abbiamo fatto, lo stiamo facendo e continueremo a farlo senza sosta con la consapevolezza di dover andare in una direzione che possa consegnare una Lega strutturata con dei principi sani e che sia anche di supporto alle società serie e virtuose. Se due anni fa non avessimo iniziato a mettere delle regole cosa sarebbe successo oggi con l’impatto del Covid 19? Questa pandermia

rappresenta una grande incertezza con una precarietà maggiore di due anni fa, che comunque non elimina le nostre responsabilità nel continuare in quel percorso di riforme, l’aver iniziato quel processo forse è stato anche di aiuto oggi ai presidenti di poter rispondere oltre ogni più rosea aspettativa”.

De Laurentis, Noto, Bandecchi e Tacopina, senza voler fare un torto ad altri presidenti, ma anni fa sarebbe stato impensabile che imprenditori di questo calibro rischiassero di fare calcio in serie C, se lo hanno fatto oltre alla passione avranno comunque individuato delle potenzialità di crescita nella Serie C?

Intanto l’ingresso di Tacopina è un segnale importante, che va oltre il calcio, sapevo del suo interessamento di rientrare nel calcio italiano rilevando una società da Roma in su. Che poi abbia deciso di scendere nel profondo Sud lo reputo un impatto importante, non solo per una società come lo stesso Catania ma per tutto il movimento calcistico italiano e meridionale in particolare. Quello che ha fatto Tacopina può essere da stimolo per altri imprenditori.

Lo stesso Floriano Noto rappresenta una risorsa di vitale importanza per Catanzaro, ha ambizioni di riportare il Catanzaro ai fasti di un tempo, aiutatelo e tenetevelo stretto ha fatto e sta facendo investimenti importanti, che poi non si riesca a centrare subito l’obiettivo è un altro discorso, i campionati da noi non sono facili per nessuno”.

Il calcio italiano e la Serie C in questo caso, che si pone l’obiettivo di convogliare a se forze imprenditoriali affidabili e virtuosi, non dovrebbe garantire agli stessi maggiore tutela?

Con i passaggi che si sono compiuti in questi ultimi due anni, la Serie C ha prodotto campionati completamenti diversi rispetto al passato. Prendiamo la vicenda dell’esclusione del Trapani, di cui comunque è un fatto che mi dispiace e mi addolora, ma è stato possibile per le regole introdotte due anni fa. Regole che ci consentono di prevenire ed agire quando si arriva ad un punto di pericolosità. Altri passi importanti sono stati fatti, e che amplieremo anche sul versante dei diritti televisivi, con le partite di Serie C che vanno in onda su diverse piattaforme: Rai, Eleven Sport, Sky e dal 21 febbraio in tutto il mondo grazie all’accordo con l’imprenditore americano di Miami. Premesso questo, lei cosa si intende per tutela?

La riforma dei campionati potrebbe esserlo?

Il problema vero è che oggi il calcio italiano si trova in una situazione di affrontare un processo di rinnovamento, per cui si rende necessario accelerarne il processo. Subito dopo le elezioni del presidente Federale in programma il 22 febbraio, mi auguro e spero che Gravina ci chiuda in una stanza e butti via la chiave e ci obblighi a ragionare sulla riforma dei campionati italiani. Questa operazione non è più rinviabile”.

Spieghiamola bene questa riforma, parliamo di una riforma del Sistema Calcio? Di una riforma alla strutturazione dei campionati? Entrambe?

Partiamo da una cosa imprescindibile, noi come Serie C abbiamo bisogno di riformare il nostro campionato, la formula del nostro campionato, ad oggi siamo stati l’unica Lega che lo ha chiesto al presidente Gravina, non lo hanno fatto in Serie A e nemmeno in Serie B. Come vede siamo aperti ad intavolare la discussione. Una cosa però deve essere certa e chiara, quando sento qualcuno che sostanzialmente immagina, spera o nutre speranze di poter abolire la Serie C ha davvero sbagliato strategia. La riforma di cui ribadisco è ormai essenziale deve partire da una serie di valutazioni estremamente più ragionate, ovvero: la sostenibilità economica, come si dividono le risorse e quali devono essere le regole, al termine di questo ragionamento possiamo allargare il discorso anche sui numeri delle società che debbano prendere parte al campionato di Serie C e sul suo format.  Chi fa altri ragionamenti non conosce non solo la storia del calcio italiano con la sua evoluzione, ed in particolare della Serie C con la storia del nostro Paese. La Serie C rappresenta una forte identità con il nostro territorio che non c’è in nessun altro paese del mondo per una questione molto semplice la storia dell’Italia è diversa da quella della Francia, del Brasile e via discorrendo, la storia dell’Italia è rappresentata dai suoi Comuni e dentro di loro c’è la storia della Serie C che non può e non deve essere cancellata”.

Lei quindi non preclude all’ipotesi che possa esserci una serie C con un girone di Elite e due gironi chiamiamoli minori?

Non precludo assolutamente nulla, sulla base delle valutazioni espresse prima la riforma va fatta partendo prima dal sistema e poi andiamo a ragionare sui numeri di società che parteciperanno ai campionati e dei loro format, che ci permetterà anche di acquisire maggiore competitività sul piano europeo ed internazionale”.

Quindi, l’elezione del Presidente Federale del 22 febbraio può rappresentare l’inizio del nuovo processo di sviluppo che porterà alla tanto attesa e più volte annunciata riforma del calcio italiano?

Come ho detto prima, Gravina dovrà obbligarci, intendo a tutte le componenti calcistiche, a trovare una soluzione definitiva. Lo faccia a costo di chiuderci in una stanza ed aprirla solo quando tutti abbiamo raggiunto all’unanimità la procedura del sistema e il format dei campionati. La riforma non può più essere rimandata

In conclusione ci può spiegare cosa le hanno richiesto i presidenti del Girone C circa una modifica all’Art. 49 del NOIF?

Consiste in una riforma per il campionato in corso sulla abolizione della retrocessione diretta dell’ultima classificata del Girone C, per via dell’esclusione del  Trapani, senza la quale l’ultima classificata di oggi di fatto sarebbe stata la penultima ed avrebbe avuto accesso agli spareggi. Per cui viene richiesto che venga esclusa dalla retrocessione diretta e sia ammessa agli spareggi tra le ultime quattro che serviranno per decretare le retrocessioni”.

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